Un caso di artrite psoriasica post menopausale in una paziente psoro-sicotica e il rischio della soppressione

Pietro Gulia
Medico Chirurgo – Omeopata ROMA
Vice-Direttore Scuola di Medicina Omeopatica I.R.M.S.O. – Roma

pietrogulia@alice.it

Un caso di artrite psoriasicapost menopausale in una paziente psoro-sicoticae il rischio della soppressione

The Author presents the case of a patient, treated homeopathically for years, who, in post-menopause, developed psoriatic arthritis involving hands, feet, and the right wrist, and a depressive state. Conventional treatment, both oral and local, even if continued for a few weeks, caused an intense worsening of the general condition compared to a modest relief of the arthritic-psoriatic symptoms: further clinical evidence of the phenomenon of suppression, well identified and described by Hahnemann, shared by the great homeopathic clinicians, but unknown in conventional medicine. Thanks to the medicine Sulphur, in a reasonably short time, without side effects of the therapy and without the appearance of complications, there was a rapid return to good general health.

KEYWORDS

Miasms – Suppression – Homeopathic clinical methodology.

Introduzione – Si espone il caso di una paziente, anni prima curata omeopaticamente, che, in post-menopausa, sviluppa artrite psoriasica con coinvolgimento delle articolazioni di polso, mani e piedi, e uno stato depressivo. Il trattamento convenzionale, per os e locale, anche se protratto per poche settimane, provocò un intenso aggravamento dello stato generale a fronte di un modesto sollievo dei disturbi artritico-psoriasici: ulteriore testimonianza clinica del fenomeno della soppressione, ben individuato e descritto da Hahnemann, condiviso dai grandi clinici omeopatici, ma misconosciuto in medicina convenzionale.

Materiali e Metodi – Metodologia clinico-terapeutica unicista in una donna che, a 31 anni, richiese trattamento omeopatico per sindrome depressiva con cefalea, obesità e lieve forma psoriasica. Ottenuto miglioramento da tali disturbi, la paziente lasciò per alcuni anni la terapia omeopatica. A 44 anni, in post-menopausa, comparvero manifestazioni artritiche e psoriasiche più intense; l’aggravamento provocato da terapia convenzionale l’indusse a riprendere il trattamento omeopatico.

Risultati – Nel primo periodo, miglioramento della sintomatologia soggettiva e miglioramento generale della paziente (§§ 2 e 253 dell’Organon) grazie al medicinale Calcarea carbonica. Stesso risultato negli eventi post-menopausali grazie ai medicinali Graphites e, soprattutto, Sulphur. In tempo ragionevolmente breve, senza effetti collaterali della terapia e senza comparsa di complicazioni, si verifica rapido ritorno a buona condizione generale di salute.

Conclusioni – Nel corso dell’esistenza si possono presentare disturbi di diverso tipo, indotti da noxe endogene e/o esogene che, secondo la nomenclatura nosologica medica, apparterrebbero a stati patologici diversi, ma che presentano la medesima base eziologica miasmatica (Psora, Sicosi, Siphilis) secondo l’interpretazione di Hahnemann, accettata da molti (non tutti) gli omeopati. Qualora non si condivida questa interpretazione clinica, i trattamenti puramente sintomatici – convenzionali od omeopatici – rivolti alle sole manifestazioni più esterne del disordine miasmatico – possono provocare un approfondimento del disordine stesso, con maggior compromissione dell’Energia Vitale, per usare un termine (apparentemente anacronistico) proprio del lessico omeopatico.

PAROLE CHIAVE

Miasmi – Soppressione – Metodologia clinico-terapeutica omeopatica.

INTRODUZIONE

Il caso che si espone riguarda una donna che intraprese cura omeopatica a 31 anni perché affetta da sindrome depressiva, cefalea, lieve forma psoriasica, obesità. Ottenuto notevole miglioramento di questi disturbi – caratterizzati da prevalente impronta psorica, secondo la teoria dei Miasmi di Hahnemann1 – la paziente lasciò il trattamento omeopatico. Anni dopo, in post-menopausa, si manifestarono disturbi artritici e più intense eruzioni psoriasiche: la loro soppressione con trattamento convenzionale provocò aggravamento dello stato generale. Per tale motivo la paziente si rivolse nuovamente alla cura omeopatica.

