Eupatorium purpureum


Massimo Mangialavori
Medico Chirurgo – Omeopata CASTEL DEL PIANO (GR)

mangialavori@mac.com

Eupatorium purpureum

Un caso clinico

SUMMARY

A 59-year-old man diagnosed with systemic collagenopathy, a history of gout, and addiction to heroin, alcohol, and tobacco. Currently a regular user of cannabis. The patient refuses any conventional drug therapy and reluctantly agrees to try homeopathic therapy.  The remedy Eupatorium purpureum, in progressive Q potencies, significantly improved the condition to the point of complete recovery within a few months. By his own admission, the patient has progressively improved his quality of life, including from a relational and emotional point of view.

KEYWORDS

Systemic collagenopathy – Polyarticular inflammation – Addiction to various substances – Compulsive sports activity.

RIASSUNTO

RIASSUNTO 

Uomo di 59 anni con diagnosi di una collagenopatia sistemica, pregressa gotta e dipendenza da eroina, alcol e tabacco.  Attualmente abituale consumatore di canapa indiana. Il paziente rifiuta una qualsiasi terapia con farmaci convenzionali e accetta, suo malgrado, di tentare con una terapia omeopatica. Il rimedio Eupatorium purpureum, in progressive potenze Q, ha nettamente migliorato la patologia fino alla restitutio ad integrum nel giro di qualche mese. Per saua stessa ammissione, il paziente ha progressivamente migliorato la qualità della sua vita anche dal punto di vista relazionale e affettivo.

PAROLE CHIAVE

Collagenopatia sistemica – Infiammazione poliarticolare – Dipendenza da varie sostanze – Attività sportiva compulsiva.

INTRODUZIONE

Eupatorium perfoliatum è un’asteracea comunemente usata in diverse manifestazioni infiammatorie con interessamento articolare. In letteratura il cugino PURPUREUM è, di fatto, molto meno conosciuto e presentato con una buona casistica.

L’Eupatorium purpureum, oggi noto come Eutrochium purpueum, è comunemente chiamato “erba profumata di Joe Pye” e “radice di ghiaia”. Sia questa pianta che la Spiraea ulmaria, oggi nota come Filipendula ulmaria, possono essere definite “regine del prato”. Zhopai, uno sciamano indiano algonchino orientale, il cui nome è stato anglicizzato in Joe Pye, avrebbe fermato un’epidemia di tifo che imperversava a New York e nel Massachusetts coloniale utilizzando questa erba. Il nome “gravel root” si riferisce alla capacità di questa pianta di eliminare i calcoli dai reni e dalle vie urinarie. Si è anche dimostrata efficace nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie e della vescica. Eutrochium deriva dal greco eu che significa “bene” e troche che significa “a forma di ruota” (in riferimento alle foglie a spirale). Purpureum significa viola o rosso intenso. Eupatorium, un genere precedentemente ampio della famiglia delle Asteraceae, è stato suddiviso negli ultimi anni in generi quali Eutrochium, Conoclinium e Ageratina. La maggior parte delle specie di Eutrochium ha foglie dentate di colore verde scuro disposte a spirale in gruppi da tre a sette foglie per nodo.

La prima sperimentazione fu condotta sotto la direzione del Dr. B. L. Dresser con un solo sperimentatore: H.H. Dresser nel 1865. La signora Dresser assunse da 10 a 60 gocce di tintura per dose ogni otto ore. Il rimedio è preparato dalla radice fresca, raccolta in autunno. Viene tritata e pestata fino a ottenere una polpa e mescolata con alcool. Dopo aver riposato per otto giorni in una bottiglia ben tappata, viene decantata, filtrata e setacciata.

L’Eutrochium purpueum è una pianta erbacea perenne che cresce fino a due metri di altezza in ciuffi. Ha un fusto prevalentemente verde, anche se a volte viola, con foglie seghettate e lanceolate disposte in verticilli di tre, quattro o cinque con nodi fogliari violacei. I fiori sono composti da minuscoli fiori viola chiaro profumati di vaniglia. Questa pianta predilige terreni umidi o bagnati, pendii boscosi, margini di corsi d’acqua e cresce meglio al sole o in ombra parziale in tutto il Nord America orientale e centrale. L’Eutrochium purpureum era usato come diuretico, nervino e astringente, nonché per l’idropisia, la stranguria, i calcoli, l’ematuria, la gotta e i reumatismi. È noto soprattutto per il suo impiego nei disturbi renali e vescicali.

L’Eutrochium purpureum può contenere alcaloidi pirrolizidinici, pertanto si raccomanda di evitare l’uso prolungato o durante l’allattamento a causa della possibile epatotossicità. È anche controindicato in gravidanza a causa del suo effetto abortivo.

IL CASO CLINICO

Legenda

Gli asterischi “*” indicano quanto intensamente è stato riportato dal paziente.

Quando preceduti dal simbolo “§” c’è stato un mio intervento o una domanda che non considero significativa da riportare.

La sottolineatura indica quella che definisco una “caratteristica” dei rimedi simili ad Arnica che conosco, quelli che, a mio avviso, si prestano a dubbi di diagnosi differenziale (come altri casi pubblicati nei recenti numeri su questa rivista).

Il grassetto indica una parte di testo “specifica” per Eupatorium purpureum, ossia sintomi, temi o altre informazioni relative al rimedio che, in questo caso, aiutano a dirimere dubbi diagnostici. Qualcosa che esprime Eupatorium purpureum e non altri rimedi con cui potrebbe essere confuso.

Il MAIUSCOLO si riferisce a una particolare enfasi, sottolineatura, aumento del tono di voce, cambiamenti evidenti dello stato emotivo del paziente nel pronunciare quelle parole.

Questo simbolo ^ indica che il testo riportato è della moglie del paziente.

I sintomi in lessico repertoriale sono stati estrapolati dalla seconda versione del Repertorio Suggesta.

Adriano, un manager di 59 anni molto stimato nel suo ambiente, viene in visita su consiglio di un suo collega che seguo da molti anni. Non è facile organizzare l’appuntamento nonostante Adriano sia in un periodo sabbatico: il problema è la sua insistenza nel venire in visita come ultimo appuntamento della serata, insieme all’urgenza del consulto, considerando la gravità delle sue condizioni.

Poco prima del nostro incontro ricevo una telefonata dalla moglie che vuole informarmi di ^qualcosa che reputo molto importante e che potrebbe non emergere durante la visita^. Adriano ha avuto un passato di dipendenza dall’eroina, dall’alcol e dal tabacco; dopo alcuni infruttuosi tentativi di recupero in comunità ha deciso di allontanarsi ^da tutto e da tutti^ ritirandosi su una piccola isola, praticando molto sport e in particolare la pesca in apnea. Al ritorno da quel periodo è andato a vivere con un amico, istruttore di deltaplano, per farsi preparare al brevetto di istruttore, senza mai averlo utilizzato in futuro.

Sembra che Adriano non parli volentieri dei suoi disturbi e che abbia pochissima fiducia nella classe medica. Nonostante ostenti una buona salute, in realtà continua ad abusare del suo fisico: ^incurante della sua gotta, non segue l’alimentazione suggerita, nega il suo stato depressivo, rifiuta le terapie suggerite e continua a lavorare sempre al limite delle sue possibilità. Usa abitualmente fumare hashish che ritiene la migliore soluzione per lenire i suoi dolori e migliorare il tono dell’umore, ma anche di questo non parla volentieri^.

Sempre secondo la moglie la sua insistenza nel farsi visitare come ultimo paziente della serata sembra legata a due diversi disagi: ^evitare il rischio di incontrare qualcuno che potrebbe conoscere e, soprattutto, soffre molto quando deve alzarsi (da seduto)… e detesta dare di sé quella immagine^.

Dulcis in fundo, Adriano non ha la minima fiducia e stima verso le terapie non convenzionali e ^si è fatto convincere solo perché realmente disperato^.

Quando incontro la coppia in studio, resto colpito da come si presentano: Adriano veste da perfetto gentleman inglese degli anni ’50, mentre la moglie sembra una ragazzina appena uscita di scuola. Un’adolescente sbarazzina e un formale conservatore d’altri luoghi e d’altri tempi che, come gli vado incontro per porgergli la mano, resta seduto sul divano della sala d’attesa e dice:

“Io starei comodo anche così… magari possiamo restare qui visto che non c’è nessuno… e mi risulta che Lei usi un computer portatile”. Rispondo che preferisco lo studio, la mia poltrona, quelle per i pazienti, il lettino e gli strumenti necessari per visitarlo.

L’eloquio di Adriano è impastato, ma non riesco a immaginarne la causa. A parte quanto devo tralasciare per suo esplicito volere, non riesco comunque a scrivere molto di quanto mi dice: sembrano mancare le pause, gli spazi di riflessione e spesso mi trovo costretto a interromperlo per chiedere un chiarimento.

*** “Ho sempre fatto moltissimo sport in vita mia e mangio solo alimenti di ottima qualità. Io non credo alle diete e penso che l’unica cosa davvero importante sia la genuinità del cibo. Poi ho sempre lavorato tantissimo e mi dedico completamente agli obiettivi che mi pongo: non voglio sembrarle presuntuoso, ma ho i miei principi e sono conosciuto nel mio ambiente per come lavoro. Ho sempre preferito dedicarmi ad aziende molto in difficoltà, senza nemmeno chiedere un compenso per il mio lavoro se non raggiungo i miei obiettivi. Ma se li raggiungo – e difficilmente non riesco – mi faccio pagare, eccome. Quindi non ho problemi economici e lavoro rispettando la mia etica: sono realmente appagato quando arrivo a non fare perdere il lavoro a tanti padri di famiglia. Non mi interessa dei proprietari…

Ho sempre fatto una vita molto sana, anche se sono cagionevole sin dalla mia infanzia, e per ottenere i risultati dei miei fratelli o cugini dovevo allenarmi il doppio. Ma loro si sono cimentati in sport di squadra: io li detesto! Per me la sfida non è concontro altri… sono IO il mio peggior avversario ed è solo a ME che devo rendere conto. E sono un giudice intransigente.

Sono nato con un vizio valvolare e mi hanno detto non fosse necessario operarmi fino a che la valvola reggeva. Ha retto fino ad ora… nonostante la vita che faccio!

Quindi immagino che dicano la stessa cosa a tutti senza distinguere CHI ci stia intorno alla valvola malata. Se i miei genitori avessero dato retta a quei medici, avrei fatto la vita del malato di cuore e invece… sono istruttore di deltaplano, vado sott’acqua sia in apnea che con le bombole, pratico sci alpinismo… e fino a qualche anno fa mi dilettavo di down-hill…

E tutte queste attività non sono capace di praticarle senza buoni risultati e, soprattutto, senza spingermi ogni volta un pochino oltre… altrimenti non scopri mai cosa ti è possibile e cosa realmente no…”

Non riporto per esteso cosa mi dice Adriano. Approfitto di una sua minima pausa per interromperlo e domandargli la ragione del nostro incontro:

*** “Ci stavo arrivando…

Sono qui con mia moglie e sto passando un’età particolare e, ORA, non sono più quello di una volta.

§ C’è un decadimento fisico che non mi aspettavo e mi sembra di essere sempre con i nervi tirati… e ho tutti i mali: anche, spalle e ginocchia… sono mali articolari e poi la schiena e i piedi e gli antidolorifici che mi hanno suggerito non fanno effetto e mi devo arrangiare da solo… con i miei mezzi.

