Bellis perennis. Un caso clinico


Massimo Mangialavori
Medico Chirurgo – Omeopata CASTEL DEL PIANO (GR)

mangialavori@mac.com

Senecio aureus

Un caso clinico

SUMMARY

A 42-year-old woman who recently underwent surgery for breast adenocarcinoma and has just completed her first cycle of chemotherapy. She is in denial about her recent illness and has historically refused to take conventional medications, demonstrating a strong distrust of the medical profession, except for taking significant amounts of so-called “natural” products without any prescription. History of recurrent ear infections, with repeated episodes of eardrum perforation, which have left her particularly sensitive to cold, triggering obvious symptoms of earache. Fibrocystic breasts with recurrent mastodynia, which usually accompanies the premenstrual phase. Obvious orthorexic traits accompanied by compulsive sporting activity.

KEYWORDS

Breast adenocarcinoma, fibrocystic breasts, recurrent ear infections, orthorexia, compulsive exercise

RIASSUNTO

Donna di 42 anni operata da poco per adenocarcinoma alla mammella che ha da poco terminato il primo ciclo di chemioterapia. Atteggiamento negante nei confronti della patologia appena superata, rifiuta storicamente l’assunzione di farmaci convenzionali dimostrando una forte diffidenza nei confronti della classe medica, salvo assumere notevoli quantità di prodotti cosiddetti “naturali” senza alcuna prescrizione. Passato di otiti ricorrenti, con ripetuti episodi di perforazione del timpano, che hanno lasciato una particolare sensibilità al freddo che riaccende un’evidente sintomatologia otalgica. Seno fibrocistico con mastodinia ricorrente, che accompagna solitamente la fase premestruale. Evidenti tratti ortoressici accompagnati da attività sportiva compulsiva.

PAROLE CHIAVE

Adenocarcinoma della mammella, seno fibrocistico, otiti ricorrenti, ortoressia, attività sportiva compulsiva.

Bellis perennis

INTRODUZIONE

La pratolina comune (nome scientifico: Bellis perennis (L., 1753) fa parte della specie angiosperme, dicotiledoni, della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Astereae (Bellis lineage) e sottotribù Bellidinae.

Margherita: Daisy in inglese, probabilmente da day’s eye (occhio del giorno) perché si apre ogni mattina guardando il sole, infatti la caratteristica distintiva di questa specie è il capolino che si chiude di notte e in caso di tempo umido (Tutin et al. 1976). Altri nomi comuni della margherita inglese sono dog daisy, day’s eye, herb Margaret (perché era l’emblema della regina Margaret, moglie del re Enrico VI d’Inghilterra), bruisewort (Allan 1978; De Bray 1978) e bairnwort perché i bambini creavano ghirlande di margherite tagliando gli steli e infilandoci i fiori.

Ci sono voluti secoli perché la parola margherita acquisisse la sua ortografia moderna. Intorno al 1310 d.C., Thomas Wright nel suo Specimens of Lyric Poetry affermò: “Dayes-eyes in the dales”. Nel 1588, William Shakespeare in Love Labour’s Lost scrisse: “Daisies pied and Violets bleu”. Joseph Addison in The Tatler (1710) scrisse: “Visits to a Spot of Daizies, or a Bank of Violets” (Visite a un campo di margherite o a un’aiuola di violette). Infine, nel 1803, John Leydon in Scene of Infaney scrisse: “When evening brings the merry folding hours, / And sun-eyed daisies close their winking flowers” (Quando la sera porta le allegre ore del riposo, / E le margherite dagli occhi di sole chiudono i loro fiori ammiccanti – Simpson and Weiner).

Sul termine Bellis, invece, ci sono diverse opinioni e il significato non è chiaro: può derivare da Bellide, una delle figlie di Danao. Può derivare da Bellum, guerra in latino. Può derivare da Bellus, bello, grazioso in latino. Perennis significa “attraverso gli anni”, “continuo”.

Bellis perennis è stata menzionata per la prima volta nella letteratura omeopatica dal dottor Henry Thomas, British Journal of Homeopathy, Vol. 16. Altri riferimenti al farmaco si trovano nell’Enciclopedia di Allen, Homoeopathic World, Vol. 19; Hahnemannian Monthly, Vol. 19; e in alcune altre riviste omeopatiche di diversi anni fa. Bellis perennis è descritta sia per quanto riguarda la sua sintomatologia che le sue applicazioni terapeutiche nel Dictionary of the Materia Medica di Clark. Quest’opera cita ampiamente il dottor Burnett, di Londra, che ha utilizzato il medicinale in modo considerevole. È menzionata in Essentials of Homoeopathic Materia Medica di Dewey, e riferimenti occasionali ad essa come medicinale si trovano nella letteratura periodica della scuola omeopatica. Largamente utilizzato con successo nella quotidiana pratica clinica da diverse ostetriche in India, in particolare per i “traumi da parto”, i difficili secondamenti, i ritardi della montata lattea, le rotture dell’utero e vari traumi alla mammella.

Il caso di Mariana

Legenda:

Il testo sottolineato, nella mia esperienza si riferisce a sintomi comuni ai rimedi simili ad Arnica montana.

Il testo in grassetto si riferisce a sintomi più specifici di Bellis perennis.

Gli asterischi “*” si riferiscono a qualcosa di riportato spontaneamente, più asterischi sottolineano l’intensità con cui viene riferita quella frase.

Questo simbolo “§” si riferisce a un mio intervento per invitare la paziente a proseguire nel suo discorso.

Il TESTO INTERAMENTE MAIUSCOLO significa che la paziente ha alzato chiaramente il tono della voce.

Mariana, 42 anni, è una donna asciutta e muscolosa con un viso quasi scolpito: i lineamenti spigolosi, i muscoli del volto contratti, le sopracciglia aggrottate anche se lo sguardo mi sembra triste. Viene in visita su consiglio di un’amica chiedendo un appuntamento molto urgente e senza informare sulle motivazioni. Riesco ad accontentarla pur trattandosi dei pochi giorni precedenti la pausa estiva.

L’esposizione è ansiosa, Mariana alza così spesso il tono della voce da farmi sospettare che immagini io abbia difficoltà a sentirla. La sensazione generale è una sorta di malcelata disperazione, come fosse costretta a rivolgersi al medico ma con una minima convinzione.

Riporta spontaneamente:

*** “Ho iniziato qualche mese fa con dolore al seno… ho sempre avuto un po’ di dolore a un seno, più a uno che a quell’altro, poi ho deciso per un controllo e… poi mi hanno detto che mi dovevo solo tenere monitorata.

Faccio gli esami… e QUELLI mi dicono che era solo fibrocistico: una ciste e niente di più. Dicono che i noduli non fanno male, ma nel mio caso non è così. SIGNIFICHERA’ QUALCOSA, O NO?