MATERIALI E METODI

Secondo la metodologia clinica omeopatica si considerano: i sintomi caratteristici generali, mentali, fisici, modalizzati, descritti dal paziente e notati dal medico; esame obiettivo; diagnosi nosologica; applicazione della legge dei simili, cioè selezione del medicinale omeopatico unico (diagnosi medicamentosa), i cui sintomi sperimentali e/o clinici corrispondano a quelli selezionati nel caso, utilizzando Repertorio cartaceo o informatico e ottenendo conferma della scelta consultando le Materie Mediche; scelta della scala, potenza, dose e frequenza di ripetizione del medicinale; valutazione dell’andamento del caso dopo somministrazione del rimedio selezionato, considerando aggravamento o miglioramento, cioè direzione dell’evoluzione dei sintomi e della condizione del paziente, con eventuale modificazione della scelta del medicinale o modificazione di potenza, dose e frequenza di ripetizione del medicinale già somministrato.

Il caso clinico

Prima visita – 11 giugno 1988

Donna di 31 anni, fornaia. Pallida, obesa, placida, flemmatica, ma gran lavoratrice e forte mangiatrice (pane, pizza, pasta).

Motivo della visitaCefalea da molti anni; psoriasi lieve (cuoio capelluto, gomiti, unghie); sindrome depressiva; obesità (kg.87, cm.163). La sindrome depressiva è il disturbo comparso per ultimo e il motivo principale per cui la paziente si rivolge al trattamento omeopatico, sia perché la malattia ha modificato il suo stile di vita, sia perché non vuole assolutamente assumere psicofarmaci, che le sono stati già proposti. Alle altre condizioni: cefalea, psoriasi, obesità, è abituata “da sempre”.

Anamnesi familiare

Padre – 64 anni. Cardiopatia ipertensiva. Diverticolosi del colon-sigma. Ansiosissimo, ipocondriaco.

Nonno – Scomparso a 86 anni per BPCO. Psoriasi.

Nonna – Scomparsa ultraottantenne. Varici degli arti inf. Emiparesi dx da ictus.

Madre – 64 anni. Ipertesa; diabete; cardiopatia ischemica con pregresso infarto anteriore.

Nonno – Defunto, soffriva di depressione.

Nonna – Defunta per senectus.

Terza di 5 germani. La sorella maggiore affetta da K cerebrale.

Due figli (di 13 e 9 anni) a.b.s.

Biopatografia – A 1 anno ebbe poliomielite, ne residuò debolezza dell’arto inf dx. Piede destro cavo +++; piede cavo a sinistra. Per anni sottoposta a cure calciche, anche durante l’adolescenza. Non ricorda se ebbe oppure no le comuni malattie infantili.

10 anni – Prime manifestazioni di psoriasi, al cuoio capelluto e in area periombelicale:

Comparsa sporadica di piccole chiazze, che andavano e venivano. Alle unghie delle dita delle mani: piccoli e radi avvallamenti. Nessun trattamento, forse qualche pomata lenitiva localmente.

11 anniTonsillectomia, dopo ripetuti attacchi di tonsillite purulenta indolore.

12 anni – Menarca. Cicli di ritorno regolari per ritmo, durata, quantità.

Si fidanza con l’attuale marito.

17 anni, matrimonio.

Due gravidanze a 18 e 22 anni: in entrambi i casi aumentò di 20 kg.

20 anniColecistectomia; calcolosi biliare e coliche biliari iniziate dopo prima gravidanza.

Presenta lomboartrosi marcata e varici arti inferiori, più intense a destra (familiarità, obesità, tipo di lavoro).