È il passaggio di età che mi ha un po’ sconvolto… se andiamo in giro di bicicletta con gli amici di sempre, ora facciamo passeggiate e non più galoppate… sarà da un paio di anni e nell’ultimo anno si è molto evidenziato.

Il motore non è più lo stesso

All’inizio pensavo solo di essere stanco…

Poi ho iniziato a svegliarmi la notte con i piedi gonfi, come se fossero zampogne… § mi sentivo come una pressione che se fossero scoppiati forse stavo quasi meglio

E poi queste stilettate nei piedi… dopo giorni in quella maniera, mi sentivo aghi o lame che mi entravano nella carne: da un lato era un sollievo per quel gonfiore, ma poi sentivo e sento ancora più dolore… per arrivare al punto che poi non mi muovo più. E NON SO COSA È PEGGIO.

E non capivo se fosse un incubo… pensavo di essere solo TROPPO stanco: era un periodo che litigavo di continuo con la cordata che gestiva la società che avevo riesumato ed è venuta a galla la bieca speculazione che tentavano di fare. Senza alcuna preoccupazione per le persone che ci lavoravano da anni.

§ Ho sbattuto la porta sdegnato: esiste pur sempre un’etica anche nel mondo degli affari!

E poi due sintomi nuovi… UN CERCHIO TORACICO E UNO ADDOMINALE… mai provati e strani… e non riuscivo a dare una definizione… § come uno spasmo, ma molto più intenso…

Fatti esami del sangue, prima non c’era nulla, è poi saltata fuori questa malattia auto-immune. Mi sono documentato e oggi chiamano tutto auto-immune… ma i dolori sono sempre quelli delle malattie di sempre. I REUMATISMI. Hanno solo cambiato il nome, ma la malattia è la stessa: se fossi andato da un bravo medico in un’altra parte del mondo, avrebbe dato a questa malattia un nome diverso!

Prima di ammalarmi così, ebbi un virus con la febbre molto alta, ma poi i miei sintomi peggioravano… e non guarivo più come faccio sempre dopo le mie solite febbri…”.

La moglie lo interrompe:

^Ma erano già 2 anni che appena potevi, usavi le scarpe da ginnastica perché non potevi più camminare con le tue scarpe di cuoio eleganti perché ti facevano male i piedi.

Poi dicevi spesso che avevi dolore a tutte le articolazioni… pure alle mani e alle ginocchia… e poi fino alla tibia e poi i gomiti e la caviglia…

Certi giorni anche solo a sfiorarti mi scacciavi per il dolore… ti davano fastidio i vestiti… solo allo sfioro sulla caviglia…

La mattina ti facevano male i piedi a poggiarli per terra e poi non riuscivi ad aprire le bottiglie e dovevi farti aiutare

E poi, ti ricordi da quanto tempo ti lamentavi che la tua solita sciatica era molto peggio del solito?^.

Adriano china la testa:

** “Sì… ora che mi ci fai pensare certi giorni avevo dei bruciori forti alle mani e ai piedi e la sensazione di una cosa mai provata, come voglia di strappare via i muscoli

Mi bruciavano… e me li volevo strappare… e non ce la facevo.

§ Poi, prima avevo una sciatica che arrivava a stilettate: veniva come una coltellata e riuscivo a farla sparire come era arrivata. MA POI NON PIÙ”.

Detto questo resta a lungo in silenzio.

Domando se vuole raccontarmi come sono iniziati questi fastidi:

** “Sarebbero troppi e tutti difficili da ricordare e da raccontare. Certi dolori non si riparano… una volta arrivati, devi scoprire come andare avanti e aggirarli. Per questa ragione lo sport è una lezione di vita.

§ Certe persone pensano che arrivare a certi livelli sia facile… in realtà ci possiamo arrivare tutti. La differenza sta solo nella determinazione: senza quello non esiste un atleta… e non mi riferisco necessariamente ai professionisti di alto livello. Sei tu che regoli ogni volta la tua asticella. Ed è un percorso fatto di sudore VERO. Fatica e soddisfazioni enormi… perché ogni giorno puoi scoprire un nuovo limite. È una grande lezione di vita!”.

Insisto ripetendo la mia precedente domanda:

** “Ci stavo arrivando…

I dolori iniziali assomigliavano alla mia solita cervicale, ma erano più intensi del solito: mi bloccavano il collo come se avessi un afflusso di sangue che si concentrava tutto lì e poi non scorreva. Quando riuscivo a muovermi, finalmente, si allentava il fastidio e non mi sentivo più bloccato.

§ Se dovessi darle un’immagine, sarebbe come sgonfiare un sacco pieno di semi con un coltello… attraverso dei fendenti al sacco.

§ Voglio dire che mi obbligavo a muovermi e il dolore era proprio come quello di una lama che mi si piantava nei muscoli e poi, poco alla volta, il dolore cominciava a calare. Ma prima che se ne andasse…

All’inizio erano solo ai trapezi e poi hanno cominciato a scendere lungo la schiena… ed era sempre la stessa sensazione: qualcosa di pulsante, troppo pieno e per alleviarlo dovevo muovermi. Ma non riuscivo sempre. Anzi. Più passavano i giorni e meno ci riuscivo. E non mi era mai successo. ORA LA MIA SCHIENA È COME UN SACCO VUOTO

Abbiamo provato tutti i farmaci possibili e poi siamo arrivati a quella specie di verdetto… non è una diagnosi. Mi hanno pure fatto l’esame del liquor… non so se mi spiego…

Tutto questo per suggerire dei farmaci i cui effetti collaterali sono peggiori della mia malattia. Io sono per informarmi e non sono uno che si accontenta di internet… ho amici medici: gente robusta e che la pensa come me.

Mi hanno consigliato i cannabinoidi… ma io c’ero già arrivato da solo. Se l’avessi saputo prima mi evitavo tutte quelle torture…

Poi sono arrivati i dolori alle mani. Dolori che hanno un andamento, ma non una logica.

Dolori che quando ti arrivano ti puoi ammazzare… quando ti prendono non ce la fai… se esistesse la pastiglia che la prendi e finisce tutto… è davvero sfinente…

§ Le mani diventano INSENSIBILI, non te le senti proprio più… ti si trasforma la faccia e lo vedo nelle mani dove mi fa male, fortissimo, ti cambia proprio colore…

§ Ho provato di tutto ma non c’è niente… devi mollare… non serve nemmeno più incazzarti come un animale”.

Approfitto di un momento di silenzio e gli domando se può raccontarmi come sia l’esperienza di questa malattia:

*** “Io mi sembro un mezzo catorcio tutto maciullato

Ho problemi di articolazioni e di spalle e le anche e i piedi.

Ho un fratello che ha subito delle fratture spontanee ai piedi e dopo varie visite e controlli gli hanno detto che sono cose che possono capitare… e poi è risultato che era senza vitamina D…

Hanno detto anche a me che devo prenderla… e non vorrei trovarmi con le ossa a pezzetti come lui.

Sono dolori dentro che è anche difficile localizzare… che ti cavano la forza… e ti limitano proprio tanto nella forza e non riesci ad essere te stesso con la forza che hai

Prima eri inesauribile e instancabile… ora i tempi di recupero sono esagerati…

Prima dormivo come un sasso… ora non riesco nemmeno più a riposare…”.

Colgo l’occasione per domandare qualcosa sul sonno:

** “Come vuole che dorma?… non so se sono più incazzato, triste o che altro.

Mi muovo continuamente nel letto come una biscia per cercare una posizione meno sconfortevole

Sono stato mesi senza ricordare un sogno, ed è stato meglio così perché purtroppo sin da bambino i miei non sono buoni sogni… Quindi ero contento fino a che non ho capito che forse, tutto sommato, quei brutti sogni mi toglievano qualcosa… non so come spiegare.

§ È una mia idea… in fondo quando facevo quei sogni brutti, poi la mattina mi svegliavo meglio…

Così ho cercato di riprendere a sognare e purtroppo ci sono riuscito.

§ Sogno spesso la casa di quando ero bambino e io che corro per quei lunghi corridoi… che ora nella realtà sono brevissimi… quando quelle scene devo averle registrate da molto piccolo… quando il mondo era tutto mio.

§ Ma il peggio, di recente, è che devo essermi impressionato dopo avere visto un film di uno dei miei attori preferiti, Liam Neeson… un film in cui lui è sempre il duro che conosciamo, ma sta per perdere in un duello contro uno spadaccino più bravo di lui. E proprio quando sta per ricevere il colpo di grazia prende in mano la lama dell’avversario e con un fendente lo uccide squartandolo in due (si riferisce al duello finale tra Liam Neeson e Tim Roth nel film Rob Roy, n.d.r.).

Quella scena deve avermi colpito perché ho iniziato a fare sogni dove ero IO ad essere squartato… o mi sentivo un dolore improvviso e poi mi guardavo ed era il mio corpo ad essere aperto in due… come una cozza

Forse ora le ho risposto meglio in merito a come mi sento. Forse questi sogni sono più eloquenti di qualunque altra parola… Anche io sono così in fondo… stavo per perdere la sessione di laurea per una tonsillite. Andai in ospedale perché la febbre proprio non scendeva e da lì non volevano farmi uscire perché avevo una ulcera (tonsillare) già in necrosi. Ho firmato, sono uscito, ho discusso la tesi e poi mi sono fatto operare”.

La moglie si sente di aggiungere:

** ^Sa dottore… è proprio impossibile fargli cambiare idea.

Anche quando soffriva di calcoli e aveva le coliche andava a lavorare lo stesso…^.

Lui la interrompe:

** “E intanto ora vivo DENTRO una poltrona… i movimenti di mia moglie nel letto mi muovono il materasso e mi sveglio per il dolore… non posso nemmeno più dormire con lei. E poi succede qualcosa di proprio strano: io sono sempre stato molto caloroso e sono notoriamente le donne ad avere freddo a letto… invece è mia moglie ora a dormire scoperta § io come mi metto sotto… sento arrivare un GELO in tutta la schiena e nelle reni da cui non mi libero con nulla. Non è una questione di pigiama pesante o piumino”.

Adriano si interrompe per una insolita e lunga pausa.

Gli domando cosa ne pensi:

*** “Eh… che ne so! È lei il medico!

È da quando abbiamo iniziato a parlare che sto cercando di illustrarle com’ero e cosa sono diventato e lei non mi sta a sentire, vuole SOLO PARLARE DI COME MI SENTO ORA. MA LA MIA VITA È STATA UN’AVVENTURA… tutto mi sarei aspettato tranne che finire così”.

Detto questo la mia impressione è che non ci sia troppo da aggiungere e preferisco eseguire il mio esame sul lettino. Le articolazioni distali delle dita sono gonfie e dure, dolenti alla leggera pressione. Anche le ginocchia e l’articolazione distale dell’alluce destro sono gonfie e dolenti. Le unghie delle dita, sia delle mani che dei piedi, hanno un colorito scuro, come pure le labbra. Il fegato, ingrossato, deborda di circa 3 dita. La cute è piuttosto secca e fredda, in particolare nella regione sacrale.

EUPATORIUM PURPUREUM

A questo punto del testo, e dopo diversi casi pubblicati su questa rivista, dovrebbe essere sufficientemente chiaro cosa intenda per un’organizzazione simile ad Arnica. Sulla base delle informazioni in letteratura e della mia esperienza ritengo più utile sottolineare cosa distingua Eupatorium purpureum dagli altri rimedi simili al fiorellino montano.