I FATTI SONO CHE UNO NON È MAI TRANQUILLO

§ Per esempio ho una cisti in un occhio e non capisco perché (???)… questi sono sempre segnali che qualcosa di questa… di questa COSA (intende il suo corpo, n.d.r.)… che non funziona come dovrebbe. MI DICEVANO FOSSE SOLO UNA PALLINA DI GRASSO. E INTANTO QUELLA SI INFIAMMAVA IN QUALCHE MODO PERCHE’ NEL CORSO DELL’ANNO OGNI TANTO COMINCIAVA A FARE PUS…

E poi un’altra pallina di grasso all’inguine causata dalla depilazione. DICONO QUELLI. MA IO… VOLEVO CAPIRE PERCHE’ SI FORMANO… se una cosa non è normale ci deve essere un perché. Sono SEMPRE SEGNALI che non devi sottovalutare.”

Mariana si ferma, come per prendere fiato.

La invito a dirmi qualcosa di più in merito a questi segnali:

** “Mia madre andò tardi in menopausa e dopo un controllo si era formata una COSA che da asportare era rischioso… perché era vicina all’ipofisi. Poi mia madre restò paralizzata da una parte. Già la mia gravidanza non fu affatto facile e poi avrei dovuto accudirla… e non ci sono riuscita: stavo troppo male per i miei problemi.

Fu molto sofferto quel trapasso: mi dissero che sarebbe morta con la nascita di mia figlia. E così fu…

Queste cose capitano d’un tratto, quando meno te le aspetti…

IO DA SEMPRE PRENDO TUTTE LE MIE VITAMINE.

POI LA MIA ALIMENTAZIONE È IL MASSIMO DEL CORRETTO… E MANGIO MOLTE VERDURE… ANCHE SE NON MI PIACCIONO, MA SO CHE FANNO BENE.

§ Amo solo le cipolle da quando sono una bambina. Ma quelle non sono verdure… non sono nemmeno verdi! I miei cugini mangiavano il panettone, e io volevo le cipolle e le bistecche per Natale!

§ CAROTE E CIPOLLE… sono le mie preferite.

§ Mangio solo con difficoltà i pomodori perché mi disgustano proprio, ma so che fanno bene perché sono ricchi di vitamina C e allora li mangio, ma molto controvoglia…”.

Prosegue senza interrompersi:

*** “Ma devo stare molto attenta a come mangio, se fosse per me sarei molto più asciutta… con tutto lo sport che faccio

Ma IO ho il rene sinistro che è basso e se vado sottopeso si abbassa ancora di più e volevano anche ricoverarmi prima che entrassi all’università (ISEF di allora, ndr)… ma era solo un po’ di dolore. Ma per entrare dovevi passare un esame fisico e io NON POTEVO PERDERE

Quando mi sento il nervoso, mi sento stringere qua in gola e ho imparato a ignorarlo…

§ È come se avessi un maglione alto che stringe… anche se non ho niente…

Adesso ho imparato a dominarlo, mentre all’inizio avevo paura di morire. Andai anche dallo psicologo, che mi spiegò che erano attacchi di panico.

§ Di notte mi sentivo qualcosa in gola che mi saliva su e poi… mi svegliavo che avevo difficoltà di deglutizione.

Ho sofferto molto di ansie e di attacchi di panico mentre ero in gravidanza… iniziò tutto dopo che presi uno spavento.

§ Adesso mi succede con il ciclo di avere questi disturbi… fino a che non si sono avviate per bene… mio marito dice che bevo poco ed è per questo che mi lamento sempre di avere la secchezza in gola… ma se bevo, sudo… e non mi piace sudare. A meno che non faccia sport…”.

Dopo una lunga pausa, le domando se può dirmi qualcosa di quello spavento. Riprende la raffica:

** “Morì un mio zio a cui ero molto affezionata e con cui vissi per anni della mia infanzia…

Morì che io ero lì con lui e mi venne una grande paura… mentre dormivo ho avvertito che lui mi comprimeva il cuscino addosso… ne uscii male.

(Intende che stava dormendo vicino allo zio, ma onestamente non mi è chiaro quanto sia una fantasia o un ricordo preciso. Preferisco non interromperla, ndr)

Ricordo che una volta mi sono svegliata con la sensazione che qualcuno mi comprimeva il cuscino sul viso… mi sono svegliata perché avevo quella presenza e quella sensazione viva, come se ce l’avessi di fianco a me… l’avevo visto…

Poi non l’ho mai sognato bene, mio zio: sempre male.

Io non ho accettato una morte così… lo misero in un ricovero prima che morisse.

Non l’ho mai accettato… avrei voluto prenderlo a casa con me…

§ Mi sentivo in colpa per non averlo seguito… non volevo vederlo lì… non l’ho mai accettato… lo prendevo a casa con me il fine settimana e non lo accetto tuttora… anche se sono passati 15 anni…”.

Detto questo, trattiene a stento le lacrime.

**** “QUANDO PARLO DI QUESTA COSA, NON MI SENTO SERENA.

Io non l’ho mai abbandonato… forse è stato il destino a fare questo e non l’ho perdonato perché mi ha fatto prendere uno spavento!

È STATA PROPRIO PAURA… quando successe, iniziai a correre… dentro mi sentivo esplodere… è sempre stato un uomo forte e poi d’un tratto è diventato per tutti UNA COSA INUTILE”.

Dopo una lunga pausa, le domando se possiamo parlare del suo rapporto con la morte:

*** “Io ho il terrore di morire e voglio sperare che ci sia una seconda vita.

Ma ho più paura del dolore… del male fisico… se ho qualcosa, io penso subito a un tumore…

Quando mi venne fuori la tiroide, mi uscì anche un’allergia proprio per la paura che provai…

Anche ora se qualcosa mi turba, mi viene l’allergia e mi viene prurito… (intende una forma di orticaria, ndr).

Se prendo paura mi agito e mi vengono fuori all’improvviso gli sfoghi e il prurito…

§ Sempre in parti diverse del corpo…”.

Detto questo, cambia subito discorso e riparte a mitraglietta:

*** “Molti anni fa fui operata di colecisti (in realtà si tratta di poco più di un anno prima, ndr) perché avevo i calcoli e non riuscivo ad andare in bagno… ho sofferto parecchio di colite, in seguito… come i dolori da parto…”.

La interrompo per domandare cosa ricordi del parto:

*** “Il parto?…

È stato uno stress: credevo di morire e poi con tutte quelle mani addosso e tutti i medici intorno… sembrava una sala operatoria, non una sala parto!…”.

A questo punto incrocia le braccia e le gambe, sposta lo sguardo dal muro al pavimento e comincia a controllare l’orologio. Decido di interrompere la consultazione, anche perché sento i bambini piangere in sala d’attesa.

Mi alzo per uscire dallo studio e le domando di svestirsi e accomodarsi sul lettino per l’esame obiettivo. Irene mi guarda come se avessi pronunciato un’eresia:

*** “Non ho mai sentito dire che un omeopata visiti i pazienti sul lettino. Non mi sembra proprio il caso…”.

Le rispondo che è una sua scelta, che rispetto ma non condivido. Decido comunque di uscire dallo studio sperando che cambi idea, al mio rientro, pochi minuti dopo, la ritrovo seduta come prima.