Ha sempre sofferto di mal di testa che, negli ultimi 2-3 anni, è peggiorato per frequenza, intensità e durata: almeno due, tre volte al mese, dura 3-4 giorni (antidolorifici funzionano ma ne deve prendere ogni 4-5 ore). Il mal di testa compare soprattutto dopo prolungati e intensi sforzi fisici (lavora molte ore nella giornata, anche 15 ore al giorno), già al risveglio, testa pesante e sensazione di battito nel capo. Necessità di mettersi a letto e stare al caldo: ciò non sempre è possibile per esigenze di lavoro e familiari e, allora, tira avanti con gli antidolorifici. Nessun rapporto del mal di testa con le mestruazioni. Non è ipertesa né anemica.

Negli ultimi mesi, abbassamento del tono dell’umore: tristezza, ansia per il futuro con ingiustificate paure di tipo economico, tanta ansia per i suoi anziani genitori non in buona salute, qualsiasi notizia di malattia, anche banale, la pone in allarme e in agitazione, teme sempre il peggio; tendenza a isolarsi, davvero strana per lei cui, anche per il lavoro che svolge in un quartiere popolare, è sempre piaciuto avere a che fare con la gente.

L’obesità dipende dall’eccesso alimentare: la paziente, che iniziò a lavorare giovanissima nel forno dei genitori, lavorando sodo insieme al marito è riuscita a creare una solida azienda che produce prodotti da forno salati e dolci cui lei, per prima, non sa resistere!

Sempre stata timidissima, imbarazzata (anche per il modesto ceto sociale di origine), pessimi risultati scolastici che la facevano soffrire moltissimo. Stava bene solo a casa con la madre o al lavoro con i genitori.

Timida, chiusa, ostinata, permalosa, impressionabile, col pianto facile, incapace di reagire a offese e critiche (che spesso le tornano in mente con mortificazione e rabbia), freddolosa, sempre con i piedi e la testa coperti, sensibile alle minime correnti, stitica. Questi aspetti si ridussero nel corso di sei anni di trattamento …. tranne la fatale attrazione per i farinacei!

Sintomi selezionati (§§ 153 e 2122) alla prima visita:

Ansia per il futuro

Paura della povertà

Ansia e preoccupazioni per i genitori

Impressionata da brutte notizie

Paura di disgrazie

Tristezza con ansia

Si isola

Mal di testa dopo sforzo fisico

Mal di testa con dolore pulsante

Mal di testa > in ambiente caldo col calore.

La repertorizzazione con Radar Opus 3.3.24 3 – Quantum avrebbe fornito il seguente quadro (Fig. 1).

In una paziente timida, permalosa, incapace a reagire a offese e critiche (che spesso le tornano in mente con mortificazione e rabbia), freddolosa, sempre con i piedi e la testa coperti, sensibile alle minime correnti, stitica, ce n’è abbastanza per confermare: Calcarea carbonica.

Nella Materia Medica Pura di Hahnemann4 è possibile leggere molti dei sintomi descritti dalla paziente. Se ne riportano solo alcuni:

Mournful, almost to tears, with solicitous occupation with the present and the future

Troubled, oppressed humor, with irresistible inclination to weeping

Grief and complaints over insults long past

Anxious about the present and the future, with deep reflection, at the same time indifferent to things outside, but not without inclination to work

Fearful, anxious forebodings, as if evil would befall him or someone else, and as if he could in no way evade it

Anxious sad mood, as if he had to heard sad news

Despairing mood, with fear of sickness and misery, with forebodings of sad events

Great heaviness of the head, in the morning on awaking, with heat therein; both symptoms much aggravated by motion of the head and raising up the head 7 (after 27 hours)

Throbbing headache in the middle of the brain, every morning and continued all day.

Citazione più che sufficiente per rammentarci che, pur se prescriviamo sui risultati dell’analisi repertoriale, la base della clinica omeopatica e del Repertorio stesso non sta tanto nell’aspetto fisico del paziente, né sulle nostre deduzioni ed elucubrazioni – più o meno giustificate e, talora, azzeccate – ma sulla realtà del risultato delle sperimentazioni hahnemanniane ripetute e controllate (§§ 108, 110, 135, 136, 144).

