Bruno Galeazzi
Medico Chirurgo – Omeopata BASSANO DEL GRAPPA (VI)
Presidente uscente Fiamo
bruno-g@aruba.it
Il passaggio del testimone
Cosa ho imparato dallo sport? Che anche lo sport più solitario e individuale è un gioco di squadra. L’atleta, l’allenatore, la società sportiva, gli altri atleti e amici, gli sponsor.
Anche nello sport più individuale non sei mai solo e non gareggi mai solo per te. Così nella vita. Così nella nostra Federazione.
Correva l’anno 1982. Anch’io correvo. Finale nazionale del Giochi della Gioventù a Genova, staffetta 4×100, ero in seconda frazione. Tutti i cambi impeccabili, senza sbavature né esitazioni. Salimmo sul gradino più alto del podio. A Bologna, circa un mese dopo: campionati italiani assoluti juniores, quasi la stessa squadra, un’altra finale di staffetta 4×100, un cambio andato male e ci giocammo il podio.
Cosa ho imparato dallo sport? Che anche lo sport più solitario e individuale è un gioco di squadra. L’atleta, l’allenatore, la società sportiva, gli altri atleti e amici, gli sponsor.
Anche nello sport più individuale non sei mai solo e non gareggi mai solo per te.
Così nella vita. Così nella nostra Federazione.
Ho preso il testimone dopo una lunghissima frazione durante la quale Antonella Ronchi aveva sapientemente condotto la FIAMO attraverso epoche diverse della sua storia. La mia frazione ora volge al termine. Come con Antonella, così anche durante la mia presidenza, non c’è stato “un uomo solo al comando”, ma la squadra dei Consigli Direttivi che si sono succeduti in questi anni. Nella staffetta, quando passi il testimone, non stai a guardare indietro per vedere come è stata la tua corsa perché essa è già scomparsa, ma guardi avanti e inciti il tuo compagno di squadra che ha iniziato la sua frazione, perché adesso è il suo momento. Guardi avanti.
Mentre guardo avanti, vedo che sfide importanti attendono il prossimo Consiglio Direttivo e la FIAMO.
Il numero di iscritti alle Scuole di Omeopatia, complessivamente, è a minimi storici. L’obiettivo che un ministro della salute auspicava è stato quasi raggiunto: il numero chiuso alla Facoltà di Medicina doveva servire anche a non lasciare disoccupati alcuni medici, che avrebbero altrimenti cercato nelle medicine complementari uno sbocco professionale. Il numero chiuso ha creato carenza di medici e chi si laurea trova immediatamente lavoro sicuro e coerente con la preparazione per la quale ha speso lunghi e duri anni di formazione.
Nonostante la ricerca scientifica, soprattutto quella di base sulle caratteristiche fisico-chimiche dei preparati omeopatici, abbia raggiunto livelli di evidenze ineccepibili e tutti i dati raccolti complessivamente non falsifichino l’ipotesi mediata dai lavori di Del Giudice e Preparata, ancora non abbiamo una definitiva descrizione del meccanismo d’azione del preparato omeopatico. È un meccanismo d’azione che non può basarsi sulla biochimica, perciò a nulla valgono i tentativi di giustificarsi ricordando che anche per alcuni farmaci per molto tempo non si conosceva il meccanismo d’azione, eppure venivano utilizzati perché efficaci. Si era sempre nell’ambito della biochimica, cioè della plausibilità secondo la scienza convenzionale. Per i nostri preparati omeopatici siamo fuori dalla biochimica e dalla plausibilità secondo la vulgata corrente.
I pazienti cercano medici omeopati, ma non ne trovano molti e di molti non sappiamo bene con quale formazione si presentino ai pazienti. L’accordo Stato Regioni del 2013 definiva criteri formativi per assicurare le competenze dei medici che esercitano le medicine complementari, ma queste discipline non sono ad esercizio esclusivo dei medici esperti e iscritti nei registri ordinistici, tutti i medici possono praticarle, senza dover dimostrare di avere un adeguato livello di formazione. Le specializzazioni mediche possono essere esercitate solo da chi ne ha conseguito il diploma; l’assenza di questo vincolo per le medicine complementari non permette di garantire qualità ed efficacia ai pazienti che si rivolgono a tali discipline.
Con il progressivo calo di medici che praticano l’Omeopatia e la costante richiesta da parte dei pazienti, i naturopati si stanno affacciando a questo settore, fino ad ora a loro precluso, in quanto l’Omeopatia è considerata atto medico. Ma gli scenari legislativi potrebbero cambiare e già intravedo opposti schieramenti, tra possibilisti e protezionisti. In molti stati europei l’Omeopatia è praticata anche da non medici, adeguatamente formati, con alcune restrizioni per alcune patologie. Tutti noi conosciamo alcuni di questi omeopati non medici, che tengono anche seminari a livello internazionale e ai quali va tutta la nostra stima. Come ci porremo di fronte all’eventualità che anche in Italia l’Omeopatia possa essere esercitata da non medici? La vedremo come una opportunità per le nostre Scuole di Formazione? Una opportunità per rinfoltire le fila dei nostri soci? Oppure vedremo un pericolo in termini di concorrenza e un pericolo ancora maggiore in termini di competenza nella gestione del malato nel suo complesso? Non ho una risposta, ma il prossimo Consiglio potrebbe trovarsi a confrontarsi con queste domande.
Davanti a noi c’è la necessità di trovare modi e strade per essere presenti e incisivi nelle attività politiche regionali, nazionali ed europee. Consigli regionali e parlamento nazionale dovrebbero essere un orizzonte fisiologico delle attività di una associazione come la FIAMO, che si pone l’obiettivo di promuovere la diffusione dell’Omeopatia. A fianco di questa azione non potrà mancare la presenza nei social media, luogo fondamentale di divulgazione della cultura, e FIAMO è chiamata a diffondere cultura omeopatica.
Ho terminato la mia frazione, in cui tutto il Consiglio uscente ha corso, altri stanno per prendere il testimone e con tutta la passione che posso avere li incito a non voltarsi indietro. Focalizzatevi sugli obiettivi davanti a voi, metteteci passione ma non sprecate energie, la corsa come la vita è un’arte, fate gioco di squadra, non criticatevi mai, anche chi sbaglia ha dato il suo meglio. Non guardate agli avversari come a dei nemici, sono loro che vi stimolano a correre più veloce e a dare il meglio, se non ci fossero andremmo tutti più lenti.
Vai! Vai! Vai! passato il testimone, così ogni frazionista incita il suo compagno di squadra.
Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur.
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