Alcuni suggerimenti da Suggesta:

MIND: TOUCHED: aversion of being (81) – MaMa

MIND: NOLIMENTAGERE (47) – MaMa

MIND: MEDICINE, drugs: averse to (18) – MaMa

DREAMS: many (280) – PhSR

DREAMS: adventurous (6) – Allen

GENERALITIES: SLEEP: amel.; during (14) – BoeCv

GENERALITIES: SLEEP: amel.; after (77) – BoeCv

HEAD: HEAD PAIN: LOCALIZATION: Forehead: extending: occiput, to (64) – PhSR

HEAD: HEAD PAIN: STUNNING, stupefying (133) – BoerO

HEAD; HEAD PAIN; general; coryza; with (101) SGT – Genitalia; Female; menses; irregular (125)

URINARY: BLADDER: MENSES, ailments before and during (15) – Boer

THROAT: TENSION (43) – PhSR

THROAT: SWALLOWING: difficult (238) – BoerO

GENITALIA: FEMALE: MENSES: MENORRHAGIA, profuse: protracted, and (109) – HaEM

GENITALIA: FEMALE: OBSTETRICS: ABORTION, miscarriage (164) – HaEM

MENS: SEVERE MOOD DISTURBANCE, insanity: delivery, parturition: after, puerperal (36) – BoeCv

GENERALITIES: FOOD and drinks: sweets: aversion (45) – BoCM

GENITALIA: FEMALE: MENSES: delayed in girls, first menses (73) – LiSa.

Nella mia esperienza, anche gli altri casi di Senecio che ho trattato con successo presentavano una cornice generale che li avvicina ad Arnica: un simile atteggiamento stoico, la negazione ostinata del loro disagio, il problema di doversi riconoscere come paziente. Di conseguenza il difficile rapporto con la medicina, i suoi rappresentanti, gli esami, i farmaci. Devo confessare serenamente che avrei avuto serie difficoltà a riconoscere e prescrivere Senecio nei miei primi casi, in assenza dei cosiddetti sintomi locali. In parte proprio per la particolare ritrosia nella relazione con il medico – e non posso escludermi da questa schiera – in parte perché Senecio non è uno di quei rimedi che si riconoscono facilmente in prima battuta.

Con l’esperienza ho imparato ad attribuire un valore diverso e dirimente alla particolare introspezione di Senecio, alla ricerca di una sua presenza più autorevole sul piano intellettuale e non solo di prestazione fisica, al suo comportamento così alternante, evidente persino nel corso di un’unica consultazione. Quest’ultimo aspetto mi sembra di specifico interesse, probabilmente è il responsabile della superficiale definizione di isteria che ritroviamo nel Repertorio: un termine davvero improprio e spesso usato a sproposito ogniqualvolta l’omeopata di turno si trovava di fronte a comportamenti e sintomi apparentemente incoerenti.

Senecio, come Arnica e i suoi simili, manifesta evidenti difficoltà con la sua genitorialità, ma è più comune incontrare ripetuti aborti seguiti da una sorta di decisione finale accondiscendente. Nei soggetti di sesso maschile incontriamo ripetuti rifiuti di diventare padre, ai quali il paziente finisce per soccombere per molteplici ragioni. Di conseguenza sono molto più comuni disagi e sofferenze che seguono l’esperienza di genitorialità, spesso la famiglia nucleare diventa un peso raccontato con evidenti difficoltà, persino a riconoscere la realtà dei comportamenti più che legittimi della prole.

Diversamente da Arnica, Senecio riporta più facilmente e in prima battuta il suo vissuto onirico, persino nel proving compaiono quei tanti sogni avventurosi e di conflitti che la maggioranza dei suoi simili tendono, anche inconsapevolmente, a censurare.

Le cefalee davvero intense e che tipicamente irradiano dalla fronte all’occipite sono un’altra caratteristica di Senecio.

Molto interessante una generale precocità di questo rimedio, una maturità anticipata, persino un aspetto più adulto dell’età anagrafica a fronte di una pubertà ritardata, non solo del menarca posticipato, come riporta anche il Repertorio, nel quale Senecio sembra declinato piuttosto al femminile, probabilmente a causa delle evidenti meno-metrorragie.

Nella mia casistica ho riscontato, inoltre, una comune sintomatologia che non è riportata in letteratura: le eruzioni urticarioidi concomitanti a emozioni intense, soprattutto di tipo pauroso, di cui ancora Senecio parla con esplicita minore difficoltà rispetto ad Arnica e altri similari.

TERAPIA

Suggerisco pertanto SENECIO AUREUS 1LM che Irene assume per 2 settimane per poi presentare uno dei suoi soliti episodi di cefalea. Dopo di che non riesco più a sentirla, tanto che penso abbia preferito interrompere la terapia.

SECONDA VISITA

Vengo invece contattato dopo circa 3 mesi per una copiosa metrorragia già in atto da diversi giorni. Consiglio di

ripetere il rimedio e l’emorragia migliora in poche ore. Ci rivediamo su sua richiesta dopo la risoluzione dell’episodio.

Trovo Irene piuttosto diversa: aumentata di peso, truccata, vestita con un bell’abito molto scollato. Questa volta il suo eloquio è vivace ma costante. Restano sempre le lunghe pause dopo le quali dice brevemente qualcosa.

Riporta spontaneamente:

! “Dopo un po’ che prendevo le gocce, non andavo più in bagno e smettendole, di mia iniziativa, ho ripreso ad andare bene…

Ma io mi sento meno stanca e non ho più gli occhi pesti e mi sento più energica”.

Domando se abbia notato altro:

!! “Ho meno sonno e non ho più così tanta voglia di dormire… Li ricordo di meno, i sogni… forse sarà per questo che dormo meglio”.

Dopo una lunga pausa aggiunge spontaneamente:

** “Mi è calato tantissimo il desiderio sessuale… non ne avrei mai voglia… sono una frana completa… e non farei mai l’amore.

Prima, se stavo senza avere rapporti, cominciavo a sognarmelo, adesso non mi succede più… neanche.

Lo scorso mese le mestruazioni mi sono durate due settimane… e dopo le gocce mi sono passate subito…

Ho avuto un rapporto e ho sentito male alla penetrazione.

È proprio che non ho il desiderio… non lo sogno neanche più…”.

Detto questo, Irene resta a lungo in silenzio.

Le domando che effetto le faccia quanto mi sta riportando:

** “[Mio marito] non mi dice niente, ma mi tratta da cani…

In compenso mi sento più tranquilla e anche i bimbi li tollero di più… prima mi sembrava che qualcuno mi soffocasse per l’agitazione che mi veniva… mi arrabbio molto meno con i bambini”.

Dopo un’altra pausa domando come sia andato il mal di testa:

!! “Il mal di testa mi è venuto solo una volta alla settimana e poi quando ho avuto quel flusso forte…

Mi sembra di digerire meglio e mi sento più in me stessa

Ma proprio adesso ho mal di testa e, se non le spiace, preferirei andare a casa…”.

Ovviamente non posso che assecondarla.

TERZA VISITA

Le consiglio di ripetere il rimedio due volte alla settimana circa e ci rivediamo dopo 3 mesi:

!! “Da quando prendo regolarmente le gocce sto veramente bene: non mi sento più ansia e sono meno gonfia e… mi è tornata la voglia di vivere… mi sento bene e sono serena e mi è andato via il nodo in gola.