Sintesi dei primi 6 anni di trattamento – Dal giugno 1988 all’Ottobre 1994, la paziente diligentemente si sottopose a visite periodiche, ogni 2-3 mesi: il trattamento, senza soluzione di continuo, ottenne netto miglioramento di tutti i disturbi (nei primi due anni riuscì a perdere quasi dieci chili, poi prevalse la ghiottoneria; non va sottovalutato il condizionamento culturale dell’ambiente di origine, che vede nell’adipe segno di benessere fisico e sociale – una specie di status-symbol – e nel dimagramento segno certo di declino della salute).

Il rimedio prescritto in quei sei anni fu: Calcarea carbonica, in varie potenze korsakoviane, iniziando dalla 200 K, poi MK, XMK e, infine, 30 LM (Saccharum lactis nei periodi tra una dose unica e l’altra). Ognuna di queste potenze fu ripetuta più volte: dopo aver diluito i globuli in acqua, sottoposta la soluzione a succussione con numero crescente di scosse ad ogni successiva ripetizione della stessa potenza, somministrato un solo cucchiaio della soluzione. La ripetizione fu determinata da ricadute, soprattutto ricomparsa di cefalea o piccole squamo-croste psoriasiche, indicanti la conclusione della fase di miglioramento stimolata dalla potenza del rimedio. Il passaggio a una potenza più alta fu determinato dalla ridotta durata del miglioramento conseguente alla dose precedente, secondo le indicazioni di metodologia posologica di Kent; in altre parole, se la prima dose di MK a secco aveva indotto un miglioramento di 3-4 o più mesi, la seconda in acqua un miglioramento di 2 mesi e la terza un miglioramento di soli 15 giorni, ciò fu considerato criterio sufficiente al passaggio alla potenza più alta immediatamente disponibile sul mercato. Dopo la XMK, si optò per la 30 LM, con lo stesso criterio per tempi di eventuale ripetizione e sempre, alle dosi di 30 LM successive alla prima, soluzione in acqua dei globuli e succussione della soluzione con numero di scosse crescenti alle successive ripetizioni della 30 LM.

Dal 1994 al 2001, visite sporadiche, una volta l’anno od ogni due anni, in occasione di disturbi acuti come sindrome influenzale, in un caso per una flebite acuta, pur continuando ad avere sporadiche manifestazioni psoriasiche nelle solite sedi.

Dal 1995, la paziente effettuò periodici controlli ginecologici, mammografia ed ecografia pelvica (al fundus uterino, 2 miomi di 40 e 26 mm, noti già nel 1988 e rimasti stabili negli anni).

 

Nell’estate 2001, a 44 anni, iniziarono irregolarità mestruali e, nel novembre 2001, si verificò un episodio di meno-metrorragia della durata 15 giorni, con ipertensione (170/90), molto migliorati da una dose di Calcarea carbonica 6 LM.

Sintomi considerati: Menorragia (mestruazione abbondante e prolungata); irregolarità mestruale; pesantezza e calore alla testa durante la menorragia (= congestione attiva, pienezza).

La repertorizzazione con Radar Opus 3.3.243 – Quantum avrebbe fornito il seguente quadro (Fig. 2).

Dal Novembre 2001 al maggio 2004, nessuna visita omeopatica.

La post-menopausa

Visita del 28.5.2004

Ultima mestruazione in ottobre 2003 (46 anni).

Pallida, espressione preoccupata. Da 6 mesi comparsa e progressivo aggravamento di psoriasi al dorso mano destra (spessa squamo-crosta che ricopre più della metà dell’arto) e ad entrambi i gomiti. La mano destra è completamente gonfia; molto gonfie le dita, articolazioni interfalangee tumefatte, vari avvallamenti puntiformi sulle unghie delle dita. Dolore al polso destro, lancinante, < la sera e la notte con dita intorpidite. Vampate ogni mezz’ora, soprattutto nel pomeriggio alle 17.

Nel pomeriggio: svogliatezza, bisogno di dormire. Dimentica, si sente rimbambita.

Da mesi si sente triste, vuole stare da sola, non vuole vedere e sentire nessuno, anche se cerca di essere paziente, sopportare e resistere tenendosi tutto dentro il suo malessere.