Come gli altri “parenti” di questa famiglia omeopatica anche Eupatorium purpureum tende a raccontarsi al passato, ad arrendersi con grande difficoltà alla realtà degli anni che passano e, soprattutto, alla malattia, che non riesce più e sconfiggere e gestire in totale autonomia. Eupatorium purpureum, però, non tende solo ad enfatizzare con nostalgia quanto sia stato performante, ma amplifica nettamente il suo presente, come se il picco verso il basso sia, di fatto, l’immagine speculare in negativo del suo grande passato.

Adriano confesserà solo in seguito di soffrire anche di vertigini e, curiosamente, come osserviamo anche in altri rimedi non necessariamente simili ad Arnica, l’esperienza soggettiva di questi disturbi è come di “cadere da un’altura”.

In altri pazienti ho osservato la tendenza ad abusare non solo di antidolorifici ma, e soprattutto, di arrivare a vere e proprio dipendenze di cui non parlano affatto volentieri.

Un altro tema importante è lo scompenso apatico rispetto a un passato di intensa e più che soddisfacente attività lavorativa, come se non ci fosse un’alternativa a un tutto-o-niente. Su questa stessa linea, il senso di congestione che tracima nello svuotamento mi sembra un’interessantissima rappresentazione corporea di questo rimedio, come sono di rilievo i dolori taglienti che decongestionano ma, al tempo stesso, inesorabilmente abbattono. Molto interessante, in questo specifico caso, il sogno di essere squartato come nel duello finale del film Rob Roy che tanto l’ha impressionato. I dolori taglienti arrivano ad essere un effimero sollievo alla congestione fino a rappresentare l’anticamera di uno scompenso ineluttabile.

Rimando alla sezione della Materia Medica di Eupatorium purpureum del mio testo “Arnica and similars” per maggiori informazioni.

In letteratura troviamo:

MIND: DELUSIONS, imaginations: heavy, is (8) – KnCB

MIND: DELUSIONS, imaginations: heavy, is: fall, and he will (1) – KnCB

MIND: MOOD: changeable, variable (181) – KnCB

EXTREMITIES: EXTREMITY PAIN: CUTTING (135) – JoCE

EXTREMITIES: EXTREMITIES: DISCOLORATION: blue: fingers (84) – JoCE

EXTREMITIES: EXTREMITY PAIN: LOCALIZATION: JOINTS: gouty (180) – HaEM

EXTREMITIES: EXTREMITY PAIN: PRESSING PAINS: Pressing p.; Foot (72) – JoCE

EXTREMITIES: EXTREMITY PAIN: LOCALIZATION: LOWER LIMBS: sciatica: suddenly, come and go (7) – FiCE

BACK: BACK: STIFFNESS: Localization: Cervical region (225) – LiSa

BACK: BACK: WEAKNESS, tired feeling in spine (215) – BoeCv

GENERALITIES: WEAKNESS, enervation, exhaustion, prostration, infirmity: pain, from (23) – HaEM

Nel mio Repertorio Suggesta troviamo alcune mie aggiunte:

MIND: ANGER, irascibility: tendency: pain: about (29) – MaMa

MIND: COMPETITIVE (57) – MaMa

MIND: EXERCISE: physical: compulsive (24) – MaMa

MIND: INDIGNATION (51) – MaMa

MIND: LOQUACITY (170) – MaMa

MIND: VIOLENCE, vehemence: sick, when – (4) – MaMa

MEMBRA: EXTREMITY PAIN: LOCALIZATION: LOWER LIMBS: sciatica: left (40) – MaMa.

TERAPIA E FOLLOW UP

Decido pertanto per EUPATORIUM PURPUREUM 1LM che Adriano assume per circa 3 settimane prima di lamentare un peggioramento generale dei dolori, aggravati da una sintomatologia che gli ricorda i passati episodi gottosi acuti. Mi sembra molto difficile fargli comprendere il senso dell’interruzione momentanea del rimedio, proprio in un momento di particolare acuzie, e suggerisco di proseguire con un placebo.

Dopo circa due settimane, è Adriano stesso che riconosce un significativo miglioramento della sintomatologia e un netto recupero delle energie: “Mi sta quasi tornando la voglia di andare in bicicletta…”.

La moglie mi contatta quasi un mese dopo l’inizio della terapia informandomi che fino a qualche settimana prima Adriano pretendeva comunque di avere rapporti sessuali, salvo accusandola di non partecipare e irritarsi regolarmente. ^Sembra che nelle ultime settimane abbia ripreso un tono migliore fino a permettersi erezioni soddisfacenti…^

A distanza di circa due mesi dall’inizio, ricompaiono i dolori articolari. La ripetizione del rimedio non sembra aiutarlo sensibilmente, mentre il passaggio alla 2LM migliora progressivamente lo stato generale nel giro di circa 3 settimane, dopo le quali decidiamo di proseguire con 3 assunzioni settimanali.

Ci rivediamo dopo circa 4 mesi dal nostro primo incontro. Non è stato possibile vederci prima in quanto Adriano è andato in vacanza su un’isola ai tropici. Lo trovo abbronzato, più tonico e sorridente, probabilmente esagera i suoi progressi in quanto, di fatto, non si muove ancora fluidamente. Questa volta entra da solo e noto subito un cambiamento nel suo modo di comunicare, sembra potersi permettere pause e momenti di riflessione che mancavano al nostro primo incontro. 

** “Ho voluto anticipare il mio rientro, proprio in un momento in cui stavo benissimo, perché mi sono comparse delle fastidiosissime vertigini… e i farmaci che mi ha somministrato il medico dell’isola – tanto per cambiare – non sono serviti a nulla. Sono andato da lui davvero malvolentieri, ma mi seccava veramente interrompere le vacanze e così ho voluto fidarmi ancora. MI SONO SBAGLIATO.

§ Una bella mattina mi sono alzato e sono ripiombato a letto… non stavo più in piedi.

La cosa davvero strana è che ho continuato a provarci, ancora e ancora, cercando di farlo in modo diverso… più lentamente, più veloce, da un lato o dall’altro, a occhi aperti o chiusi, passando poco alla volta da una posizione all’altra. Volevo vedere se riuscivo a imbrogliare il mio cervello ma… IL MIO NON LO IMBROGLIA NIENTE E NESSUNO.

§ Adesso mi sento instabile sulle gambe, come non fossero forti abbastanza e poi devo concentrarmi per camminare diritto senza appoggiarmi alle pareti di casa. Mi sembra di essere un ubriaco che, per di più, ha pure le gambe mosce…

§ Non mi era mai successo in passato. Anzi no! Mi è capitato qualche volta quando facevo il corso per diventare istruttore di deltaplano… ma fu un periodo non semplice della mia vita”.

Dopo un lungo silenzio gli domando se ne possiamo parlare:

“Certi miei amici lo facevano per noia, altri perché stavano meglio dopo… altri ancora perché volevamo esplorare anfratti del nostro cervello… diversamente irraggiungibili. E poi eravamo SICURI di smettere quando volevamo. Era una sfida essere persino più forti dell’eroina… dell’alcol e di tutto quanto insieme. Non avevo ammesso nemmeno a me stesso di essere già dipendente sia dall’alcol che dal tabacco: continuavo a bere e a fumare e a raccontarmi che avrei smesso quando volevo. Ho fatto male i calcoli.

Poi un giorno mi sono trovato che stavo per aprire il portafoglio di mio padre. Lui sapeva che mi drogavo e ha sempre lasciato la giacca con il portafogli PIENO appoggiata su una sedia in salotto. Io non l’ho mai toccato e lui lo sapeva. Se avessi passato quel confine… sarebbe stato davvero il segnale che non ero più io.

Mi tremavano le mani quel giorno e gli chiesi IO di accompagnarmi in comunità.

Ho smesso con le droghe, ma non sono riuscito a togliere del tutto Bacco e tabacco… a Venere non ci pensiamo nemmeno perché quello è fuori discussione.

§ È stato un percorso duro. Durissimo. La cosa peggiore era trovarmi in mezzo a tanti disperati e IO non mi sentivo uno di loro. Per cui mi hanno preso di mira e me ne hanno fatte di tutti i colori. Ma non ho mai alzato un dito. È troppo facile dimostrare la tua forza con i pugni. Solo la mattina che me ne sono andato, senza il loro permesso e per andare da solo a cercarmi da solo, il più stupido di tutti… quello che guidava il gruppetto che mi bullizzava… è venuto a salutarmi e mi ha chiamato fighetto

L’ho mandato all’ospedale, ma non mi hanno detto niente perché sapevano come era andata…

Ho deciso di andare sott’acqua e lì mi sono comparse un po’ di vertigini… ma in acqua ti giri come vuoi e non le senti come sulla terra ferma. E visto che non se ne andavano del tutto, e che più di tanto non potevo trattenere il fiato, ho deciso di farmi aiutare da un mio caro amico. In fondo, per aria non hai il problema della mancanza di ossigeno.

Lui mi ha insegnato fino a prendere il brevetto. Pensava che avrei potuto farne un lavoro.

Ma io sapevo già che avrei dimostrato a mio padre di che pasta sono fatto. Ho preso il brevetto e dopo ho smesso quasi subito di volare. Ma ho fatto un master di marketing e ho deciso di usare la mia laurea. Adesso sono quello che sono. La mia specialità è salvare aziende insalvabili… un po’ come facevano con noi in comunità. Quasi insalvabili, direi, ma considerate da quasi tutti come sfide inaffrontabili. E gli accordi sono sempre gli stessi. Mi pagano, e per Dio se mi pagano, ma solo se ci riesco…”

Dopo un’altra lunga pausa continua spontaneamente:

“Ci sono altre DUE cose che ho osservato e che prima non c’erano. O meglio… che ho recuperato da tanti tanti anni fa.

Piscio meravigliosamente… faccio certe pisciate che mi sembro Benigni nel Piccolo Diavolo. Non so dire cosa sia, ma mi sento MOLTO LIBERATO e mi piace pensare che mi sto liberando da qualche schifezza…

E poi ho ripreso a sognare… erano ANNI che non mi succedeva più.

§ Non ricordo molto… ma SO che sto sognando. Forse sempre qualcosa inerente alla mia vecchia casa… ma c’è di più. Non riesco a ricordare…”.

Pare sia proprio difficile mettere insieme qualcosa di più preciso.

Decido di passare ai suoi dolori, considerando che si trattava del motivo principale della sua visita.

“In effetti… è strano che non ne abbia parlato subito ma, senza offenderla, davo per scontato che fosse chiaro che mi sento molto meglio. Altrimenti non sarei qui e non avrei interrotto le mie vacanze per chiedere a lei un suo parere sui miei giramenti di testa.

Preferirei non fare altri esami che, come già le dissi, considero perfettamente INUTILI.

Io mi fido del mio organismo e quanto sento che sto meglio vuol dire che è VERO.

§ Non posso dire di stare bene. Posso dire che VOGLIO stare bene. E che per adesso stiamo cominciando a capirci meglio…

§ Il mio organismo e IO… con lei abbiamo già iniziato a capirci… ma con il mio fisico ci eravamo un po’ persi per strada… Penso che ogni tanto succeda… no?

