Antonella Ronchi
Medico Chirurgo – Omeopata MILANO
antonellarnch@gmail.com
Silicea, Staphysagria e Serinus canaria
Un caso clinico che ci fa riflettere sulla Terza Riga della Tavola Periodica
SUMMARY
This paper describes a clinical case cured by integrating the Joshi’s Periodic Table model. The patient showed significant improvement following the prescription of remedies from different kingdoms — Silicea (Mineral), Staphysagria (Plant), and Serinus canaria (Animal) — yet all sharing a common placement in the Third Row (Silicon Series). The analysis highlights how the core themes of this row (identity formation, need for nurturing, group dynamics, and feelings of being neglected) manifest through different nuances depending on the kingdom. This case confirms the clinical value of “Kingdom mapping” in identifying the best-fitting remedy across various stages of the therapeutic process.
KEYWORDS
Silicea, Staphysagria, Serinus canaria, Periodic Table, Third Row, Silicon Series.
RIASSUNTO
Questo articolo descrive un caso clinico affrontato attraverso l’integrazione del modello della Tavola Periodica secondo i Joshi. La paziente ha risposto favorevolmente a rimedi appartenenti a regni differenti — Silicea (Minerale), Staphysagria (Vegetale) e Serinus canaria (Animale) — tutti accomunati dall’appartenenza alla Terza Riga (Serie del Silicio). L’analisi evidenzia come i temi dominanti della riga (costruzione dell’identità, bisogno di accudimento, dinamiche di gruppo e senso di esclusione) possano manifestarsi con sfumature diverse a seconda del regno di appartenenza, confermando l’utilità clinica della mappatura dei regni per identificare il rimedio adatto nelle varie fasi del percorso terapeutico.
PAROLE CHIAVE
Silicea, Staphysagria, Serinus canaria, Tavola Periodica, Terza Riga, Serie del Silicio.
IL CASO CLINICO
ML è una paziente di 68 anni che seguo da più di 20 anni e che in questo lungo lasso di tempo ha assunto molti rimedi diversi. C’è stata un’evoluzione fisica e psicologica importante, soprattutto da quando più di dieci anni fa ha assunto un rimedio poco conosciuto, Serinus canaria, e in altre situazioni Silicea. La vedo ormai solo saltuariamente e spesso si gestisce autonomamente. Ma il 5 ottobre scorso, una domenica pomeriggio, mi scrive un messaggio e-mail:
Buongiorno Dottoressa. Le scrivo adesso che è domenica perché lo sto vivendo adesso. Lo leggerà poi domani. Ho dolore lombare nella parte sinistra. Ho iniziato una decina di giorni fa, ero chinata per fare il letto e mi è venuto un dolore a sinistra nella zona alta del gluteo. Ho messo una pomata antiinfiammatoria omeopatica e sopra una pezza di lana; da ferma non avevo dolore, a letto quando mi giravo faceva male, appena mi alzavo dal letto o da seduta molto male e passava camminando. Da tre giorni non ho più messo la pomata perché era quasi passato, ma ho tenuto il pezzo di lana che ho tolto ieri definitivamente. Stamattina mi sono chinata per prendere una pentola ed è partito un dolore ancora più forte e più in alto, sempre a sinistra. Un dito o due sotto l’ombelico ma dietro. Ho rimesso la pomata e la pezza. Da ferma il dolore è leggero, ma appena mi alzo aumenta tanto. Anche stavolta diminuisce se cammino, ma fa sempre male. Sento il bisogno di calore e ho messo anche la borsa dell’acqua calda, ma forse è troppo. Mi è anche tornato da alcune settimane il dolore al ginocchio sinistro, per tutta l’estate non l’avevo più avuto: fa male se lo piego oppure a fare le scale, soprattutto nello scendere e, a letto, parte un dolore che dall’interno coscia arriva quasi all’inguine. Il dolore peggiore però ora è quello lombare a sinistra: prende un pochino anche la pancia in basso, ma lì è solo un fastidio, come se ci fosse infiammazione. Per il ginocchio metto arnica per cavallo, ma non passa. Posso prendere qualcosa?
Lunedì mattina repertorizzo i sintomi ed emerge l’indicazione per Staphysagria. La paziente ha in casa il rimedio che ha usato in passato per operazioni dentarie, pertanto può utilizzarlo subito.
Alle 9.30 del lunedì quindi le rispondo prescrivendole l’assunzione di Staphysagria XMK 3 gocce per tre volte ravvicinate, ogni 10 minuti, poi nel pomeriggio e alla sera altre 3 gocce, osservando la reazione. Le consiglio anche di programmare una valutazione osteopatica per valutare un eventuale squilibrio posturale da rimettere a posto.
