La Farmacopea Ufficiale Italiana


Giovanna Della Bona
Farmacista

CoFIAO

giovanna@farmaciadellabona.com

 


Renata Calieri
Farmacista

FIAMO e CoFIAO

omeopatiassoluta@gmail.com

 

La Farmacopea Ufficiale Italiana

Sede legittima dei medicinali omeopatici

Lavoro presentato al XXII Congresso Nazionale FIAMO – Orvieto 20 – 22 marzo 2026 rielaborato dalle autrici per la pubblicazione.

[DOI]: https://doi.org/10.69126/MO92-1 [CITE]

Forse non tutti sanno che si parla di Omeopatia anche nella Farmacopea Ufficiale Italiana.

Da una ricerca storica e dettagliata sulle Farmacopee italiane degli ultimi 60 anni, abbiamo indagato a partire da quando vi sono comparsi i primi cenni alle produzioni omeopatiche.

Ne risulta un lavoro accurato che può soddisfare qualche curiosità.

INTRODUZIONE

Secondo la definizione del termine, farmacopèa viene dal greco tardo ϕαρμακοποιΐα, composto da ϕάρμακον “farmaco” e la radice di ποιέω “fare”. In origine, indicava l’arte di preparare i farmaci e quindi il libro in cui sono esposte le varie tecniche di preparazione. [1]

L’esigenza di norme per la realizzazione di medicinali nacque al fine di raccogliere i manoscritti con le ricette originali e le conoscenze empiriche, sparsi nelle singole spezierie, ma anche per la necessità di un codice farmaceutico comune per tutti gli stati della penisola, in modo da garantire una reale uniformità e rigorosità delle procedure delle preparazioni medicinali. [2]

Gli esempi più antichi di Farmacopea, nel senso attuale del termine, possono forse essere ritrovati negli elenchi di medicinali pubblicati dall’imperatore Federico II nel XIII secolo e nel Receptario composto nel 1480 dal Collegio dei dottori fiorentini [1], insieme con altri Receptaria o Antidotaria editi nelle principali città italiane (Roma, Venezia, Bergamo, Napoli, Mantova, Siena, Modena, Ferrara, Pavia, Livorno) per tutto il ‘500 e nei secoli successivi [2].

Fu l’opera di Orosi a dare un nuovo contributo straordinario, un Manuale dei Medicamenti galenici e chimici con la descrizione dei loro caratteri, la loro preparazione, la virtù terapeutica, le formule di uso medico, le incompatibilità relative, le adulterazioni commerciali, gli antidoti, pubblicato a Firenze nel 1867. L’opera era essenzialmente di carattere pratico e aveva come oggetto “la cognizione pressoché intera delle sostanze medicamentose”. [2]

La prima Farmacopea del Regno d’Italia fu pubblicata nel 1892.

A questa prima stesura fanno seguito altre cinque edizioni del Regno d’Italia (II, III, IV, V, VI) l’ultima pubblicata nel 1940. Passano 25 anni (1965) per avere la VII edizione, la prima della Repubblica Italiana. Nella Prefazione di quest’ultima edizione viene sottolineato il fatto che: “questi ultimi 25 anni sono stati un periodo innovatore e rivoluzionario per la storia della medicina e che le Farmacopee fino alla VI edizione potevano considerarsi solo un codice per il farmacista, ora diventa un codice anche per l’industria produttrice e per gli organi di controllo”. Attualmente, siamo arrivati alla XII edizione, entrata in vigore il 31 marzo 2009 (G.U. n 304 del 31-12-2008): si tratta di una raccolta ufficiale, approvata con decreto ministeriale, in cui sono registrati i nomi delle materie prime, i loro caratteri, le tecniche di preparazione, i saggi di purezza, la posologia e le eventuali limitazioni alla vendita (ove del caso). [1]

Nella gerarchia delle fonti, la Farmacopea è allo stesso livello della legge. Deve essere presente in farmacia e ostensibile al pubblico.

Secondo l’OMS (1951), la Farmacopea è: “La norma farmaceutica obbligatoria destinata ad assicurare, in una determinata entità politica (ovvero in uno Stato), l’uniformità dell’origine, della qualità, della composizione e della concentrazione dei medicamenti.”.

L’OMS proseguendo un’iniziativa della Società delle Nazioni, ha intrapreso la compilazione di una Farmacopea Internazionale [1] (PHI) che, a differenza delle altre Farmacopee, non ha valore di legge a meno che non venga adottata come Farmacopea da uno Stato. Serve solo come modello per garantire la qualità dei prodotti farmaceutici a livello globale.

FARMACOPEA EUROPEA

La Farmacopea Europea [3] nasce per l’interesse di otto stati europei, tra cui l’Italia e la Svizzera (che è una forte produttrice di medicinali), di armonizzare tutto ciò che riguarda la produzione di medicinali, per motivi di salute pubblica.