I dolori si sono ridotti in generale: da 1 a 10 posso dire che ora i dolori sono 3-4…

Poi dormo la notte, e per quello penso di avere ripreso a sognare.

Soprattutto mi sento MOLTO MENO AFFATICATO e non devo patire l’umiliazione di desiderare mia moglie e non riuscirci.

§ In realtà IO NON SONO MAI RIUSCITO A FARE L’AMORE DUE VOLTE DI FILA NELLA MIA VITA.

Così ho imparato a farlo più a lungo possibile. Anche altre compagne che ho avuto prima mi dicevano che alla fine erano stravolte § e io quasi più soddisfatto di averle stese al suolo. Ma in questi anni ho intervallato spesso periodi di lunga inattività. E pure prima di ammalarmi era già tempo che non funzionavo più allo stesso modo… e avevo cominciato a pensare che potesse essere un segnale di allarme. Mia moglie ci tiene… e poi voleva soddisfarmi lo stesso. A volte facciamo quasi una gara a chi riesce a buttare l’altro a terra. Così aveva cominciato ad essere piuttosto… non saprei nemmeno come dire… rude, troppo aggressiva. Ecco: troppo veloce. E io non ce la facevo più a trattenermi… mi ero quasi preoccupato di iniziare a soffrire di eiaculazione precoce! Ma quello è un problema complicato. Tutte le mie relazioni, anche belle o importanti, sono tutte tragicamente finite perché nonostante le mie chiarissime dichiarazioni precoci… alla fine tutte quante pensano di poterti cambiare.

§ Io lo dico SUBITO che non voglio bambini e non so perché all’inizio sono d’accordo e poi ci provano in tutti i modi. Anche mia moglie sta cominciando da tempo a ventilarmi questa possibilità e sono anni che stiamo assieme e i patti erano CHIARI.

§ Ma lei dice che tutti cambiano. Ultimamente se ne è uscita con il fatto che tutti CRESCIAMO e che solo gli idioti non cambiano mai idea. Abbiamo fatto una lite furibonda. Forse anche quello mi ha fatto passare la voglia di farlo… penso di sì.

§ C’è poco da dire su questo argomento. È così e basta… è come dire che a uno piace il mare e all’altro la montagna! Non so nemmeno come sono arrivato a farle questo discorso. Non vale nemmeno la pena parlarne. Le stavo dicendo che sto molto meglio come dolori e come stanchezza. Era lì che mi sono inciampato… e spero che, visto che siamo all’inizio della cura… sentendo cosa mi hanno detto altri miei amici… dovremmo ancora migliorare qualcosa. Spero.”

Ho la netta impressione che il nostro colloquio si sia inceppato e nemmeno dopo l’esame sul lettino mi sembra che la situazione di sblocchi. Le articolazioni sono oggettivamente meno gonfie e dolenti. Il tono muscolare sembra migliorato. Lo informo che avrei piacere anche di verificare gli esami di laboratorio e Adriano risponde molto infastidito:

“Ci penserò!”.

Concordiamo di proseguire con la stessa potenza di rimedio, ma dopo qualche settimana ricominciano alcuni gonfiori, in particolare a carico delle spalle, insieme al suo ben conosciuto dolore sciatico. La 3 LM migliora lo stato generale solo per qualche settimana e sarà lui stesso a insistere perché passiamo a una diluizione maggiore.

Ci rivediamo dopo circa 8 mesi dal secondo controllo. Adriano torna accompagnato dalla moglie, ma entra da solo in visita. Nel frattempo ha ripreso a fare attività fisica, ma più leggera. Ha ripreso a lavorare, ma solo come consulente. La moglie mi ha contattato qualche giorno prima per informarmi che la loro relazione è molto in difficoltà.

!! “Ho voluto accontentarla. Lo consideri un segno di stima nei suoi confronti perché l’ho fatto solo per lei. Io non ne avevo alcun bisogno e avevo ragione.

Praticamente i miei esami sono normali e sono persino andato dall’ultimo reumatologo che prima si è dimostrato molto soddisfatto di come mi ha trovato, poi non ha nemmeno voluto sentire parlare delle cure che stavo facendo. Rispondendomi che questa non è nemmeno medicina, ma stregoneria. E che, a volte, le stregonerie funzionano. Io l’ho lasciato parlare. L’ho guardato bene negli occhi e gli ho chiesto cosa avrebbe fatto lui se, come me, fosse stato disperato. Lui mi ha risposto che la disperazione può fare già tanto… anche senza nessuna terapia. Allora gli ho chiesto se per caso sia mai stato disperato nella sua vita… e mi ha detto che una volta gli è morto un cane a cui era molto affezionato. Mi è venuto in mente un libro che lessi molti anni fa. Non ricordo l’autore, che mi era sembrato davvero spocchioso nello scrivere che non poteva parlare con il suo medico perché non era in grado di leggere certi autori. HO CAPITO COSA VOLEVA DIRE.

§ Mi è preso un senso di nostalgia.

È un periodo che mi sento MOLTO nostalgico. Ho nostalgia per il medico di famiglia che ti veniva a visitare a casa… per l’ospedale in cui se parlavi con il primario era lo stesso dopo qualche anno… per i capitani di industria, ben diversi dalle multinazionali o da questi investitori che pensano SOLO ai soldi.

Ho nostalgia della mia casa che sogno sempre più spesso.

Ho nostalgia di come eravamo: mia moglie e io.

§ Abbiamo giocato tanto nella nostra vita e ora sembra che siamo a un bivio. E so già che strada stiamo per prendere. Lei mi ha parlato di fare una terapia di coppia. Sulle prime non volevo accettare. Poi ho capito che non serve solo per continuare a stare insieme, ma che può servire anche a lasciarsi meno male.

§ I miei amici alla mia età cominciano a diventare nonni.

§ Io SO che sto entrando in una fase diversa della mia vita… mi piace continuare a giocare. Ma il gioco può essere anche MOLTO SERIO. Capisco mia moglie che ho amato tantissimo. Lei forse si trova come me… a fare i conti con la sua prossima maturità… e tra qualche anno non sarà più in grado di fare figli. È il suo ultimo treno. Io ho cercato di farle capire che non è il treno, ma sono le stazioni. Che sei TU che puoi pensare che sia l’ultima… ma il treno continua la sua corsa e dipende da te dove vuoi scendere. E penso proprio che abbiamo scelto due stazioni diverse.

§ Lei ha deciso dove scendere… io penso di avere deciso di viaggiare ancora un po’…

Le ho già intestato una buona parte del nostro patrimonio e non abbiamo di che litigare…

IO ODIO LITIGARE… non sono proprio capace. So che se litigo, è la fine di quel rapporto, per cui cerco sempre di evitare. Ma questa volta anche senza litigare sento che prenderemo due strade diverse… e va bene così. Mi sono comperato la casa al mare che sognavo da anni e sono andato a fare una scuola di vela. Ma non per prendere il brevetto come ho fatto con il deltaplano. Ho visitato il mare da sotto, in tutti questi anni, e ora vorrei visitarlo da sopra…

Fino a quando la salute mi aiuterà ancora.

§ Ho visto in faccia dove ti può portare l’eroina. Ho visto in faccia dove ti può portare una vita che pensavo fosse più sana e che forse era solo un’altra faccia della stessa medaglia. Forse è il momento di cambiare medaglia… forse è il momento di non pensare nemmeno più alle medaglie.

La salute è una cosa seria, ma per morire SANI si può solo morire di incidente.

E non vorrei proprio arrivare a questo prima di avere fatto tante esperienze che mi mancano…”

Attualmente sono passati 9 anni da questa visita.

Adriano non ha più sofferto dei disturbi per cui ci siamo incontrati. Occasionalmente si ripresenta la sciatica, dopo sforzi davvero intensi, e il rimedio sembra ancora aiutarlo egregiamente. La sua pensione sembra scorrere serenamente: tra la barca a vela e gli amici che visita in giro per il mondo. Al momento il difetto valvolare è ben compensato.

Quando mi sento il nervoso, mi sento stringere qua in gola e ho imparato a ignorarlo…

§ È come se avessi un maglione alto che stringe… anche se non ho niente…

Adesso ho imparato a dominarlo, mentre all’inizio avevo paura di morire. Andai anche dallo psicologo, che mi spiegò che erano attacchi di panico.

§ Di notte mi sentivo qualcosa in gola che mi saliva su e poi… mi svegliavo che avevo difficoltà di deglutizione.

Ho sofferto molto di ansie e di attacchi di panico mentre ero in gravidanza… iniziò tutto dopo che presi uno spavento.

§ Adesso mi succede con il ciclo di avere questi disturbi… fino a che non si sono avviate per bene… mio marito dice che bevo poco ed è per questo che mi lamento sempre di avere la secchezza in gola… ma se bevo, sudo… e non mi piace sudare. A meno che non faccia sport…”.

Dopo una lunga pausa, le domando se può dirmi qualcosa di quello spavento. Riprende la raffica:

** “Morì un mio zio a cui ero molto affezionata e con cui vissi per anni della mia infanzia…

Morì che io ero lì con lui e mi venne una grande paura… mentre dormivo ho avvertito che lui mi comprimeva il cuscino addosso… ne uscii male.

(Intende che stava dormendo vicino allo zio, ma onestamente non mi è chiaro quanto sia una fantasia o un ricordo preciso. Preferisco non interromperla, ndr)

Ricordo che una volta mi sono svegliata con la sensazione che qualcuno mi comprimeva il cuscino sul viso… mi sono svegliata perché avevo quella presenza e quella sensazione viva, come se ce l’avessi di fianco a me… l’avevo visto…

Poi non l’ho mai sognato bene, mio zio: sempre male.

Io non ho accettato una morte così… lo misero in un ricovero prima che morisse.

Non l’ho mai accettato… avrei voluto prenderlo a casa con me…

§ Mi sentivo in colpa per non averlo seguito… non volevo vederlo lì… non l’ho mai accettato… lo prendevo a casa con me il fine settimana e non lo accetto tuttora… anche se sono passati 15 anni…”.

Detto questo, trattiene a stento le lacrime.

**** “QUANDO PARLO DI QUESTA COSA, NON MI SENTO SERENA.

Io non l’ho mai abbandonato… forse è stato il destino a fare questo e non l’ho perdonato perché mi ha fatto prendere uno spavento!

È STATA PROPRIO PAURA… quando successe, iniziai a correre… dentro mi sentivo esplodere… è sempre stato un uomo forte e poi d’un tratto è diventato per tutti UNA COSA INUTILE”.

Dopo una lunga pausa, le domando se possiamo parlare del suo rapporto con la morte:

*** “Io ho il terrore di morire e voglio sperare che ci sia una seconda vita.

Ma ho più paura del dolore… del male fisico… se ho qualcosa, io penso subito a un tumore…

Quando mi venne fuori la tiroide, mi uscì anche un’allergia proprio per la paura che provai…

Anche ora se qualcosa mi turba, mi viene l’allergia e mi viene prurito… (intende una forma di orticaria, ndr).

Se prendo paura mi agito e mi vengono fuori all’improvviso gli sfoghi e il prurito…

§ Sempre in parti diverse del corpo…”.

Detto questo, cambia subito discorso e riparte a mitraglietta:

*** “Molti anni fa fui operata di colecisti (in realtà si tratta di poco più di un anno prima, ndr) perché avevo i calcoli e non riuscivo ad andare in bagno… ho sofferto parecchio di colite, in seguito… come i dolori da parto…”.