Spesso sente il cuore in gola, accelerato, dura molto.

E.O. – kg. 85. PA 150/90; 85bpm, ma azione cardiaca aritmica per numerose extrasistoli non condotte. Polso destro: caldo al termotatto, edematoso, duro e dolente alla digitopressione, con deficit della flessione palmare e dei movimenti di inclinazione radio-ulnare. Movimenti attivi e passivi delle dita limitati per dolore e gonfiore, eseguiti con molta lentezza.

Sintomi selezionati (§ 1532):

Tristezza in menopausa

Compagnia avversione, > da sola

Calore, vampate, menopausa

Calore, vampate, pomeriggio

Palpitazioni, menopausa

Eruzione, mano, dorso, psoriasi

Eruzione, gomito, psoriasi

Infiammazione delle articolazioni.

La repertorizzazione con Radar Opus 3.3.243 – Quantum avrebbe fornito questo quadro (Fig. 3).

Prescrizione – Sepia 3 LM, 3 gtt/ die per tre settimane.

Un mese e mezzo dopo – 16.7.2004 – Durante la prima settimana, peggioramento dei disturbi alla mano destra, poi il quadro è tornato come prima dell’inizio cura. Non più palpitazioni. Vampate presenti, < di notte. Freddolosità e astenia, > da sola. Dorme poco e male, frequenti risvegli, il sonno è irregolare, si sveglia per l’ansia. Desiderio di dolci ++. Sudorazione profusa con sudore di forte cattivo odore, che le provoca nausea. Eruzione psoriasica dorso mano destra <, non modificata ai gomiti.

E.O.: kg.84,5 – 130/85 – 80bpm, ritmico. Mano destra gonfia, 1° e 2° dito gonfi e caldi, movimento di flesso-estensione delle dita lento, impacciato dal gonfiore, poco dolente.

Valutazione – Risultati poco positivi, quadro praticamente immutato, rimedio non indicato: necessario rivalutare sintomi e rimedio.

Sintomi selezionati (§1532):

Tristezza in menopausa

Avversione alla compagnia

Sudore con cattivo odore, nauseabondo

Intenso desiderio di dolci

Sonno disturbato, da ansia

Frequenti risvegli

Vampate, + di notte

Psoriasi alle mani.

La repertorizzazione con Radar Opus 3.3.243 – Quantum avrebbe fornito questo quadro (Fig. 4).

Prescrizione – Graphites XMK + Saccharum lactis, due granuli la sera per 40 gg.

Si scelse Graphites in base a criteri talora utili, talora fuorvianti (come più sopra suggerito): l’aspetto fisico della paziente (corpulenta), il suo torpore, la sgradevolezza della traspirazione; la sua timidezza di fondo, l’apprensione marcata e l’aforisma (non sempre affidabile): “Graphites è per la menopausa ciò che Pulsatilla è per la pubertà5”.

Follow-up

Tre mesi dopo, 22.8.2004 – Miglioramento lento e progressivo. “Mi sono sentita proprio bene.”. Migliorano molto: l’ansia notturna, i risvegli notturni, le vampate e la sudorazione eccessiva, il sudore non più puzzolente.

Le mani si sono sgonfiate. Saccharum lactis, due granuli la sera, fino a tutto agosto.

Il 5/9 ricomparsa mestruazione per pochi giorni (assente esattamente da un anno) e poi il 30/9.

Finita la mestruazione, in ottobre, riapparsi: senso di peso addominale e inquietudine addominale; sudore scarso ma puzzolentissimo ai piedi, dà allo stomaco; gonfiore alle dita delle mani e al polso destro, con pochissima forza; incremento psoriasi al dorso della mano destra, e ai gomiti.

kg. 83; PA 140/85; 60 bpm, no extrasistoli.

Prescrizione: Graphites XMK plus + Saccharum lactis ed esami del sangue, RX mani.