Alle ore 13,53 mi arriva un altro messaggio:
Non ci credo Dott.ssa! Grazie. Mille volte grazie! Guardi che era forte il dolore alla schiena, non ho dormito tutta notte. Dopo le tre assunzioni riavvicinate è già diminuito dell’80%! Adesso è un dolore minimo! Solo il ginocchio è uguale, ma lo scorso anno avevo fatto una lastra che evidenziava un inizio di artrosi. Ho scoperto un osteopata nella mia via e ho già preso un appuntamento nel pomeriggio. Grazie di cuore.
Il giorno dopo, martedì, mi scrive:
La disturbo ancora Dott.ssa, continuo ad avere dolori sparsi. Ieri dopo le tre assunzioni il dolore era minimo. Nel pomeriggio ho avuto una seduta con l’osteopata: mi ha trovato sbilanciata, mi ha fatto il trattamento, e dopo ho sentito anche io di avere una postura diversa. Mi ha avvisato che per qualche giorno avrei potuto avere dolori, infatti dopo un’oretta dal trattamento non mi muovevo dal dolore alla schiena. Ho assunto di nuovo Staphysagria ed è diminuito. Il dolore al ginocchio è molto lieve, ma stanotte ho avuto un forte mal di collo. Stamattina sono anche andata dal dentista per sistemare la dentiera e a guidare il dolore alla schiena era forte. Adesso ho dolore alla schiena, mal di collo se mi giro a sinistra e mi è venuto anche un mal di testa abbastanza diffuso, nella zona dietro, alla nuca e agli occhi. Dall’osteopata devo tornare tra 15 giorni. Posso riprendere Staphysagria per questi dolori e come? O altro? Grazie. Buona giornata.
Le consiglio di ripetere l’assunzione del rimedio con le stesse modalità del giorno prima.
Dopo una decina di giorni mi ragguaglia:
Buongiorno Dott.ssa. Volevo aggiornarla. Dall’altro ieri il mal di schiena è diminuito tantissimo. A volte non mi fa più male e, quando c’è, è veramente lieve. Incrocio le dita, perché non ho mai avuto mal di schiena così forte. È rimasto solo il dolore al ginocchio, ma anche questo è diminuito, anche se è ancora fastidioso. Il rimedio di base, Silicea, non lo sto più prendendo da un po’. Staphysagria, oltre ad aver lavorato sulla schiena, mi dà anche pure molta calma, anche emotiva, e questo per me che sono sempre ansiosa è molto importante. Come posso continuare la cura?
Le consiglio di proseguire con Staphysagria XMK in gocce 2 volte al giorno.
Dopo meno di una settimana mi scrive:
Passato completamente il dolore alla schiena da un po’ di giorni. Prendevo Staphysagria solo una volta al giorno e non ho più messo la pomata di arnica da quando è passato. Ma due ore fa il dolore è tornato, sempre pungente, questa volta a destra. Il dolore al ginocchio c’è sempre, ma lieve. Torno a prendere Staphysagria più volte al giorno? L’ osteopata mi vede la settimana prossima. Da qualche giorno è tornata anche l’acidità di stomaco che non avevo più da mesi e ieri ho preso Lycopodium che mi aveva dato tempo fa…
Le confermo di tornare a intensificare le assunzioni di Staphysagria e di non assumere per il momento Lycopodium.
Sei giorni dopo mi scrive:
Buongiorno Dottoressa. Non ho più mal di schiena da diversi giorni, è passato completamente, il ginocchio diminuito tantissimo il dolore. Alle 14 ho l’osteopata. Dormo bene e sto bene, anche lo stomaco va meglio. Staphysagria l‘ho preso fino a ieri. Lo sento tantissimo per tutto. È come una coccola. Lo posso continuare a prendere così?
Le consiglio di proseguire con un’assunzione al giorno.
Non sento la paziente per un lungo periodo, durante il quale, come consueto, si autogestisce assumendo al bisogno il suo rimedio di fondo, Serinus canaria.
La Tavola Periodica e i Regni
Lo studio dei rimedi tenendo come schema di riferimento la Tavola Periodica degli Elementi mi ha aperto delle prospettive importanti.
Fin dall’inizio dello studio dell’Omeopatia ho sentito parlare dai miei maestri delle relazioni fra i diversi rimedi. Per esempio Guido Granata diceva: “i rimedi omeopatici devono essere considerati come archetipi simbolici, aree energetiche universali con cui si dovranno confrontare le aree energetiche individuali per riscontrare l’analogia sulla quale si deve impostare la terapia. Ma i rimedi non vanno considerati come cattedrali nel deserto, hanno rapporti di vicinanza e complementarietà, di antidotismo e inimicizia”. E in base a questo costruiva dei grafici partendo da diverse prospettive, ad esempio il Miasma predominante, oppure un sintomo o una condizione morbosa complessa. Da Marcelo Candegabe poi ho imparato che ci sono pazienti che hanno un tipo di costituzione per cui reagiranno sempre a un unico rimedio, ma molti altri avranno bisogno nel corso della vita di prescrizioni diverse. Ovviamente Mangialavori e Scholten hanno arricchito nel corso degli anni le mie conoscenze riguardo alle famiglie e alla Tavola Periodica, ma direi che un contributo per me particolarmente importante è venuto dai seminari che i Joshi hanno tenuto a Torino e che io ho seguito dal 2014.