La interrompo per domandare cosa ricordi del parto:

*** “Il parto?…

È stato uno stress: credevo di morire e poi con tutte quelle mani addosso e tutti i medici intorno… sembrava una sala operatoria, non una sala parto!…”.

A questo punto incrocia le braccia e le gambe, sposta lo sguardo dal muro al pavimento e comincia a controllare l’orologio. Decido di interrompere la consultazione, anche perché sento i bambini piangere in sala d’attesa.

Mi alzo per uscire dallo studio e le domando di svestirsi e accomodarsi sul lettino per l’esame obiettivo. Irene mi guarda come se avessi pronunciato un’eresia:

*** “Non ho mai sentito dire che un omeopata visiti i pazienti sul lettino. Non mi sembra proprio il caso…”.

Le rispondo che è una sua scelta, che rispetto ma non condivido. Decido comunque di uscire dallo studio sperando che cambi idea, al mio rientro, pochi minuti dopo, la ritrovo seduta come prima.

Alcuni suggerimenti da Suggesta:

MIND: TOUCHED: aversion of being (81) – MaMa

MIND: NOLIMENTAGERE (47) – MaMa

MIND: MEDICINE, drugs: averse to (18) – MaMa

DREAMS: many (280) – PhSR

DREAMS: adventurous (6) – Allen

GENERALITIES: SLEEP: amel.; during (14) – BoeCv

GENERALITIES: SLEEP: amel.; after (77) – BoeCv

HEAD: HEAD PAIN: LOCALIZATION: Forehead: extending: occiput, to (64) – PhSR

HEAD: HEAD PAIN: STUNNING, stupefying (133) – BoerO

HEAD; HEAD PAIN; general; coryza; with (101) SGT – Genitalia; Female; menses; irregular (125)

URINARY: BLADDER: MENSES, ailments before and during (15) – Boer

THROAT: TENSION (43) – PhSR

THROAT: SWALLOWING: difficult (238) – BoerO

GENITALIA: FEMALE: MENSES: MENORRHAGIA, profuse: protracted, and (109) – HaEM

GENITALIA: FEMALE: OBSTETRICS: ABORTION, miscarriage (164) – HaEM

MENS: SEVERE MOOD DISTURBANCE, insanity: delivery, parturition: after, puerperal (36) – BoeCv

GENERALITIES: FOOD and drinks: sweets: aversion (45) – BoCM

GENITALIA: FEMALE: MENSES: delayed in girls, first menses (73) – LiSa.

Nella mia esperienza, anche gli altri casi di Senecio che ho trattato con successo presentavano una cornice generale che li avvicina ad Arnica: un simile atteggiamento stoico, la negazione ostinata del loro disagio, il problema di doversi riconoscere come paziente. Di conseguenza il difficile rapporto con la medicina, i suoi rappresentanti, gli esami, i farmaci. Devo confessare serenamente che avrei avuto serie difficoltà a riconoscere e prescrivere Senecio nei miei primi casi, in assenza dei cosiddetti sintomi locali. In parte proprio per la particolare ritrosia nella relazione con il medico – e non posso escludermi da questa schiera – in parte perché Senecio non è uno di quei rimedi che si riconoscono facilmente in prima battuta.

Con l’esperienza ho imparato ad attribuire un valore diverso e dirimente alla particolare introspezione di Senecio, alla ricerca di una sua presenza più autorevole sul piano intellettuale e non solo di prestazione fisica, al suo comportamento così alternante, evidente persino nel corso di un’unica consultazione. Quest’ultimo aspetto mi sembra di specifico interesse, probabilmente è il responsabile della superficiale definizione di isteria che ritroviamo nel Repertorio: un termine davvero improprio e spesso usato a sproposito ogniqualvolta l’omeopata di turno si trovava di fronte a comportamenti e sintomi apparentemente incoerenti.

Senecio, come Arnica e i suoi simili, manifesta evidenti difficoltà con la sua genitorialità, ma è più comune incontrare ripetuti aborti seguiti da una sorta di decisione finale accondiscendente. Nei soggetti di sesso maschile incontriamo ripetuti rifiuti di diventare padre, ai quali il paziente finisce per soccombere per molteplici ragioni. Di conseguenza sono molto più comuni disagi e sofferenze che seguono l’esperienza di genitorialità, spesso la famiglia nucleare diventa un peso raccontato con evidenti difficoltà, persino a riconoscere la realtà dei comportamenti più che legittimi della prole.

Diversamente da Arnica, Senecio riporta più facilmente e in prima battuta il suo vissuto onirico, persino nel proving compaiono quei tanti sogni avventurosi e di conflitti che la maggioranza dei suoi simili tendono, anche inconsapevolmente, a censurare.

Le cefalee davvero intense e che tipicamente irradiano dalla fronte all’occipite sono un’altra caratteristica di Senecio.

Molto interessante una generale precocità di questo rimedio, una maturità anticipata, persino un aspetto più adulto dell’età anagrafica a fronte di una pubertà ritardata, non solo del menarca posticipato, come riporta anche il Repertorio, nel quale Senecio sembra declinato piuttosto al femminile, probabilmente a causa delle evidenti meno-metrorragie.

Nella mia casistica ho riscontato, inoltre, una comune sintomatologia che non è riportata in letteratura: le eruzioni urticarioidi concomitanti a emozioni intense, soprattutto di tipo pauroso, di cui ancora Senecio parla con esplicita minore difficoltà rispetto ad Arnica e altri similari.

TERAPIA

Suggerisco pertanto SENECIO AUREUS 1LM che Irene assume per 2 settimane per poi presentare uno dei suoi soliti episodi di cefalea. Dopo di che non riesco più a sentirla, tanto che penso abbia preferito interrompere la terapia.

SECONDA VISITA

Vengo invece contattato dopo circa 3 mesi per una copiosa metrorragia già in atto da diversi giorni. Consiglio di

ripetere il rimedio e l’emorragia migliora in poche ore. Ci rivediamo su sua richiesta dopo la risoluzione dell’episodio.

Trovo Irene piuttosto diversa: aumentata di peso, truccata, vestita con un bell’abito molto scollato. Questa volta il suo eloquio è vivace ma costante. Restano sempre le lunghe pause dopo le quali dice brevemente qualcosa.

Riporta spontaneamente:

! “Dopo un po’ che prendevo le gocce, non andavo più in bagno e smettendole, di mia iniziativa, ho ripreso ad andare bene…

Ma io mi sento meno stanca e non ho più gli occhi pesti e mi sento più energica”.

Domando se abbia notato altro:

!! “Ho meno sonno e non ho più così tanta voglia di dormire… Li ricordo di meno, i sogni… forse sarà per questo che dormo meglio”.

Dopo una lunga pausa aggiunge spontaneamente:

** “Mi è calato tantissimo il desiderio sessuale… non ne avrei mai voglia… sono una frana completa… e non farei mai l’amore.

Prima, se stavo senza avere rapporti, cominciavo a sognarmelo, adesso non mi succede più… neanche.

Lo scorso mese le mestruazioni mi sono durate due settimane… e dopo le gocce mi sono passate subito…

Ho avuto un rapporto e ho sentito male alla penetrazione.

È proprio che non ho il desiderio… non lo sogno neanche più…”.

Detto questo, Irene resta a lungo in silenzio.

Le domando che effetto le faccia quanto mi sta riportando:

** “[Mio marito] non mi dice niente, ma mi tratta da cani…

In compenso mi sento più tranquilla e anche i bimbi li tollero di più… prima mi sembrava che qualcuno mi soffocasse per l’agitazione che mi veniva… mi arrabbio molto meno con i bambini”.

Dopo un’altra pausa domando come sia andato il mal di testa:

!! “Il mal di testa mi è venuto solo una volta alla settimana e poi quando ho avuto quel flusso forte…

Mi sembra di digerire meglio e mi sento più in me stessa

Ma proprio adesso ho mal di testa e, se non le spiace, preferirei andare a casa…”.

Ovviamente non posso che assecondarla.

TERZA VISITA

Le consiglio di ripetere il rimedio due volte alla settimana circa e ci rivediamo dopo 3 mesi:

!! “Da quando prendo regolarmente le gocce sto veramente bene: non mi sento più ansia e sono meno gonfia e… mi è tornata la voglia di vivere… mi sento bene e sono serena e mi è andato via il nodo in gola.

Sono andata SOLA al mare con i miei bimbi… in un altro momento avrei avuto paura, o forse avrebbero avuto loro paura.

§ Tutto mi avrebbe spaventato… § avrei avuto paura che mi potesse succedere qualcosa la notte o la paura di perderli in spiaggia.

Avevo sempre la paura di stare male e quello mi bloccava tanto…

Al mare ho anche notato che tollero meglio il caldo… mentre prima mi sembrava di soffocare… con questa temperatura di solito ero in panico… adesso è una cosa normale”.

Resta di nuovo in silenzio.

Le domando se abbia notato altro:

!! “Con l’intestino le cose vanno benissimo…”.

Dopo un’altra lunga pausa le domando se abbia notato qualcosa in merito al suo desiderio sessuale:

*** “E’ morta… non la sento più… prima della cura non mi succedeva.

È cambiato qualcosa da dopo la nascita dei bimbi… ad essere sincera. La volta scorsa le dissi che era una cosa recente, ma non è vero.

Anche se ci fosse il mio attore preferito… prima se stavo una settimana senza avere rapporti me lo sognavo la notte, ma prima prima…

§ Ho l’orgasmo… ma durante il rapporto non sento niente… ho sempre avuto un orgasmo clitorideo e ora ce l’ho ancora, ma all’interno non sento niente… a volte mi fa anche male… la sera scorsa ho messo la borsa del ghiaccio perché avevo delle contrazioni in fondo, come se fosse il ciclo…”.

Detto questo, cambia spontaneamente discorso:

!! “Dormo le ore che devo e non ho più così tanto sonno come prima.

§ Ho sognato che facevo un viaggio molto lungo e che alla fine arrivavo a destinazione in un posto che sentivo più mio.

Ma ci è voluto di tutto… dal treno al somaro… però sono arrivata in un buon posto… non mi chieda niente, perché non ricordo altro…”.

Cambia ancora spontaneamente discorso:

** “La sera ho la spalla indolenzita come se avessi portato dei pesi tutto il giorno… e poi mi passa e poi mi torna… è un indolenzimento che mi parte dal collo.

Sono anni che ho questo disturbo… non mi manca la forza, ma mi sento bloccata a fare certi movimenti e ci sono sere che mi arriva a fare male fino a giù, come se avessi tenuto dei pesi tutto il giorno.

§ Non gliene avevo mai parlato perché non mi va di nominare tutti i miei mali”.

Dopo una lunga pausa le domando come vada il rapporto con il cibo:

! “Sono più sgonfia… ma se mi metto sulla bilancia, non ho un etto in meno… I vestiti mi vanno più larghi, ma non peso di meno”.

Irene non vuole aggiungere altro e dopo un’altra pausa mi informo circa il rapporto con i bambini:

!! “Sono molto più tollerante con i miei figli… mi fa un po’ effetto dirlo, ma mi sento uno spirito materno che non ho mai avuto.

Prima forse ce l’avevo con mio marito e ora sto recuperandolo con i miei bambini. Mi faceva notare che facevo di tutto per lasciarli a casa e andare via sola con lui… ora è un po’ diverso, ma forse andrei via con un altro…”.