Sono andata SOLA al mare con i miei bimbi… in un altro momento avrei avuto paura, o forse avrebbero avuto loro paura.

§ Tutto mi avrebbe spaventato… § avrei avuto paura che mi potesse succedere qualcosa la notte o la paura di perderli in spiaggia.

Avevo sempre la paura di stare male e quello mi bloccava tanto…

Al mare ho anche notato che tollero meglio il caldo… mentre prima mi sembrava di soffocare… con questa temperatura di solito ero in panico… adesso è una cosa normale”.

Resta di nuovo in silenzio.

Le domando se abbia notato altro:

!! “Con l’intestino le cose vanno benissimo…”.

Dopo un’altra lunga pausa le domando se abbia notato qualcosa in merito al suo desiderio sessuale:

*** “E’ morta… non la sento più… prima della cura non mi succedeva.

È cambiato qualcosa da dopo la nascita dei bimbi… ad essere sincera. La volta scorsa le dissi che era una cosa recente, ma non è vero.

Anche se ci fosse il mio attore preferito… prima se stavo una settimana senza avere rapporti me lo sognavo la notte, ma prima prima…

§ Ho l’orgasmo… ma durante il rapporto non sento niente… ho sempre avuto un orgasmo clitorideo e ora ce l’ho ancora, ma all’interno non sento niente… a volte mi fa anche male… la sera scorsa ho messo la borsa del ghiaccio perché avevo delle contrazioni in fondo, come se fosse il ciclo…”.

Detto questo, cambia spontaneamente discorso:

!! “Dormo le ore che devo e non ho più così tanto sonno come prima.

§ Ho sognato che facevo un viaggio molto lungo e che alla fine arrivavo a destinazione in un posto che sentivo più mio.

Ma ci è voluto di tutto… dal treno al somaro… però sono arrivata in un buon posto… non mi chieda niente, perché non ricordo altro…”.

Cambia ancora spontaneamente discorso:

** “La sera ho la spalla indolenzita come se avessi portato dei pesi tutto il giorno… e poi mi passa e poi mi torna… è un indolenzimento che mi parte dal collo.

Sono anni che ho questo disturbo… non mi manca la forza, ma mi sento bloccata a fare certi movimenti e ci sono sere che mi arriva a fare male fino a giù, come se avessi tenuto dei pesi tutto il giorno.

§ Non gliene avevo mai parlato perché non mi va di nominare tutti i miei mali”.

Dopo una lunga pausa le domando come vada il rapporto con il cibo:

! “Sono più sgonfia… ma se mi metto sulla bilancia, non ho un etto in meno… I vestiti mi vanno più larghi, ma non peso di meno”.

Irene non vuole aggiungere altro e dopo un’altra pausa mi informo circa il rapporto con i bambini:

!! “Sono molto più tollerante con i miei figli… mi fa un po’ effetto dirlo, ma mi sento uno spirito materno che non ho mai avuto.

Prima forse ce l’avevo con mio marito e ora sto recuperandolo con i miei bambini. Mi faceva notare che facevo di tutto per lasciarli a casa e andare via sola con lui… ora è un po’ diverso, ma forse andrei via con un altro…”.

Sorride ma non vuole aggiungere altro.

Le domando se vuole aggiungere qualcosa:

** “Ho pensato di cambiare sigarette (???) perché ero arrivata al punto in cui non le sentivo più… al mattino, ho un senso di difficoltà a tirare il fiato… poi mi riprendo.

Le ho cambiate e con queste noto più fastidio perché le sento più forti.

Il mal di testa non ce l’ho proprio più… ma pensa che sia per la cura che mi ha dato?

Eh, quante cose che fa questa cura… pensavo che fosse perché avevo cambiato marca di sigaretta… e… a dire la verità non me ero nemmeno accorta.

Ma sono diversi mesi che il mal di testa non lo sento più…”.

Dopo un’altra lunga pausa, le dico che mi piacerebbe ritornare al discorso del rapporto con il cibo:

!! “Mangio molto meglio… ogni tanto ho l’impulso di mangiare continuamente e poi mi passa… avevo un mal di pancia terribile e non mi sono venute le mestruazioni… ma era come se mi venissero… quando dovevo avere il ciclo fumavo di più e mangiavo di più.

Ora mi dedico più attenzione e mangio pensando che è una cosa che mi fa bene.”.

Ancora un lungo silenzio che decido di interrompere con una domanda diretta in merito al pensiero dello zio:

!! “Prima quando parlavo di mio zio mi sentivo male e mi veniva il magone… adesso non mi succede più. La vedevo come una cosa che non era successa… adesso non mi dà più angoscia e ne posso parlare tranquillamente e mi sembra che sia successa una cosa naturale. Prima era come una cosa che non sarebbe dovuta succedere, ora non mi dà più panico.

Me lo sono sognato che andava su un cavallo a dondolo e poi su un asinello di quelli piccoli, come hanno in Egitto…”.

Dopo un’altra pausa le domando se sia mai stata in Egitto:

“Dell’Egitto mi piace solo l’idea che ci sono le mummie… così almeno si resta immortali dentro…

E dell’asino… posso dire che era piccolo e carino: non certo quello di un comandante o di un guerriero…

Ma di un uomo: buono e comprensivo. Come non è mio marito.”.

Le domando chiarimenti:

!! “Ho pensato di andare a fare una di quelle terapie di coppia.

Non abbiamo mai avuto una buona intesa sessuale. Io ho sempre dovuto pensare ad altri per eccitarmi davvero. Glielo ho detto e lui mi ha confessato che non gli interessa affatto… forse forse penso che quasi gli piacerebbe se ci vedessi qualcun altro quando lo facciamo.”.

Le chiedo se lei ci abbia mai pensato:

“Ho avuto una relazione con un altro uomo qualche mese fa e la cosa mi ha un po’ scombussolata. Ci devo pensare bene, perché quello di prima non era sesso e nemmeno amore.

Piano piano mi metterò in sesto. Non ho mai voglia di avere un rapporto che mi sa di poco. Sono molto diversa da prima…

Quando ce li ho, sono soddisfacenti adesso, ma le cose sono chiare con lui (intende l’amante). Mi sento un po’ male per questo.

Non ho più dolori e contrazioni dopo i rapporti.

A ogni rapporto avevo delle perdite… prima. Non glielo avevo detto.

Mi sembrava di avere preso delle botte dopo… ho la carne ammaccata se ci penso… mi sentivo indolenzita le membra, le braccia e il collo.”.

A questo racconto Irene non vuole aggiungere altro. Le domando come siano andate le ultime mestruazioni:

!! “Va troppo bene con le mestruazioni: da mesi mi vengono regolari e smettono regolari e mi tornano normalmente… non sento alcun dolore e sto benissimo, anche di umore e niente mal di testa.

Ho smesso la Levotiroxina del tutto e va benissimo. L’ho detto al mio medico che mi ha detto che mi tornerà (ipotiroidismo)…

Ma mi dicono che ho fatto un cambiamento incredibile in casa. Mi sento bene e ho più voglia di fare le cose e mi sento più forte…

È una cosa che mi sento dentro.