Secondo l’approccio dei Joshi, ogni riga della Tavola Periodica non descrive solo elementi chimici, ma rappresenta una specifica tappa evolutiva che attraversa trasversalmente tutti i regni: minerale, vegetale e animale.
⋅ Il Regno Minerale rappresenta la struttura portante dell’individuo. Il nucleo tematico è rivolto al completamento di sé e allo scopo della vita. Il paziente che necessita di un minerale vive nel dualismo tra capacità e incapacità: il tema centrale è possedere o meno gli strumenti per costruire la propria identità o il proprio ruolo.
⋅ Il Regno Vegetale introduce la dimensione della sensibilità. Qui l’individuo non è focalizzato sulla struttura, ma sulla reattività agli stimoli esterni. Come le piante, che non possono fuggire e devono adattarsi all’ambiente, il paziente sperimenta sensazioni intense e risponde immediatamente a ogni sollecitazione. La parola chiave non è “capacità”, ma sensazione.
⋅ Il Regno Animale, infine, integra la struttura minerale e la sensibilità vegetale, aggiungendo però la dimensione del conflitto. Oltre a percepire lo stimolo, l’individuo animale vive una dinamica di competizione, sopravvivenza e confronto con l’altro. Non è solo una questione di sentire o di fare, ma di sopravvivere in un contesto di interazione e dualismo. Per esempio, è tipico del rimedio animale l’uso dell’avverbio deliberatamente: questo rivela la sensazione profonda di essere oggetto di un’aggressione mirata che viene dall’esterno: l’altro non è solo un ostacolo, ma un predatore o un avversario che cerca attivamente di esercitare forme di controllo o dominio.
La Terza Riga: la Serie del Silicio
La Terza Riga della Tavola Periodica, cioè la cosiddetta Serie del Silicio (che comprende elementi come i Natrum, le Magnesie, Alumina e Silicea), è focalizzata sul tema della costruzione dell’identità e delle relazioni primarie. In questa fase evolutiva, l’individuo inizia a definirsi come entità separata, dotata di una sua dignità, ma ancora fortemente dipendente dal nutrimento e dall’accudimento e sensibile alla trascuratezza.
⋅ La dinamica dell’identità: il paziente Silicea si misura costantemente con il mondo esterno per affermare sé stesso. Questo conflitto si riflette spesso nel linguaggio attraverso l’uso della parola “bambino” (usata per negazione o affermazione: “non sono più un bambino”) e dell’aggettivo possessivo “mio” (“le mie scelte”, “le mie opinioni”), segnali del tentativo di delimitare il proprio spazio vitale.
⋅ Nutrimento e Affetti: il nucleo centrale è lo scambio affettivo: il bisogno di dare e ricevere amore, apprezzamento, cura, cibo. Quando questo equilibrio si spezza, emerge il sentimento dell’orfano o del trascurato (“neglected”), tipico ad esempio delle Magnesie, dove il senso di abbandono si traduce in una ricerca incessante di nutrimento (fisico ed emotivo).
Fra gli animali che possono essere riferiti alla Terza Riga troviamo piccoli animali da preda, mammiferi o uccelli che vivono in gruppi sociali ristretti, per i quali il gruppo è la sola garanzia di sopravvivenza.
⋅ Il conflitto del gruppo – l’animale della terza serie vive una tensione costante: ha bisogno della protezione del branco, ma questo lo porta spesso a sopprimere la propria identità per non creare conflitti.
⋅ Dipendenza e Sfruttamento – questa dipendenza può sfociare in dinamiche di sottomissione o abuso. Il paziente può sentirsi sfruttato proprio perché non può permettersi di perdere il legame con il gruppo. Il suo grido silenzioso è la ricerca di uno spazio individuale all’interno di una struttura collettiva da cui non può prescindere.
La Terza Riga e Serinus canaria
Serinus canaria, il canarino, nella mappa dei Joshi, si colloca nella serie del silicio, a cui ovviamente appartiene Silicea; anche le ranuncolacee, a cui appartiene Staphysagria, hanno una prevalenza di temi che rientrano nella terza serie.