Sorride ma non vuole aggiungere altro.

Le domando se vuole aggiungere qualcosa:

** “Ho pensato di cambiare sigarette (???) perché ero arrivata al punto in cui non le sentivo più… al mattino, ho un senso di difficoltà a tirare il fiato… poi mi riprendo.

Le ho cambiate e con queste noto più fastidio perché le sento più forti.

Il mal di testa non ce l’ho proprio più… ma pensa che sia per la cura che mi ha dato?

Eh, quante cose che fa questa cura… pensavo che fosse perché avevo cambiato marca di sigaretta… e… a dire la verità non me ero nemmeno accorta.

Ma sono diversi mesi che il mal di testa non lo sento più…”.

Dopo un’altra lunga pausa, le dico che mi piacerebbe ritornare al discorso del rapporto con il cibo:

!! “Mangio molto meglio… ogni tanto ho l’impulso di mangiare continuamente e poi mi passa… avevo un mal di pancia terribile e non mi sono venute le mestruazioni… ma era come se mi venissero… quando dovevo avere il ciclo fumavo di più e mangiavo di più.

Ora mi dedico più attenzione e mangio pensando che è una cosa che mi fa bene.”.

Ancora un lungo silenzio che decido di interrompere con una domanda diretta in merito al pensiero dello zio:

!! “Prima quando parlavo di mio zio mi sentivo male e mi veniva il magone… adesso non mi succede più. La vedevo come una cosa che non era successa… adesso non mi dà più angoscia e ne posso parlare tranquillamente e mi sembra che sia successa una cosa naturale. Prima era come una cosa che non sarebbe dovuta succedere, ora non mi dà più panico.

Me lo sono sognato che andava su un cavallo a dondolo e poi su un asinello di quelli piccoli, come hanno in Egitto…”.

Dopo un’altra pausa le domando se sia mai stata in Egitto:

“Dell’Egitto mi piace solo l’idea che ci sono le mummie… così almeno si resta immortali dentro…

E dell’asino… posso dire che era piccolo e carino: non certo quello di un comandante o di un guerriero…

Ma di un uomo: buono e comprensivo. Come non è mio marito.”.

Le domando chiarimenti:

!! “Ho pensato di andare a fare una di quelle terapie di coppia.

Non abbiamo mai avuto una buona intesa sessuale. Io ho sempre dovuto pensare ad altri per eccitarmi davvero. Glielo ho detto e lui mi ha confessato che non gli interessa affatto… forse forse penso che quasi gli piacerebbe se ci vedessi qualcun altro quando lo facciamo.”.

Le chiedo se lei ci abbia mai pensato:

“Ho avuto una relazione con un altro uomo qualche mese fa e la cosa mi ha un po’ scombussolata. Ci devo pensare bene, perché quello di prima non era sesso e nemmeno amore.

Piano piano mi metterò in sesto. Non ho mai voglia di avere un rapporto che mi sa di poco. Sono molto diversa da prima…

Quando ce li ho, sono soddisfacenti adesso, ma le cose sono chiare con lui (intende l’amante). Mi sento un po’ male per questo.

Non ho più dolori e contrazioni dopo i rapporti.

A ogni rapporto avevo delle perdite… prima. Non glielo avevo detto.

Mi sembrava di avere preso delle botte dopo… ho la carne ammaccata se ci penso… mi sentivo indolenzita le membra, le braccia e il collo.”.

A questo racconto Irene non vuole aggiungere altro. Le domando come siano andate le ultime mestruazioni:

!! “Va troppo bene con le mestruazioni: da mesi mi vengono regolari e smettono regolari e mi tornano normalmente… non sento alcun dolore e sto benissimo, anche di umore e niente mal di testa.

Ho smesso la Levotiroxina del tutto e va benissimo. L’ho detto al mio medico che mi ha detto che mi tornerà (ipotiroidismo)…

Ma mi dicono che ho fatto un cambiamento incredibile in casa. Mi sento bene e ho più voglia di fare le cose e mi sento più forte…

È una cosa che mi sento dentro.

Mia madre dice che lei mi ha sconvolto la vita… faccio le cose che mi piace fare, prima rinunciavo di più, un po’ a tutto.

Forse perché mi sento bene o perché l’entusiasmo viene con la salute.

Se mio figlio aveva la tosse, prima mi veniva il panico, ora dico che gli passerà… ho un modo di vedere la vita diverso.

Poi sono dimagrita e (lei) non mi dice mai niente…

Ho un po’ la sensazione generale che la mia vita non sia più una lotta come prima e poi… mi sento che non devo correre più via e mi va di affrontare le cose.

Non sono andata a fare la terapia di coppia perché mio marito non ci è voluto venire…

Allora l’ho costretto a parlarne a lungo e sono molto soddisfatta.

Penso che lui verrà a trovarla.”.

QUELL’OCCASIONE. Non era solo quello, ma se sui miei documenti fosse risultato che non ero perfetta chissà se mi facevano entrare.

PER ME QUEL LAVORO ERA LA MIA VITA: volevo fare l’insegnante di ginnastica da quando ero bambina!

Da allora lo sento quando il rene non sta proprio bene: mi fanno un po’ male le gambe e la schiena, specie quando arriva il ciclo… e quindi vado un po’ di meno in palestra… mi riposo… e senza dire niente a nessuno facendo un allenamento diverso…

§ Invece di tirare tanto… IO MI DEVO muovere… ma senza fermarmi e soprattutto senza esagerare: una roba continua ma dolce…

Non lo sa nemmeno mio marito (ptosi renale e necessità di riposare in quei frangenti, n.d.r.) e lo dico a Lei solo perché è un medico. E non glielo dico nemmeno tanto volentieri…

Però fumo… è l’unico vizio che ho e non ce la faccio a smettere…”.

Le domando se abbia avuto altri problemi di salute in passato:

** “Le mie orecchie: è cominciato tutto con l’orecchio sinistro.

Non ci sento perché ero pazza per i tuffi… e ne feci uno che mi scoppiò il timpano e so che rischiai una meningite (???). Dopo qualche mese il timpano si ruppe di nuovo con un raffreddore… quelle cose lì non si aggiustano tanto facilmente!

§ HO SEMPRE SOFFERTO MOLTO DI OTITI § ricordo spesso un gran male di orecchie… mi è durato per tutta l’adolescenza. Ma io facevo finta di niente: sono capace!

Poi anche da adulta perché IO anche in Inverno vado a correre tutti i giorni alle 5,30 del mattino… e non fa sempre caldo…

§ Se prendo freddo alle orecchie poi mi viene male… ma non riesco a correre con quelle cuffie di lana in testa… che sembri un derelitto…”.

Detto questo le chiedo se è proprio sicura di non avere avuto altre patologie o ricoveri:

** “Gravidanze… ne avrei avute due. Ma la prima non è andata a termine… non si era sviluppato ed ebbi un’emorragia così forte con delle contrazioni, che avevano paura si stesse proprio rompendo l’utero § mi dissero così…

Feci un raschiamento in anestesia locale…”.

Mariana si blocca. Dopo una pausa le domando se può raccontarmi cosa ricorda di quell’esperienza:

*** “Senti e vedi tutto… ma è come se non ti facessero nulla…

Li vedi solo che sono lì in basso che lavorano… mi sembravano quei meccanici che lavoravano nelle officine di una volta: quelli con i soldi oggi hanno il ponte… ma quegli altri lavorano ancora in quella buca…

Però per i 6 mesi successivi ero debilitata… in crisi…

§ Non era stata cercata… e… a dire il vero io proprio non la volevo quella gravidanza…

Poi in 24 ore nemmeno mi hanno fatto quell’intervento… e sono sicura che sono stati LORO che mi hanno causato il prolassoprima non ce l’avevo: ero tutta a posto. IO!

§ Forse mi venne un po’ di depressione… ma, sinceramente, fu soprattutto per l’operazione. IO NON CI VADO PROPRIO D’ACCORDO CON MEDICI E OSPEDALI…

Poi ho avuto difficoltà a restare incinta, perché quelli dicono che l’utero era rimasto compromesso…

Ma era mio marito a dispiacersi di più. Così ho fatto di tutto per me… e poi l’ho accontentato…

LORO mi avevano detto di non provarci nemmeno, per via del prolasso. E allora anche per quello ho voluto fargli vedere di che pasta sono fatta. IO LE CONOSCO LE MIE CAPACITA’ DI RECUPERO, me l’hanno sempre detto da quando faccio sport: una volta rotto il fiato, IO poi vado come un treno.

§ Ci sono quelli indistruttibili… io non sono così, ma risorgo da quelle che loro pensano siano le mie ceneri…”

Mariana resta a lungo in silenzio.

Dopo una lunga pausa le domando se abbia sofferto di qualche problema in quella sfera in seguito:

*** “Adesso è fastidioso… essendo rimasto retroverso e mobile (utero prolassato, n.d.r.) si appoggia sull’intestino o sulle ovaie: si alza e si abbassa (???) e non devo andare sotto al mio peso perché poi si abbassa tutta la zona bassa… e mi fa gonfiare la pancia e poi non vado in bagno…”.

Mariana cambia repentinamente argomento, apparentemente senza un nesso evidente con il discorso precedente:

** “IO DORMO MOLTO E HO UN SONNO PESANTE E NON SENTO NIENTE… dormo solo la notte dalle 11 alle 7 ed è dura svegliarmi… e se non ho sonno, leggo un po’ e poi mi addormento…

Difficilmente sogno e potrei contare le volte che ho sognato

§ Dormirei fino alle 9 la mattina… mi devo proprio violentare per alzarmi così presto e andare a correre

Mi forzo e poi mi sveglio, ma dopo essermi lavata la faccia con acqua gelata… mi sveglio allegra… serenamente… e posso cominciare la mia giornata.

§ È una sfida con me stessa tutte le mattine: io detesto il freddo… ma so che è un’abitudine molto sana!”.

Dopo un’altra lunga pausa, decido di farle notare che mi sembra avesse richiesto un appuntamento urgente e non mi sembra di averne ancora colto il motivo. Mariana arrossisce:

*** “Le dicevo che ho sempre avuto dolori al seno prima del ciclo… ma poi scomparivano. Poi iniziai ad averli di più… allora cominciai con delle fitte, qualcosa di pungente e forte e ripetuto: proprio dove ho la ciste…

Prima era solo come se avessi un livido… e da quello ho iniziato a impensierirmi…

§ Adesso mi viene se faccio degli sforzi intensi… mentre prima lo avevo anche di notte e per nulla…

In ospedale mi hanno fatto i complimenti perché non mi sono lasciata sopraffare e ho ripreso subito a fare tutto (intende che subito dopo l’intervento di mastectomia ha ripreso immediatamente la sua vita di prima, n.d.r.)!

Andavo a correre con un tutore per non sentire troppo male al petto…”.

Mariana resta ancora a lungo in silenzio.