Mia madre dice che lei mi ha sconvolto la vita… faccio le cose che mi piace fare, prima rinunciavo di più, un po’ a tutto.

Forse perché mi sento bene o perché l’entusiasmo viene con la salute.

Se mio figlio aveva la tosse, prima mi veniva il panico, ora dico che gli passerà… ho un modo di vedere la vita diverso.

Poi sono dimagrita e (lei) non mi dice mai niente…

Ho un po’ la sensazione generale che la mia vita non sia più una lotta come prima e poi… mi sento che non devo correre più via e mi va di affrontare le cose.

Non sono andata a fare la terapia di coppia perché mio marito non ci è voluto venire…

Allora l’ho costretto a parlarne a lungo e sono molto soddisfatta.

Penso che lui verrà a trovarla.”.

QUELL’OCCASIONE. Non era solo quello, ma se sui miei documenti fosse risultato che non ero perfetta chissà se mi facevano entrare.

PER ME QUEL LAVORO ERA LA MIA VITA: volevo fare l’insegnante di ginnastica da quando ero bambina!

Da allora lo sento quando il rene non sta proprio bene: mi fanno un po’ male le gambe e la schiena, specie quando arriva il ciclo… e quindi vado un po’ di meno in palestra… mi riposo… e senza dire niente a nessuno facendo un allenamento diverso…

§ Invece di tirare tanto… IO MI DEVO muovere… ma senza fermarmi e soprattutto senza esagerare: una roba continua ma dolce…

Non lo sa nemmeno mio marito (ptosi renale e necessità di riposare in quei frangenti, n.d.r.) e lo dico a Lei solo perché è un medico. E non glielo dico nemmeno tanto volentieri…

Però fumo… è l’unico vizio che ho e non ce la faccio a smettere…”.

Le domando se abbia avuto altri problemi di salute in passato:

** “Le mie orecchie: è cominciato tutto con l’orecchio sinistro.

Non ci sento perché ero pazza per i tuffi… e ne feci uno che mi scoppiò il timpano e so che rischiai una meningite (???). Dopo qualche mese il timpano si ruppe di nuovo con un raffreddore… quelle cose lì non si aggiustano tanto facilmente!

§ HO SEMPRE SOFFERTO MOLTO DI OTITI § ricordo spesso un gran male di orecchie… mi è durato per tutta l’adolescenza. Ma io facevo finta di niente: sono capace!

Poi anche da adulta perché IO anche in Inverno vado a correre tutti i giorni alle 5,30 del mattino… e non fa sempre caldo…

§ Se prendo freddo alle orecchie poi mi viene male… ma non riesco a correre con quelle cuffie di lana in testa… che sembri un derelitto…”.

Detto questo le chiedo se è proprio sicura di non avere avuto altre patologie o ricoveri:

** “Gravidanze… ne avrei avute due. Ma la prima non è andata a termine… non si era sviluppato ed ebbi un’emorragia così forte con delle contrazioni, che avevano paura si stesse proprio rompendo l’utero § mi dissero così…

Feci un raschiamento in anestesia locale…”.

Mariana si blocca. Dopo una pausa le domando se può raccontarmi cosa ricorda di quell’esperienza:

*** “Senti e vedi tutto… ma è come se non ti facessero nulla…

Li vedi solo che sono lì in basso che lavorano… mi sembravano quei meccanici che lavoravano nelle officine di una volta: quelli con i soldi oggi hanno il ponte… ma quegli altri lavorano ancora in quella buca…

Però per i 6 mesi successivi ero debilitata… in crisi…

§ Non era stata cercata… e… a dire il vero io proprio non la volevo quella gravidanza…

Poi in 24 ore nemmeno mi hanno fatto quell’intervento… e sono sicura che sono stati LORO che mi hanno causato il prolassoprima non ce l’avevo: ero tutta a posto. IO!

§ Forse mi venne un po’ di depressione… ma, sinceramente, fu soprattutto per l’operazione. IO NON CI VADO PROPRIO D’ACCORDO CON MEDICI E OSPEDALI…

Poi ho avuto difficoltà a restare incinta, perché quelli dicono che l’utero era rimasto compromesso…

Ma era mio marito a dispiacersi di più. Così ho fatto di tutto per me… e poi l’ho accontentato…

LORO mi avevano detto di non provarci nemmeno, per via del prolasso. E allora anche per quello ho voluto fargli vedere di che pasta sono fatta. IO LE CONOSCO LE MIE CAPACITA’ DI RECUPERO, me l’hanno sempre detto da quando faccio sport: una volta rotto il fiato, IO poi vado come un treno.

§ Ci sono quelli indistruttibili… io non sono così, ma risorgo da quelle che loro pensano siano le mie ceneri…”

Mariana resta a lungo in silenzio.

Dopo una lunga pausa le domando se abbia sofferto di qualche problema in quella sfera in seguito:

*** “Adesso è fastidioso… essendo rimasto retroverso e mobile (utero prolassato, n.d.r.) si appoggia sull’intestino o sulle ovaie: si alza e si abbassa (???) e non devo andare sotto al mio peso perché poi si abbassa tutta la zona bassa… e mi fa gonfiare la pancia e poi non vado in bagno…”.

Mariana cambia repentinamente argomento, apparentemente senza un nesso evidente con il discorso precedente:

** “IO DORMO MOLTO E HO UN SONNO PESANTE E NON SENTO NIENTE… dormo solo la notte dalle 11 alle 7 ed è dura svegliarmi… e se non ho sonno, leggo un po’ e poi mi addormento…

Difficilmente sogno e potrei contare le volte che ho sognato

§ Dormirei fino alle 9 la mattina… mi devo proprio violentare per alzarmi così presto e andare a correre

Mi forzo e poi mi sveglio, ma dopo essermi lavata la faccia con acqua gelata… mi sveglio allegra… serenamente… e posso cominciare la mia giornata.

§ È una sfida con me stessa tutte le mattine: io detesto il freddo… ma so che è un’abitudine molto sana!”.

Dopo un’altra lunga pausa, decido di farle notare che mi sembra avesse richiesto un appuntamento urgente e non mi sembra di averne ancora colto il motivo. Mariana arrossisce:

*** “Le dicevo che ho sempre avuto dolori al seno prima del ciclo… ma poi scomparivano. Poi iniziai ad averli di più… allora cominciai con delle fitte, qualcosa di pungente e forte e ripetuto: proprio dove ho la ciste…

Prima era solo come se avessi un livido… e da quello ho iniziato a impensierirmi…

§ Adesso mi viene se faccio degli sforzi intensi… mentre prima lo avevo anche di notte e per nulla…

In ospedale mi hanno fatto i complimenti perché non mi sono lasciata sopraffare e ho ripreso subito a fare tutto (intende che subito dopo l’intervento di mastectomia ha ripreso immediatamente la sua vita di prima, n.d.r.)!

Andavo a correre con un tutore per non sentire troppo male al petto…”.

Mariana resta ancora a lungo in silenzio.