Come molti rimedi derivati dagli uccelli, il nucleo centrale riguarda il contrasto tra libertà e prigionia. Nello specifico del canarino, essendo un uccello che vive quasi esclusivamente in cattività, i temi dominanti sono:
⋅ la “gabbia dorata” – sentirsi protetti ma prigionieri; il conflitto tra il desiderio di volare via e il bisogno di sicurezza domestica;
⋅ l’espressione vocale – grande importanza data alla voce, al canto, alla comunicazione, ma anche alla gola e alla laringe;
⋅ iperattività, ansia, agitazione psicomotoria – non riesce a stare fermo; fisicamente e intellettualmente;
⋅ tristezza “chiusa” – la malinconia di chi si sente in trappola ma non ha la forza di ribellarsi (la prigionia accettata); subisce spesso dinamiche di potere esterno e sottomissione.
Follow up del caso e conclusioni
In questa paziente i rimedi che si sono rivelati utili nelle diverse situazioni e fasi della sua vita, sia minerali, che vegetali e animali, rientrano in quest’area sopra illustrata e ritrovare questa coerenza mi sembra un elemento importante.
Per esempio, oltre a Serinus canaria come rimedio di fondo, la paziente ha risposto bene a Staphysagria per le problematiche appena descritte, così come ha risposto a Silicea, sempre appartenente alla Terza Riga della Tavola Periodica, in altri momenti della sua vita, per esempio per problemi odontoiatrici.
La paziente recentemente mi ha scritto:
Sa che sto sempre meglio? È un benessere che arriva piano ma è continuo. Lo vedo soprattutto nelle relazioni con gli altri, anche con gli amici. Non devo più sforzarmi di piacere per essere accettata e avere il riscontro di “andare bene così”.
Senza raccontarle i fatti accaduti, si racchiude il tutto con il sentire che vado bene come sono, non devo più dimostrare niente né a me né agli altri. E vanno bene anche gli altri. So che questo è banale e scontato, ma per me prima non era così, era tutto molto compulsivo per nascondere o tenere e invece adesso avviene con molta morbidezza.
Sta piano piano andando via la compulsività in quello che faccio e che sento. Non ho più picchi di ansia forte né paure o euforia eccessiva.
Sento a volte un po’ di malinconia e tristezza, ma sono sentimenti delicati e che quasi mi piacciono, oppure una serenità quieta, anche questa quasi malinconica.
E ancora:
Va sempre meglio. Serinus è un portento, lo sento come se fosse il mio rimedio dell’anima!
Come le avevo detto, in presenza di caratteri forti e dominanti nella sfera affettiva, io mi annullo completamente, è come se smettessi di esistere e fossi completamente una loro preda.
Con Serinus lo vedo, riesco a prenderne le distanze e a mettere i miei paletti. Mi sta facendo fare dei clic, dei passaggi, ho più consapevolezza. Lo prendo 3 giorni di fila diluito come mi ha detto lei. Mi fermo di solito 4/5 giorni, poi però lo devo rirendere perché mi ritorna alla sera il respiro affannoso o entro un po’ in depressione, e mi passa poi con Serinus.
Forse dico una sciocchezza, ma è come se, eliminando poco per volta un nodo vecchio, si aprisse uno spazio e allora sento un vuoto profondo: se riprendo Serinus, mi ridà carica e un respiro più ampio, sto subito bene.
Per concludere, credo che ogni paziente possa aver bisogno in determinate fasi della sua vita di rimedi che corrispondono al vissuto di quel momento, ma ci vuole una coerenza, perché c’è un nucleo profondo di ciascuno che non cambia. E proprio in questi giorni ho letto che Platone, nel dialogo giovanile Carmide, riporta che Socrate affermò: “Noi esseri umani siamo un intero e non è possibile curare una parte senza curare il tutto cui appartiene. Come non bisogna cercare di guarire gli occhi senza la testa o la testa senza il corpo, così non si deve pensare di poter curare il corpo senza l’anima.”.
BIBLIOGRAFIA
1. Wichmann, J. (Ed.). Serinus canariae proving data. Disponibile su Provings.info.
2. Shore, J. (2004). Birds: Homeopathic Remedies from the Sky. Berkeley, CA: Homeopathic Medical Publishers.
3. Fraser, P. (2009). Birds: Homeopathic Remedies from the Avian World. Winter Press.
4. Joshi, B., & Joshi, S. (2011). Omeopatia e i Sistemi della Tavola Periodica. Salus Infirmorum.
5. Joshi, B., & Joshi, S. (2015). Quick Tables – The Table of Animals.
6. Joshi, B., & Joshi, S. (2015). La nostra essenza vitale. Mappe dei regni minerale, vegetale e animale. Salus Infirmorum.
7. Scholten, J. (2005). Omeopatia ed Elementi. Salus Infirmorum.
8. Scholten, J. (2004). Omeopatia e Minerali. Salus Infirmorum.
9. Scholten, J. (2017). Il meraviglioso mondo delle piante. Salus Infirmorum.
Copyright Il Medico Omeopata [2026] © Tutti i diritti sono riservati