Le faccio notare che immagino ci sia qualcosa di molto doloroso e difficile da raccontare:

*** “Il dolore si ripercuoteva fino all’ascella e sul capezzolo… con un indurimento e toccandolo diventava dolorante… non più come se fosse solo un livido

Io l’avevo capito che NON POTEVA più essere solo un livido…

Adesso sto bene… ma in quel periodo mi ero gonfiata e mi sembrava di essere piena di liquido… e non stavo più nei vestiti… poi presi il Cardo mariano e un altro drenante e mi sgonfiai completamente…

Ma ero tanto gonfia… come quando ero in gravidanza… ma subito dopo l’intervento sono tornata alla mia taglia 42…

Mi hanno tolto tutta la mammella per un cancro al seno (adenocarcinoma mammella destra, n.d.r.) che mi hanno trovato per caso facendo un controllo. Solo perché IO ho insistito.

Ho preferito che non mi abbiano fatto solo una quadrantectomia… è sempre meglio togliere tutto… e non ci sono linfonodi compromessi…

Ora sto facendo la prima terapia chemio. E poi prendo delle altre cose omeopatiche (in realtà vari integratori e nessun rimedio, n.d.r.)…

§ Io ho sempre avuto il pallino del cancro al seno perché ho un seno fibrocistico… e facevo i controlli ogni 6 mesi e mi dicevano che andava tutto bene. Mi dicevano di stare tranquilla perché quelle robe brutte non fanno male (solitamente non procurano dolore, al contrario di quanto le accadeva, n.d.r.)…

Dopo 4 giorni ero in sala operatoria…

§ Ho sempre avuto paura… mia nonna non fu salvata 60 anni fa… poi una mia cugina…

IO NON HO MAI AVUTO PROBLEMI DI NIENTE E SONO UNA SPORTIVA E SONO MOLTO FORTE E NON MI AMMALO MAI E NON PRENDO NEMMENO L’INFLUENZA…

SONO SEMPRE STATA BENE…

Le domando come mai insista nel sottolineare di essere sempre stata bene:

** “Mi sono solo fatta male molte volte cadendo dalla bici da corsa… mi ruppi il gomito e poi la spalla… e poi un colpo in testa… e una gran brutta botta in fondo alla schiena con una frattura alla coda (coccige, n.d.r.)…

Dice il mio osteopata che quella non è facile da aggiustare… infatti ora soffro anche troppo spesso di dolori alla schiena, ma come mi riprendo riparto subito!

Mi hanno detto di smettere, ma ho deciso IO quando. Per questo ora vado a correre… ma qualcuno mi dice che sia ancora peggio che andare in bici.

§ Ormai basta uno starnuto o un colpo di tosse… nemmeno troppo forte, ma evidentemente quello giusto e… non posso nemmeno restare a letto perché non ci resisto bloccata così.”.

Le chiedo se se la senta di parlarmi di questa sua esperienza:

*** “Mi è venuta una forza quando l’ho saputo: io lo volevo togliere tutto subito!

Conosco un chirurgo – un mio vecchio amico – e sono andata da sola in ospedale: non ho voluto nessuno

Io in queste cose… io reagisco… mi viene una forza incredibile!

Ma questa volta no… poi sono crollata e ora piango per niente…

IO faccio un sacco di attività sportiva e sono sana e non ho problemi… ma ora basta una parola…

Non mi piace l’idea della parrucca… che è comunque finta… preferisco quegli stracci fino a che reggo (intende foulard e altri copricapo, n.d.r.).

Poi ho avuto un’infezione al seno operato e poi QUELLI mi hanno messo il port che si è subito infettato anche lui e sono stata malissimo e ancora giù antibiotici…

Io anche da bambina NON HO MAI PRESO ANTIBIOTICI… solo l’idea mi dà fastidio e mi sfinisce più della chemio…

IO ho solo bisogno di dormire e di mangiare. Quelle che ho conosciuto se hanno la nausea non mangiano.

IO HO BISOGNO DI MANGIARE…”.

Dopo una lunga pausa le domando se anche ora stia seguendo quella sua dieta:

** “Io adoro mangiare e sono golosa di cipolle e carne

Adoro la carne… e proprio ora non posso eliminarla del tutto, come insistono tutti a consigliarmi…

Da bambina per Natale mi facevano la bistecca…”.

Mariana mi confessa questo con lo stesso tono con cui prima diceva di non potere fare a meno del fumo.

Dopo un’altra lunga pausa le domando qualcosa sul sonno:

§ ** VA MALE IL SONNO… da quando ho avuto i figli (???)…

§ Il bambino mi svegliava di notte… ma da ragazza andavo a letto e dormivo ore…

Adesso zero…

Dicono tutti che tutti sogniamo… ma io non me li ricordo per niente…”.

Le chiedo se abbia una sua idea in merito a questa difficoltà di riposare:

**** “La notte, i pensieri sono più intensi e io volevo evitarli.

Secondo me di notte la mente è più lucida e se hai una situazione… è molto più nitida…

Non so dove ho trovato tante volte la forza…

Mi piace tanto leggere però… per me è proprio come un estraniarsi…

Leggere e attività fisica… io non so darmi dei limiti!

Ma adesso la sera sono troppo stanca… e al momento che sono lì che sto per addormentami… ho bisogno di sfogarmi… e allora penso che almeno tra poche ore mi sveglio e vado a correre…

Per me è un’esigenza. È come andare dallo psicologo: dopo arrivo a casa contenta e rilassata e affronto tutto meglio… anche quando piove…

Se non lo faccio è una cosa che mi viene a mancare…

Quando io ho un pensiero, non voglio andare a fondo… non voglio pensare…”.

Il Medico Omeopata mi ha molto gentilmente offerto uno spazio per pubblicare diversi casi clinici del quinto volume della mia Materia Medica Clinica, i rimedi simili ad Arnica, considerando che non so se e quando una versione italiana andrà mai in stampa. A questo punto penso ci sia poco da aggiungere al profilo del modello antropologico rappresentato dal rimedio Arnica montana.

Vediamo allora cosa può distinguere Bellis perennis, partendo prima dai dati presenti in letteratura per passare alle mie personali aggiunte (come sempre estratte da più casi clinici seguiti per anni senza avere mai dovuto cambiare il rimedio, sia per i sintomi cronici che per quelli acuti).

Alcuni sintomi presenti nella maggioranza dei repertori:

Genitalia: Female breast illnesses: tumors, cancer (114) – LiSa

Genitalia: Female: sensation: sensation, metaphorical, as if: pulling upwards, as if uterus is (2) – StJa.

Generalities: Cold: amel. (169) – Boe

Generalities: Cold: amel.: air (119) – JuOA

Generalities: Eating: after: amel. (119) – JuOA

Generalities: Food and drinks: meat: desires (89) – StJa

Generalities: Motion: amel. (214) – Boe

Generalities: Motion: amel.: continued (58) – MeJu

Generalities: Motion: desires (79) – MeJu

Generalities: Injuries, blows, falls and bruises: operation, disorders from (43) – Boe

Generalities: Pain: superficial pains (316) – BoeCv

Generalities: Pain: superficial pains: sore, bruised (307) – Boe.

Back: Back pain: general: localization: lumbar region, lumbago: menses: during (84) – JuOA

Back: Back pain: acute pains: stitching, shooting: concomitant: coughing (12) – StJa

Back; Back pain; general; lying, while; agg. (56)

Back: Back illnesses: injuries of the spine (34) – Schm

Back: Back illnesses: injuries of the spine: concussion of: spine (7) – Boe

Back: Back illnesses: injuries of the spine: localization: coccyx (6) – Schm.

Eye: Eye illnesses: discharges of mucus or pus (159) – StJa.

Qualcosa che descrive il difficile rapporto con il dolore:

Mind: Anxiety: pains, from (62) – StJa

Mind: Despair: pains, with the (38) – Boe

Altri sintomi che ho aggiunto nel Repertorio Suggesta:

Genitalia: Female illnesses: prolapse: uterus: concussion, after (2) – Mang

Genitalia: Female illnesses: rupture, uterus: rupture (1) – MaMa

Genitalia: Female breast illnesses: nodules, in: painful (3) – Mang

Genitalia: Obstetrics: puerperal: uterus: prolapse of uterus (9) – Mang

Genitalia: Female: menses: painful, dysmenorrhea: exertion physical, amel (2) – Mang

Genitalia: Obstetrics: pregnancy: during (136) – Mang

Generalities; Pregnancy; slow recovery from (9)

Generalities; Pregnancy; ailments; during (134)

Generalities; Pregnancy; ailments; after (14)

Generalities: Food and drinks: vegetables: carrots: desire for (8) – Mang

Generalities: Food and drinks: vegetables: onions: desires, raw (29) – Mang

Generalities: Food and drinks: vegetables: tomatoes: aversion (19) – Mang

Mind: Ailments from: delivery, parturition, after, puerperal (15) – MaMa

Mind: Anxiety: exercise: amel. (8) – Mang

Mind: Dependence, addiction: unconventional medicines, supplements and similars (11) – MaMa

Mind: Delusions, imaginations: machinery, describe himself like a (6) – Mang

Mind: Delusions, imaginations: well, he is (23) – Mang

Mind: Integrity, concerned about the, of his body (24) – Mang

Mind: Medicine, drugs: refuse to take the (14) – Mang

Mind: Negation, of his condition (28) – Mang

Mind: Exercise: physical: amel. (38) – Mang

Mind; Exercise; physical; compulsive (27): MaMa

Mind: Stoic (23) – Mang

Dreams: unremembered (114) – Mang.

Bellis perennis, come Arnica, tende a descrivere il suo corpo come un oggetto meccanico ma, nella mia esperienza, si distingue non tanto per la sua obbligata incorruttibilità, resistenza e prestanza, quanto per la sua dichiarata ed eccellente capacità di ripararsi.

Bellis ammette che la sua macchina si può anche guastare, ma è estremamente fiero di un concetto ben noto a chi studia i sistemi complessi, quelli capaci di superare momenti di crisi non solo autoriparandosi, ma addirittura migliorando la propria organizzazione e resilienza. Purtroppo non è proprio quanto ho sperimentato nei casi di Bellis trattati con successo: restando al lessico della complessità si tratta, piuttosto, di un feed back positivo: un momento in cui si rinforza quel modo di funzionare senza mettere in discussione il “come mai”. Questa peculiarità della Margheritina è così marcata da incontrare pazienti che coltivano professionalmente l’hobby di riparare mac

chinari rotti, occupandosi di fatto di una parte di se stessi. Altri sognano di prodursi in riparazioni pressocché impossibili. La nostra Mariana faceva entrambi, ma verrò a saperlo solo alcune settimane dopo.

Similmente ad Arnica, la tendenza a rimuovere, più o meno consapevolmente, il vissuto onirico è un’altra ricorrenza di Bellis, che sembra essere piuttosto un sognatore penitente. Non solo la sua corporeità risulta estranea ma, tra i “prodotti di questa”, ci sono spesso proprio i sogni che lo assillano, lo tormentano, lo costringono a riconoscere qualcosa di inspiegabile, illogico, irrazionale, qualcosa che solo succede. E succede pure troppo spesso.

Come Arnica, anche Bellis perennis contempla con estrema difficoltà l’idea di essere paziente, di doversi sottoporre a procedure mediche, di assumere farmaci. Ma è apparentemente paradossale, rispetto ad Arnica, l’atteggiamento estremamente risolutivo, ancora una volta meccanico, che predilige il gesto chirurgico come si trattasse di rimuovere una ruggine o di sostituire un pezzo.

Quasi tenera e innocente la dichiarazione irremovibile di non assumere farmaci, salvo rimpinzarsi di prodotti non convenzionali, assunti a iosa e costretta a un’autogestione discutibilissima e spesso del tutto infondata.