Follow-up – Lieve miglioramento poi, a metà novembre: << i dolori alle mani e comparsa di artralgia ai piedi; < psoriasi mano destra e gomiti. Esami del sangue documentarono stato infiammatorio e lieve anemia (per es: Hb12; Ht37; PCR 24, VES 22).

Rx mani e piedi: “Artrosi di media entità ossa carpali, ridotte in ampiezza le interlinee articolari. Artrosi ossa tarsali”.

Visti gli esami, il medico di famiglia, confermato il sospetto di artrite psoriasica, inviò la paziente a visita specialistica. Il reumatologo prescrisse: calcipotriolo pomata (trattamento locale della psoriasi) + valdecoxib 20 mg 1cpr/mattino (inibitore selettivo della COX-2, terapia artrite reumatoide) + ciclosporina 25 mg 1 cpr/sera x 1 mese.

Risultato: accanto a un apparente miglioramento della cute e apparente sollievo della durata di poche ore dei dolori articolari (sollievo risultato sempre più breve giorno dopo giorno), marcato peggioramento dello stato generale = soppressione! (Organon2: nota 2 al § 7, §§ 201, 202, 2032 e anche i fondamentali §§ 41, 74, 75, 76, 149. Nelle Malattie Croniche1 i §§ 2, 3, 4, 5).

PS – il farmaco a base di valdecobix fu ritirato dal commercio nel 2005 per aumento rischio cardiovascolare.

Visita del 23.12.2004 – La paziente entra nello studio con l’aspetto di un vero cadavere ambulante, si muove a stento, accompagnata e sorretta dal marito. Viso grigiastro, guance incavate. “Non riesco a muovermi, sono come bloccata, tutta bloccata, non ho per niente forza, mi devo muovere lentamente; apatia totale; mi sento intontita, senza vitalità con la testa vuota; vorrei sempre stare vicino a una stufa, a un termosifone …”

Senza ricorrere al Repertorio, si prescrissero: sospensione di tutti i farmaci convenzionali, Carbo vegetabilis 30 CH, dieta leggera, aumento introito di acqua oligominerale.

4 gennaio 2005: telefonicamente riferito lento miglioramento fino a Capodanno. Carbo vegetabilis MK.

Perché Carbo vegetabilis? Colorito grigio, guance incavate, assenza di vitalità, mancanza di calore vitale, sensazione di testa vuota, eruzione soppressa.

La repertorizzazione con Radar Opus 3.3.243 – Quantum avrebbe fornito questo quadro (Fig. 5).

Un mese dopo, l’11.2.2005 – Ricomparso il quadro precedente la terapia convenzionale. Insonnia e agitazione di notte. Si sveglia all’1 a.m. zuppa di sudore che puzza in modo nauseabondo, come broccoli (= solforato). Umore alternante: un giorno su e ottimista, l’altro triste. Un giorno le va di lavorare, un giorno non le va di fare nulla, di lavorare, di parlare. Svenimenti di pomeriggio. Tanto prurito al polso, insostenibile, poi alla gamba, alla schiena, alla testa, “non posso resistere dal grattarmi”. La mano destra non ha forza, non riesce a chiuderla.

E.O. – kg 79; P.A. 150/90 –70bpm, azione cardiaca ritmica. Mano destra gonfia con limitazione movimenti del polso e delle dita; vasta squamo-crosta bianco-grigiastra del dorso con ampio alone di flogosi. Estesa squamo-crosta biancastra ai gomiti. Bilateralmente, edema del dorso piede e perimalleolare, dolente spontaneamente e alla digitopressione; motilità mani, polso, caviglie limitata della metà.

La repertorizzazione con Radar Opus-Quantum3 avrebbe dato il seguente quadro (Fig. 6).

Prescrizione – Sulphur 6 LM, 5 gtt una volta al giorno per 15 giorni; quindi, 5 gtt ogni 3 giorni per 5 settimane.

Due mesi e mezzo dopo, 29.4.2005 – Molto meglio. “Sono migliorata al 90%.

Ha sospeso Sulphur a metà aprile. Vampate >>: 2-3/die, prima le aveva ogni mezz’ora.

Sonno >: al massimo si sveglia un paio di volte verso le 4 a.m.