Le faccio notare che immagino ci sia qualcosa di molto doloroso e difficile da raccontare:

*** “Il dolore si ripercuoteva fino all’ascella e sul capezzolo… con un indurimento e toccandolo diventava dolorante… non più come se fosse solo un livido

Io l’avevo capito che NON POTEVA più essere solo un livido…

Adesso sto bene… ma in quel periodo mi ero gonfiata e mi sembrava di essere piena di liquido… e non stavo più nei vestiti… poi presi il Cardo mariano e un altro drenante e mi sgonfiai completamente…

Ma ero tanto gonfia… come quando ero in gravidanza… ma subito dopo l’intervento sono tornata alla mia taglia 42…

Mi hanno tolto tutta la mammella per un cancro al seno (adenocarcinoma mammella destra, n.d.r.) che mi hanno trovato per caso facendo un controllo. Solo perché IO ho insistito.

Ho preferito che non mi abbiano fatto solo una quadrantectomia… è sempre meglio togliere tutto… e non ci sono linfonodi compromessi…

Ora sto facendo la prima terapia chemio. E poi prendo delle altre cose omeopatiche (in realtà vari integratori e nessun rimedio, n.d.r.)…

§ Io ho sempre avuto il pallino del cancro al seno perché ho un seno fibrocistico… e facevo i controlli ogni 6 mesi e mi dicevano che andava tutto bene. Mi dicevano di stare tranquilla perché quelle robe brutte non fanno male (solitamente non procurano dolore, al contrario di quanto le accadeva, n.d.r.)…

Dopo 4 giorni ero in sala operatoria…

§ Ho sempre avuto paura… mia nonna non fu salvata 60 anni fa… poi una mia cugina…

IO NON HO MAI AVUTO PROBLEMI DI NIENTE E SONO UNA SPORTIVA E SONO MOLTO FORTE E NON MI AMMALO MAI E NON PRENDO NEMMENO L’INFLUENZA…

SONO SEMPRE STATA BENE…

Le domando come mai insista nel sottolineare di essere sempre stata bene:

** “Mi sono solo fatta male molte volte cadendo dalla bici da corsa… mi ruppi il gomito e poi la spalla… e poi un colpo in testa… e una gran brutta botta in fondo alla schiena con una frattura alla coda (coccige, n.d.r.)…

Dice il mio osteopata che quella non è facile da aggiustare… infatti ora soffro anche troppo spesso di dolori alla schiena, ma come mi riprendo riparto subito!

Mi hanno detto di smettere, ma ho deciso IO quando. Per questo ora vado a correre… ma qualcuno mi dice che sia ancora peggio che andare in bici.

§ Ormai basta uno starnuto o un colpo di tosse… nemmeno troppo forte, ma evidentemente quello giusto e… non posso nemmeno restare a letto perché non ci resisto bloccata così.”.

Le chiedo se se la senta di parlarmi di questa sua esperienza:

*** “Mi è venuta una forza quando l’ho saputo: io lo volevo togliere tutto subito!

Conosco un chirurgo – un mio vecchio amico – e sono andata da sola in ospedale: non ho voluto nessuno

Io in queste cose… io reagisco… mi viene una forza incredibile!

Ma questa volta no… poi sono crollata e ora piango per niente…

IO faccio un sacco di attività sportiva e sono sana e non ho problemi… ma ora basta una parola…

Non mi piace l’idea della parrucca… che è comunque finta… preferisco quegli stracci fino a che reggo (intende foulard e altri copricapo, n.d.r.).

Poi ho avuto un’infezione al seno operato e poi QUELLI mi hanno messo il port che si è subito infettato anche lui e sono stata malissimo e ancora giù antibiotici…

Io anche da bambina NON HO MAI PRESO ANTIBIOTICI… solo l’idea mi dà fastidio e mi sfinisce più della chemio…

IO ho solo bisogno di dormire e di mangiare. Quelle che ho conosciuto se hanno la nausea non mangiano.

IO HO BISOGNO DI MANGIARE…”.

Dopo una lunga pausa le domando se anche ora stia seguendo quella sua dieta:

** “Io adoro mangiare e sono golosa di cipolle e carne

Adoro la carne… e proprio ora non posso eliminarla del tutto, come insistono tutti a consigliarmi…

Da bambina per Natale mi facevano la bistecca…”.

Mariana mi confessa questo con lo stesso tono con cui prima diceva di non potere fare a meno del fumo.

Dopo un’altra lunga pausa le domando qualcosa sul sonno:

§ ** VA MALE IL SONNO… da quando ho avuto i figli (???)…

§ Il bambino mi svegliava di notte… ma da ragazza andavo a letto e dormivo ore…

Adesso zero…

Dicono tutti che tutti sogniamo… ma io non me li ricordo per niente…”.

Le chiedo se abbia una sua idea in merito a questa difficoltà di riposare:

**** “La notte, i pensieri sono più intensi e io volevo evitarli.

Secondo me di notte la mente è più lucida e se hai una situazione… è molto più nitida…

Non so dove ho trovato tante volte la forza…

Mi piace tanto leggere però… per me è proprio come un estraniarsi…

Leggere e attività fisica… io non so darmi dei limiti!

Ma adesso la sera sono troppo stanca… e al momento che sono lì che sto per addormentami… ho bisogno di sfogarmi… e allora penso che almeno tra poche ore mi sveglio e vado a correre…

Per me è un’esigenza. È come andare dallo psicologo: dopo arrivo a casa contenta e rilassata e affronto tutto meglio… anche quando piove…

Se non lo faccio è una cosa che mi viene a mancare…

Quando io ho un pensiero, non voglio andare a fondo… non voglio pensare…”.

Il Medico Omeopata mi ha molto gentilmente offerto uno spazio per pubblicare diversi casi clinici del quinto volume della mia Materia Medica Clinica, i rimedi simili ad Arnica, considerando che non so se e quando una versione italiana andrà mai in stampa. A questo punto penso ci sia poco da aggiungere al profilo del modello antropologico rappresentato dal rimedio Arnica montana.

Vediamo allora cosa può distinguere Bellis perennis, partendo prima dai dati presenti in letteratura per passare alle mie personali aggiunte (come sempre estratte da più casi clinici seguiti per anni senza avere mai dovuto cambiare il rimedio, sia per i sintomi cronici che per quelli acuti).

Alcuni sintomi presenti nella maggioranza dei repertori:

Genitalia: Female breast illnesses: tumors, cancer (114) – LiSa

Genitalia: Female: sensation: sensation, metaphorical, as if: pulling upwards, as if uterus is (2) – StJa.

Generalities: Cold: amel. (169) – Boe

Generalities: Cold: amel.: air (119) – JuOA

Generalities: Eating: after: amel. (119) – JuOA

Generalities: Food and drinks: meat: desires (89) – StJa

Generalities: Motion: amel. (214) – Boe

Generalities: Motion: amel.: continued (58) – MeJu

Generalities: Motion: desires (79) – MeJu

Generalities: Injuries, blows, falls and bruises: operation, disorders from (43) – Boe

Generalities: Pain: superficial pains (316) – BoeCv

Generalities: Pain: superficial pains: sore, bruised (307) – Boe.