La nostra letteratura ci riporta quanto sia così interessante la specifica tendenza a sviluppare patologie importanti che interessano la pelvi: quello che ospita e le rispettive funzioni. Ho fatto alcune volte esperienza diretta, e in acuto, di quelli che sembrano i piccoli/grandi miracoli della medicina omeopatica in pazienti vittime di una rottura dell’utero. Proprio in quelle circostanze mi sono chiesto quanto certe evidenze diano ragione alle pazienti che si considerano grandi riparatrici, capaci di salvare il proprio utero in poche ore e dimostrare a “quelli” che affronteranno un altro parto senza il canonico cesareo.

Soprattutto in Bellis, purtroppo, la gravidanza e il parto sono spesso un’esperienza dimostrativa. Rispetto ad Arnica, la Margheritina si porta appresso segni più concreti, ben visibili di questo “trauma”. I prolassi sono i più comuni ma, nella mia esperienza, è soprattutto la grande e complessa sfera della sessualità a restare ferita, in entrambi i sessi.

Le patologie degenerative della mammella non sono specifiche di Bellis, anche se mi sento di affermare che sembrano più comuni che negli altri arnica-like. Semmai ho osservato la disarmante capacità di attraversare un’esperienza di quella portata come se fosse un’estrazione dentaria, quando poi una “fisiologica” gravidanza lascia segni apparentemente più marcati e permanenti.

Ho scelto proprio questo caso sia per la ricchezza di “sintomi omeopatici” presenti in letteratura, quanto per la chiarezza con cui Mariana declina i temi riportati nella sezione di Materia Medica del mio testo.

FOLLOW UP

Dopo circa due settimane di assunzione di Bellis perennis Q1, Mariana mi informa della comparsa di un dolore all’orecchio, quello con il timpano danneggiato. Suggerisco di interrompere il rimedio e vengo a sapere che ci aveva già pensato da sola qualche giorno prima. Nonostante la mia supplica di non assumere troppi altri prodotti, proprio per consentirmi di valutare meglio i risultati di quanto le suggerisco, Mariana continua imperterrita con i suoi integratori, vitamine e altro.

Ma l’otodinia non migliora. Consiglio allora di passare alla Q2 del rimedio e in poche ore i sintomi regrediscono. Mariana resta stupita e accetta di non assumere altro se non il rimedio a giorni alterni.

Ci rivediamo dopo circa due mesi dal primo incontro. Tutto sommato non trovo il suo aspetto troppo diverso da prima, se non per una evidente rilassatezza dei muscoli facciali.

!! “La prima cosa di cui mi devo lamentare è che prima almeno non me li ricordavo tutti i sogni che facevo. Sapevo di farli ma restavano lì.

Adesso mi tocca pure ricordarli e faccio ancora più fatica ad alzami al mattino: tanto che più di una volta non ce l’ho fatta ad andare a correre e sono rimasta a letto.

Ora ho deciso che ci vado solo 3 volte alla settimana… così non mi devo sentire in colpa.

§ In effetti non si tratta poi di sogni così nuovi… come quello che succede.

Sogno quello che vorrei fare di più durante il giorno… ma abbiamo solo 24 ore. E c’è il lavoro, mia figlia, mio marito, gli allenamenti… resta poco alla fine.

§ Io sono una patita di bricolage… ma più che costruire qualcosa, come fa mio marito, io amo riparare: riportare in vita oggetti del passato. Ora mi sono specializzata nei vecchi giocattoli di latta. Prima riparavo quelli di legno… ma è più facile. Solo che ci vuole tempo e poi devi andare nei mercatini, conoscere le persone giuste e trovare le vernici che si adattano di più a quelli di una volta.

Alla fine ho deciso che preferisco fare come gli artisti del restauro, invece che riverniciarli tutti lascio in evidenza quello che c’era. Diversamente ti perdi il colore originale… e poi è bello vedere che sono VECCHI ma funzionano, dopo tutto. Il bello è proprio quello lì… non presentarli come se fossero usciti dalla fabbrica.

§ Ora mi sto specializzando sulle trottole, quelle grandi e quelle piccine…”

Le domando cosa la intrighi tanto delle trottole:

!! “In realtà penso che siano un tentativo di farti pensare al moto perpetuo… ma in fondo è solo una questione di punti di vista.

§ Io credo che il moto perpetuo sia legato all’idea che la terra non smette mai di girare, su se stessa e intorno al sole. In realtà smetterà… semmai non sappiamo quando. E ci sembra per sempre. Forse… se potessimo leggere i pensieri di un lombrico anche lui pensa di noi che viviamo per sempre. E non è proprio vero…”

Dopo una lunga pausa le domando se ricordi qualcosa di più preciso di questi sogni:

!!! “Intanto sono TROPPI e, per favore, faccia qualcosa perché io DEVO dormire.

Mi ero messa a riparare i cavallucci a dondolo perché li sognavo spesso.

Io sono cresciuta vicino a una fattoria e mi ricordo il vecchio che litigava sempre con suo figlio. Il vecchio amava le sue vacche. Ma lui era cresciuto con poche… e che avevano tutte un nome e quando diventavano vecchie le lasciava lì… a finire la loro vita, come ogni altro animale da compagnia.

Il figlio ha trasformato l’azienda. Fa un sacco di soldi… ma ha perso l’anima… l’ha venduta.

Io da bambina me le sognavo spesso quelle mucche… anche le galline. Fosse stato per lui non ci faceva nemmeno il brodo con quelle vecchie…

Una volta sua moglie gli tirò dietro un forcone perché lui le disse di farsi il brodo con una sua gamba…

§ Era un uomo che tutti consideravano… strano. Ma penso che non capissero. Non è facile.

§ Ho ripreso a fare diversi sogni con parecchi animali… non so dire di che età…

Ma non sono inquietanti… se non uno in cui scappavano tutti per tornare in un bosco… ma non l’ho capito: le galline e gli asini non hanno mai abitato un bosco… non so…

Ma, La prego, mi dia qualcosa che mi faccia sognare di meno. Ho letto che dipende dal fegato se uno sogna troppo… forse il mio ha bisogno di aiuto e quando prendevo il Cardo mariano sognavo di meno…”.

Dopo una lunga pausa Mariana mi fissa seriamente:

!! “Ho preso una decisione… la volta scorsa non sono stata in grado di dirlo, non sapevo cosa Lei pensasse e voglio che sia Lei a prendere questa responsabilità.

Ma ho deciso che non farò la chemio. La prima è stata più che sufficiente… e non so se sia stato peggio quello che mi ha fatto quella flebo o come e dove me l’hanno somministrata. Ma se devo morire, voglio morire come vuole il mio essere…

Tanto morirei lo stesso, ma per quei veleni che mi intossicano…

Ovviamente ne ho parlato con l’oncologa. Apparentemente è stata molto comprensiva. Apparentemente.

§ Alla fine mi ha detto che è inutile che vada in ospedale perché loro non mi possono monitorare se io non seguo il protocollo.

§ Io le ho detto cosa ne penso solo dell’idea del protocollo e di quelle che loro chiamano PROCEDURA… non è una procedura. Cazzo!

È un’operazione… lì sotto ci sono IO. Stracazzo!

E il mio utero è prolassato dopo che ci hanno messo mano LORO… e se li avessi dovuti sentire, non avrei nemmeno partorito mia figlia…

Quindi… non è VERO che LORO hanno sempre ragione.

Posso anche accettare che io ne sappia meno di loro di medicina. È vero. Ma questo non significa che io non abbia una mia dignità e che sono io, e SOLO IO, che deve e può scegliere. Anche come morire.

Quindi… se la sente Lei… di prendermi in carico?

Se la sente Lei di seguirmi come medico per le robe di medicina che io non so e non capisco?

Ne ho parlato con mio marito che è d’accordo e sta qui fuori. Nel caso Lei volesse parlare con tutti e due…

Diversamente… mi spiace ma devo trovare qualcuno che mi segua come voglio io… come vogliamo noi. E vorrei proprio che fosse Lei.”

Le domando se vuole dirmi altro prima di fare entrare il marito:

“Il resto della mia famiglia non è d’accordo. Ma questo non è un problema.

Ho sempre visto mio padre come un esempio.

Lui era un prete e si è innamorato di mia madre… ed essendo un uomo tutto di un pezzo ha lasciato l’abito e ha trovato la forza di cambiare vita.

Ha fatto male, perché mia madre non l’ha mai ricambiato…

È stato lui che mi ha insegnato la disciplina e, soprattutto, quella dello sport.

Lui corre ancora le maratone… arriva tra gli ultimi ma arriva…”.

RISULTATI

Faccio entrare il marito e illustro loro la mia disponibilità ad accompagnarli in questa scelta, chiarendo bene quali sono i rischi medico-legali a cui mi sto esponendo.

Da allora sono passati più di dodici anni. Nel corso del tempo siamo arrivati alla Q7 che, da qualche anno, Mariana assume solo al bisogno.

Quell’orecchio resta un punto vulnerabile ai colpi di freddo, come pure il rachide, soprattutto se già accaldata. Bellis funziona sempre bene quando i dolori non sono fastidi occasionali che scompaiono spontaneamente.

Mariana ha smesso di assumere prodotti non convenzionali e di praticare sport in modo compulsivo. Non ha più avuto necessità di seguire regolarmente i trattamenti osteopatici, non per una mia richiesta, ma per una sua scelta motivata dallo stato di salute.

Abbiamo dovuto usare il rimedio con particolare frequenza nel passaggio della menopausa ma, dopo le prime settimane di Q7, sia le vampate di calore che i problemi di insonnia sono rapidamente migliorati. Ovviamente la patologia oncologica non ha più dato segni e Mariana è regolarmente seguita da uno specialista con cui collaboro.

Anche il marito è diventato mio paziente in seguito alla comparsa di alcune ernie lombari che gli impedivano di correre.

Non riporto altro per esplicita volontà di Mariana e la ringrazio comunque per avere voluto condividere questo pezzetto della sua storia.

BIBLIOGRAFIA

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Lois Joy Hofmann, “Legends of the Joe Pye Weed,” SailorsTales: Adventures in Travel, Sailing, and the Great Outdoors, August 15, 2021, accessed March 26, 2023

Joan Lee Faust, “Gardening: How Joe Pye Gave His Name to a Weed,” New York Times, Sept. 12, 1993, accessed March 26, 2023 

Richard Hawke, “A Comparative Study of Joe-Pye Weeds (Eutrochium spp.) and Their Relatives,” Plant Evaluation Notes 37 (2014), Chicago Botanic Garden, accessed March 26, 2023 

Joseph T. O’Connor, The American Homoeopathic Pharmacopoeia (New York: Boericke & Tafel, 1882), ReferenceWorks.

“Eutrochium purpureum” Missouri Botanical Garden, accessed March 26, 2023

Margaret Grieve, “Gravelroot,” in A Modern Herbal (New York: Dover, 1971), Botanical.com, accessed March 26, 2023

Mary Bove, Lisa Meserole, Lisa Alschuler, Silena Heron, Robin Dispasquale, Bill Mitchell, Tai Lahans, Eric Yarnell, Steve Parcell, Sam Russo, Ella Naydis and Teri Johnson, “Eupatorium Purpureum,” Bastyr Materia Medica, Bastyr University Department of Botanical Medicine Monographs 2003, Accessed March 24, 2023

 

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