Sudorazione: non si sveglia più bagnata di notte, la sudorazione è molto lieve e non ha più odore nauseabondo. Ha urinato e urina moltissimo, pur con pochissima sete: urine giallo carico, ma non irritanti (= eliminazione).

A metà del ciclo di cura, eruzione di un grosso foruncolo vulvare, che ha emesso abbondante pus bianco (= eliminazione) ed è guarito. Nessuna interferenza con farmaci, solo pulizia locale.

Dorso mano: area psoriasica molto meno infiammata e spessore della squamo-crosta ridotto. Idem ai gomiti. Prurito >>.

Molto migliorati il tono generale e l’umore “sono tornata quella di una volta”.

Forza e movimenti della mano migliorati: “ora riesco ad afferrare pesi”.

Dolori ai piedi molto migliorati, ma da ieri sono ricomparsi, anche se in forma più lieve rispetto a 2 mesi prima, dopo una giornata di intenso lavoro (in piedi).

Kg. 81 – P.A. 130/85 – FC 75 bpm.

Prescrizione: Sulphur 9 LM 5gtt, una volta alla settimana x 2 mesi.

La paziente sarà seguita per altri 4 anni, con visite di controllo 1-2 volte l ’anno: non particolarità da rilevare e riferire = buona salute generale.

Attualmente la paziente ha 68 anni, ha ceduto l’attività ai figli, ma continua a lavorare tutti i giorni occupandosi della vendita al dettaglio, attività che le piace perché ama il contatto con la gente. In quanto al peso … troppe le tentazioni … vero fattore causale della sua obesità e ostacolo a qualsiasi tentativo di ottenere cambiamento di abitudine inveterata.

RISULTATI

Nella prima fase di trattamento dal 1988 al 1994, trattamento senza soluzione di continuità, risultati positivi: miglioramento marcato della sindrome depressiva, della cefalea, della psoriasi. Nessun effetto collaterale e nessuna azione tossica (come facilmente presumibile) del medicinale omeopatico prescritto: Calcarea carbonica.

La psoriasi non scomparve del tutto: piccoli avvallamenti delle unghie delle dita delle mani e saltuaria, di breve durata, presenza di piccole squamo-croste ai gomiti indicavano quella che Hahnemann definisce Psora latente, che necessiterebbe di proseguimento del trattamento. La paziente, però, soddisfatta del risultato, lo interruppe. Nel 2004, in post-menopausa, comparsa di artrite psoriasica con intenso aggravamento generale in seguito a terapia convenzionale: la ripresa della cura omeopatica, grazie ai medicinali Graphites e Sulphur, conseguì un netto miglioramento del quadro generale con recupero di buono stato di salute.

CONCLUSIONI

Oltre all’evidenza dell’efficacia dei rimedi omeopatici prescritti, Calcarea carbonica e Sulphur (Graphites fu un buon similare, come tutti i similari utile nel breve periodo, ma i cui risultati difficilmente diventano stabili nel tempo; Sepia, verosimilmente, non fu prescrizione congrua), il caso si presta a due considerazioni conclusive che confermano osservazioni cliniche esposte da Hahnemann nel Trattato sulle Malattie Croniche 1 e da Jahr nel suo “40 Years Practice 6.

Hahnemann, nel § 226, ci mette in guardia: “Quando il trattamento è arrivato a buon punto, la malattia già attenuata, comincia a tornare allo stato di Psora latente; i sintomi diventano sempre più deboli e alla fine il medico accorto potrà trovarne solo poche tracce; queste dovranno essere seguite fino alla definitiva sparizione, giacché anche il resto più irrilevante contiene un germe in grado di rinfocolare le vecchie sofferenze. Se a questo punto il medico sospendesse il trattamento e supponesse che il malato è ormai in grado di cavarsela da solo, come ritiene la gente comune di ogni ceto e cultura, commetterebbe un errore madornale. Molto presto, infatti, soprattutto se intervenissero circostanze sfavorevoli (nel caso esposto, la fine della mestruazione può essere considerata in tal modo, cioè la scomparsa di una periodica salutare eliminazione – ndr), da questo piccolo resto di Psora che è, per il momento, solo regredita si svilupperebbe una nuova malattia cronica, destinata ad accrescersi progressivamente ed ineluttabilmente”.