Back: Back pain: general: localization: lumbar region, lumbago: menses: during (84) – JuOA

Back: Back pain: acute pains: stitching, shooting: concomitant: coughing (12) – StJa

Back; Back pain; general; lying, while; agg. (56)

Back: Back illnesses: injuries of the spine (34) – Schm

Back: Back illnesses: injuries of the spine: concussion of: spine (7) – Boe

Back: Back illnesses: injuries of the spine: localization: coccyx (6) – Schm.

Eye: Eye illnesses: discharges of mucus or pus (159) – StJa.

Qualcosa che descrive il difficile rapporto con il dolore:

Mind: Anxiety: pains, from (62) – StJa

Mind: Despair: pains, with the (38) – Boe

Altri sintomi che ho aggiunto nel Repertorio Suggesta:

Genitalia: Female illnesses: prolapse: uterus: concussion, after (2) – Mang

Genitalia: Female illnesses: rupture, uterus: rupture (1) – MaMa

Genitalia: Female breast illnesses: nodules, in: painful (3) – Mang

Genitalia: Obstetrics: puerperal: uterus: prolapse of uterus (9) – Mang

Genitalia: Female: menses: painful, dysmenorrhea: exertion physical, amel (2) – Mang

Genitalia: Obstetrics: pregnancy: during (136) – Mang

Generalities; Pregnancy; slow recovery from (9)

Generalities; Pregnancy; ailments; during (134)

Generalities; Pregnancy; ailments; after (14)

Generalities: Food and drinks: vegetables: carrots: desire for (8) – Mang

Generalities: Food and drinks: vegetables: onions: desires, raw (29) – Mang

Generalities: Food and drinks: vegetables: tomatoes: aversion (19) – Mang

Mind: Ailments from: delivery, parturition, after, puerperal (15) – MaMa

Mind: Anxiety: exercise: amel. (8) – Mang

Mind: Dependence, addiction: unconventional medicines, supplements and similars (11) – MaMa

Mind: Delusions, imaginations: machinery, describe himself like a (6) – Mang

Mind: Delusions, imaginations: well, he is (23) – Mang

Mind: Integrity, concerned about the, of his body (24) – Mang

Mind: Medicine, drugs: refuse to take the (14) – Mang

Mind: Negation, of his condition (28) – Mang

Mind: Exercise: physical: amel. (38) – Mang

Mind; Exercise; physical; compulsive (27): MaMa

Mind: Stoic (23) – Mang

Dreams: unremembered (114) – Mang.

Bellis perennis, come Arnica, tende a descrivere il suo corpo come un oggetto meccanico ma, nella mia esperienza, si distingue non tanto per la sua obbligata incorruttibilità, resistenza e prestanza, quanto per la sua dichiarata ed eccellente capacità di ripararsi.

Bellis ammette che la sua macchina si può anche guastare, ma è estremamente fiero di un concetto ben noto a chi studia i sistemi complessi, quelli capaci di superare momenti di crisi non solo autoriparandosi, ma addirittura migliorando la propria organizzazione e resilienza. Purtroppo non è proprio quanto ho sperimentato nei casi di Bellis trattati con successo: restando al lessico della complessità si tratta, piuttosto, di un feed back positivo: un momento in cui si rinforza quel modo di funzionare senza mettere in discussione il “come mai”. Questa peculiarità della Margheritina è così marcata da incontrare pazienti che coltivano professionalmente l’hobby di riparare mac

chinari rotti, occupandosi di fatto di una parte di se stessi. Altri sognano di prodursi in riparazioni pressocché impossibili. La nostra Mariana faceva entrambi, ma verrò a saperlo solo alcune settimane dopo.

Similmente ad Arnica, la tendenza a rimuovere, più o meno consapevolmente, il vissuto onirico è un’altra ricorrenza di Bellis, che sembra essere piuttosto un sognatore penitente. Non solo la sua corporeità risulta estranea ma, tra i “prodotti di questa”, ci sono spesso proprio i sogni che lo assillano, lo tormentano, lo costringono a riconoscere qualcosa di inspiegabile, illogico, irrazionale, qualcosa che solo succede. E succede pure troppo spesso.

Come Arnica, anche Bellis perennis contempla con estrema difficoltà l’idea di essere paziente, di doversi sottoporre a procedure mediche, di assumere farmaci. Ma è apparentemente paradossale, rispetto ad Arnica, l’atteggiamento estremamente risolutivo, ancora una volta meccanico, che predilige il gesto chirurgico come si trattasse di rimuovere una ruggine o di sostituire un pezzo.

Quasi tenera e innocente la dichiarazione irremovibile di non assumere farmaci, salvo rimpinzarsi di prodotti non convenzionali, assunti a iosa e costretta a un’autogestione discutibilissima e spesso del tutto infondata.

La nostra letteratura ci riporta quanto sia così interessante la specifica tendenza a sviluppare patologie importanti che interessano la pelvi: quello che ospita e le rispettive funzioni. Ho fatto alcune volte esperienza diretta, e in acuto, di quelli che sembrano i piccoli/grandi miracoli della medicina omeopatica in pazienti vittime di una rottura dell’utero. Proprio in quelle circostanze mi sono chiesto quanto certe evidenze diano ragione alle pazienti che si considerano grandi riparatrici, capaci di salvare il proprio utero in poche ore e dimostrare a “quelli” che affronteranno un altro parto senza il canonico cesareo.

Soprattutto in Bellis, purtroppo, la gravidanza e il parto sono spesso un’esperienza dimostrativa. Rispetto ad Arnica, la Margheritina si porta appresso segni più concreti, ben visibili di questo “trauma”. I prolassi sono i più comuni ma, nella mia esperienza, è soprattutto la grande e complessa sfera della sessualità a restare ferita, in entrambi i sessi.

Le patologie degenerative della mammella non sono specifiche di Bellis, anche se mi sento di affermare che sembrano più comuni che negli altri arnica-like. Semmai ho osservato la disarmante capacità di attraversare un’esperienza di quella portata come se fosse un’estrazione dentaria, quando poi una “fisiologica” gravidanza lascia segni apparentemente più marcati e permanenti.

Ho scelto proprio questo caso sia per la ricchezza di “sintomi omeopatici” presenti in letteratura, quanto per la chiarezza con cui Mariana declina i temi riportati nella sezione di Materia Medica del mio testo.

FOLLOW UP

Dopo circa due settimane di assunzione di Bellis perennis Q1, Mariana mi informa della comparsa di un dolore all’orecchio, quello con il timpano danneggiato. Suggerisco di interrompere il rimedio e vengo a sapere che ci aveva già pensato da sola qualche giorno prima. Nonostante la mia supplica di non assumere troppi altri prodotti, proprio per consentirmi di valutare meglio i risultati di quanto le suggerisco, Mariana continua imperterrita con i suoi integratori, vitamine e altro.

Ma l’otodinia non migliora. Consiglio allora di passare alla Q2 del rimedio e in poche ore i sintomi regrediscono. Mariana resta stupita e accetta di non assumere altro se non il rimedio a giorni alterni.