Quando nel 1992 nasce l’Unione Europea, si decide di adottare la Farmacopea Europea come testo ufficiale della UE: a quel punto la Farmacopea della Unione Europea diventa obbligatoria per tutti gli stati (con valore di legge) e viene redatta in due lingue: francese e inglese. Le Farmacopee delle singole nazioni saranno “armonizzate” con la Farmacopea Europea alla quale dovranno fare riferimento.

Per questo motivo, dalla X edizione italiana (1998), le Farmacopee nazionali saranno molto ridotte e composte da un singolo volume.

L’OMEOPATIA NELLA FU ITALIANA

Andando a sfogliare le Farmacopee italiane di questi ultimi 60 anni, troviamo che:

A. nel IV supplemento del 1996 alla IX edizione (IX edizione della FUI del 1985 composta da 4 volumi + Formulario Nazionale + Volume sulle Droghe Vegetali + 6 volumi di supplementi) alle pagg. 1125-1127 è stata aggiunta la monografia: PREPARAZIONI OMEOPATICHE con poche righe per ogni paragrafo. Occorre ricordare che, i medicinali omeopatici sono riconosciuti tali fin dal 1992, quando entra in vigore la prima Direttiva Europea in materia farmaceutica, recepita in Italia appena l’anno prima del IV supplemento alla IX edizione (1995) col D.l.vo.185/95.

B. Anche nella X edizione italiana (1998 composta da un unico volume) alle pagg. 1758-1759 nelle monografie (lettere tra L e Q) è riportata la monografia: PREPARAZIONI OMEOPATICHE, pure in questo caso con pochissime righe per ogni argomento.

C. Nella XI edizione italiana (2002, in volume unico, più un supplemento del 2005) per la prima volta abbiamo una vera e propria sezione interamente dedicata all’Omeopatia: le PREPARAZIONI OMEOPATICHE sono alle pagg. 1089-1092 ove il capitolo è suddiviso in quattro monografie. Qui non si accenna affatto alle potenze LM/Q e non si riferisce alcun metodo di preparazione, neppure per materiali di partenza diversi da quelli vegetali.

D. Nell’attuale Farmacopea Italiana, (XII edizione, 2008 in un solo volume) è scritto che dal 1964 (anno in cui gli otto Paesi fondatori della Convenzione stabilirono l’armonizzazione: vedi sopra), il mondo farmaceutico è cambiato radicalmente e il mercato dei prodotti medicinali è diventato globale. Quindi dal 1990 è iniziato anche un processo di armonizzazione internazionale delle tre maggiori farmacopee del mondo: Farmacopea Europea, Farmacopea Giapponese e Farmacopea degli Stati Uniti.

Maggiori dettagli sono reperibili negli Atti del XXII Congresso FIAMO.

CONCLUSIONI

Nata da una curiosità, è originata una ricerca storica e dettagliata sulle Farmacopee italiane degli ultimi 60 anni, per capire a partire da quando vi sono comparsi i primi cenni alle produzioni omeopatiche. Tra la VII e l’VIII edizione italiana, subentrano le direttive di “armonizzazione” dei processi produttivi, da parte della Farmacopea Europea. E siamo nel 1996, con il IV supplemento della IX edizione, quando in Italia compaiono i primi rudimenti per le Preparazioni omeopatiche. Nell’attuale Farmacopea Ufficiale Italiana, XII edizione, si trovano solo quattro monografie che, al confronto con quelle della Farmacopea Europea, risultano integralmente riprese. Non c’è nessuna monografia di singole sostanze, in quanto fin dall’Introduzione iniziale si rimanda alla Farmacopea Europea.

Questo lavoro è stato realizzato per mettere a conoscenza la comunità omeopatica dei dettagli che la Farmacopea nazionale fornisce a proposito di Omeopatia, e anche per avvalorare l’idea tra la popolazione che si sta parlando di medicinali legittimati a tutti gli effetti. Insieme alla normativa (nello specifico il D.l.vo 219/2006 attuazione delle Direttive europee) la Farmacopea colloca in un luogo più che dignitoso, scientifico e incontestabile, il medicinale omeopatico. Poiché la Farmacopea ha valore di legge, non dovrebbero più esserci dubbi o   contestazioni sulla natura ufficiale dei medicinali omeopatici, sulla loro gestione in esercizi di Farmacia o Parafarmacia e alla presenza competente della figura professionale del Farmacista, al pari dei farmaci convenzionali.

Bibliografia

[1] Enciclopedia Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/farmacopea/

[2] Biblioteca Angelo Mai, Bergamo – da articolo sulla Storia delle Farmacopee italiane pubblicato dall’Ordine dei Farmacisti di Brescia 2023 (“NOTE SULLA STORIA DELLA FARMACOPEA – Antiche farmacopee italiane”)

[3] Farmacopea Europea – 6^ Edizione Anno 2014 in vigore con la F.U.It. XII, e 11^ Edizione Anno 2023 in vigore quando effettuata la presente ricerca.

Farmacopee consultate

– Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana Edizione VII 1965

– Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana Edizione VIII Anno 1972

– Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana Edizione IX quarto supplemento 1996

– Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana Edizione X 1998

– Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana Edizione XI 2002

– Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana – Edizione XII Anno 2008.

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