Unica postilla a quanto chiaramente esposto da Hahnemann è che, spesso, non è il medico ma il paziente che reputa “di essere guarito” e di “potersela cavare da solo”, quando ancora non lo è dal punto di vista miasmatico e, così, finisce col non tener conto delle raccomandazioni e/o sollecitazioni del medico.

A proposito del rischio della soppressione, Jahr ci comunica la sua esperienza: “È incredibile la quantità di malattie acute e croniche originate dall’improvvisa soppressione di un esantema acuto o cronico, di un’ulcera o di secrezione abituale, sia essa patologica, come nel caso di corizza o leucorrea, di emorroidi, sia essa fisiologica, come le mestruazioni, il latte, e così via. In molti casi la malattia erompe immediatamente dopo la soppressione, ed è del tutto facile riconoscerne la causa e decidere quale rimedio debba essere prescritto. (è questa la condizione verificatasi nel caso esposto, con rapida ed efficace prescrizione di Carbo vegetabilis – ndr).

Sfortunatamente, però, queste malattie (da soppressione – ndr) non vengono fuori se non anni dopo e, sebbene si possa nutrire il sospetto che la malattia attualmente presente sia riconducibile a una qualche soppressione, avutasi in qualche precedente periodo, eppure non riusciamo mai a giungere a certezza positiva riguardo la necessaria connessione tra la precedente condizione e la presente, per cui risulta difficile giungere a conclusioni definitive riguardo la vera causa e i rimedi da impiegare per combatterla. Talora accade che, durante un trattamento, la vecchia condizione patologica erompa di nuovo con grande sollievo per il paziente (ritorno di sintomi soppressi – ndr) accompagnato anche da simultanea scomparsa del disordine attuale (= direzione di guarigione – ndr) …”.

Un’ultima considerazione, infine, sui tempi di miglioramento o guarigione. L’optimum è la guarigione veloce, senza rischi e facile, il cito, tuto et jucunde di Celso. Di nuovo è Hahnemann che, con buon senso, ci commenta questa affermazione (§ 226 in Malattie Croniche 1). “Il cito, tuto et jucunde … è quanto il malato può ragionevolmente aspettarsi dal medico, in particolare dall’omeopatia, nel caso di malattie acute derivanti da cause occasionali, come pure nelle malattie temporanee periodiche, le cosiddette malattie intercorrenti.

Ma, per quanto riguarda il cito, ossia la rapidità della guarigione, essa risulta impossibile in certi casi, almeno nelle malattie croniche di vecchia data (nota b).

La guarigione di una malattia cronica vecchia di 10, 20, 30 anni o più, può essere definita rapida se avviene in un anno o due. Naturalmente, il malato non dovrà essere stato sottoposto in precedenza a trattamenti allopatici che ne abbiano aggravato le condizioni o che lo abbiano addirittura reso inguaribile …

Nota b) – Solo un medico molto ignorante può promettere con leggerezza di far guarire in poco più di un mese un paziente che soffre di una vecchia e grave malattia cronica ….

 

BIBLIOGRAFIA

1. Hahnemann, C.F. S. – Le Malattie Croniche – Cemon ed., Napoli, 2008.

2. Hahnemann, C.F. S.Organon dell’Arte del Guarire – 6ª ed., a cura della L.U.I.M.O., Napoli, 1987.

3. Radar Opus 3.3.24

4. Hahnemann, C.F. S. – Chronic Diseases – II Part, Antipsoric Medicines – 2ª ed., B. Jain Publishers, New Delhi, 1985.

5. Allen, H.C.Keynotes e Caratteristiche Comparate – Cemon ed., Napoli 1980.

6. Jahr, G. – Therapeutic Guide, 40 Years Practice – Suppression of Eruptions, Ulcers and Habitual Secretions, pagg. 348-349BJP, New Delhi, 1978.

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