Ci rivediamo dopo circa due mesi dal primo incontro. Tutto sommato non trovo il suo aspetto troppo diverso da prima, se non per una evidente rilassatezza dei muscoli facciali.

!! “La prima cosa di cui mi devo lamentare è che prima almeno non me li ricordavo tutti i sogni che facevo. Sapevo di farli ma restavano lì.

Adesso mi tocca pure ricordarli e faccio ancora più fatica ad alzami al mattino: tanto che più di una volta non ce l’ho fatta ad andare a correre e sono rimasta a letto.

Ora ho deciso che ci vado solo 3 volte alla settimana… così non mi devo sentire in colpa.

§ In effetti non si tratta poi di sogni così nuovi… come quello che succede.

Sogno quello che vorrei fare di più durante il giorno… ma abbiamo solo 24 ore. E c’è il lavoro, mia figlia, mio marito, gli allenamenti… resta poco alla fine.

§ Io sono una patita di bricolage… ma più che costruire qualcosa, come fa mio marito, io amo riparare: riportare in vita oggetti del passato. Ora mi sono specializzata nei vecchi giocattoli di latta. Prima riparavo quelli di legno… ma è più facile. Solo che ci vuole tempo e poi devi andare nei mercatini, conoscere le persone giuste e trovare le vernici che si adattano di più a quelli di una volta.

Alla fine ho deciso che preferisco fare come gli artisti del restauro, invece che riverniciarli tutti lascio in evidenza quello che c’era. Diversamente ti perdi il colore originale… e poi è bello vedere che sono VECCHI ma funzionano, dopo tutto. Il bello è proprio quello lì… non presentarli come se fossero usciti dalla fabbrica.

§ Ora mi sto specializzando sulle trottole, quelle grandi e quelle piccine…”

Le domando cosa la intrighi tanto delle trottole:

!! “In realtà penso che siano un tentativo di farti pensare al moto perpetuo… ma in fondo è solo una questione di punti di vista.

§ Io credo che il moto perpetuo sia legato all’idea che la terra non smette mai di girare, su se stessa e intorno al sole. In realtà smetterà… semmai non sappiamo quando. E ci sembra per sempre. Forse… se potessimo leggere i pensieri di un lombrico anche lui pensa di noi che viviamo per sempre. E non è proprio vero…”

Dopo una lunga pausa le domando se ricordi qualcosa di più preciso di questi sogni:

!!! “Intanto sono TROPPI e, per favore, faccia qualcosa perché io DEVO dormire.

Mi ero messa a riparare i cavallucci a dondolo perché li sognavo spesso.

Io sono cresciuta vicino a una fattoria e mi ricordo il vecchio che litigava sempre con suo figlio. Il vecchio amava le sue vacche. Ma lui era cresciuto con poche… e che avevano tutte un nome e quando diventavano vecchie le lasciava lì… a finire la loro vita, come ogni altro animale da compagnia.

Il figlio ha trasformato l’azienda. Fa un sacco di soldi… ma ha perso l’anima… l’ha venduta.

Io da bambina me le sognavo spesso quelle mucche… anche le galline. Fosse stato per lui non ci faceva nemmeno il brodo con quelle vecchie…

Una volta sua moglie gli tirò dietro un forcone perché lui le disse di farsi il brodo con una sua gamba…

§ Era un uomo che tutti consideravano… strano. Ma penso che non capissero. Non è facile.

§ Ho ripreso a fare diversi sogni con parecchi animali… non so dire di che età…

Ma non sono inquietanti… se non uno in cui scappavano tutti per tornare in un bosco… ma non l’ho capito: le galline e gli asini non hanno mai abitato un bosco… non so…

Ma, La prego, mi dia qualcosa che mi faccia sognare di meno. Ho letto che dipende dal fegato se uno sogna troppo… forse il mio ha bisogno di aiuto e quando prendevo il Cardo mariano sognavo di meno…”.

Dopo una lunga pausa Mariana mi fissa seriamente:

!! “Ho preso una decisione… la volta scorsa non sono stata in grado di dirlo, non sapevo cosa Lei pensasse e voglio che sia Lei a prendere questa responsabilità.

Ma ho deciso che non farò la chemio. La prima è stata più che sufficiente… e non so se sia stato peggio quello che mi ha fatto quella flebo o come e dove me l’hanno somministrata. Ma se devo morire, voglio morire come vuole il mio essere…

Tanto morirei lo stesso, ma per quei veleni che mi intossicano…

Ovviamente ne ho parlato con l’oncologa. Apparentemente è stata molto comprensiva. Apparentemente.

§ Alla fine mi ha detto che è inutile che vada in ospedale perché loro non mi possono monitorare se io non seguo il protocollo.

§ Io le ho detto cosa ne penso solo dell’idea del protocollo e di quelle che loro chiamano PROCEDURA… non è una procedura. Cazzo!

È un’operazione… lì sotto ci sono IO. Stracazzo!

E il mio utero è prolassato dopo che ci hanno messo mano LORO… e se li avessi dovuti sentire, non avrei nemmeno partorito mia figlia…

Quindi… non è VERO che LORO hanno sempre ragione.

Posso anche accettare che io ne sappia meno di loro di medicina. È vero. Ma questo non significa che io non abbia una mia dignità e che sono io, e SOLO IO, che deve e può scegliere. Anche come morire.

Quindi… se la sente Lei… di prendermi in carico?

Se la sente Lei di seguirmi come medico per le robe di medicina che io non so e non capisco?

Ne ho parlato con mio marito che è d’accordo e sta qui fuori. Nel caso Lei volesse parlare con tutti e due…

Diversamente… mi spiace ma devo trovare qualcuno che mi segua come voglio io… come vogliamo noi. E vorrei proprio che fosse Lei.”

Le domando se vuole dirmi altro prima di fare entrare il marito:

“Il resto della mia famiglia non è d’accordo. Ma questo non è un problema.

Ho sempre visto mio padre come un esempio.

Lui era un prete e si è innamorato di mia madre… ed essendo un uomo tutto di un pezzo ha lasciato l’abito e ha trovato la forza di cambiare vita.

Ha fatto male, perché mia madre non l’ha mai ricambiato…

È stato lui che mi ha insegnato la disciplina e, soprattutto, quella dello sport.

Lui corre ancora le maratone… arriva tra gli ultimi ma arriva…”.

RISULTATI

Faccio entrare il marito e illustro loro la mia disponibilità ad accompagnarli in questa scelta, chiarendo bene quali sono i rischi medico-legali a cui mi sto esponendo.

Da allora sono passati più di dodici anni. Nel corso del tempo siamo arrivati alla Q7 che, da qualche anno, Mariana assume solo al bisogno.

Quell’orecchio resta un punto vulnerabile ai colpi di freddo, come pure il rachide, soprattutto se già accaldata. Bellis funziona sempre bene quando i dolori non sono fastidi occasionali che scompaiono spontaneamente.

Mariana ha smesso di assumere prodotti non convenzionali e di praticare sport in modo compulsivo. Non ha più avuto necessità di seguire regolarmente i trattamenti osteopatici, non per una mia richiesta, ma per una sua scelta motivata dallo stato di salute.

Abbiamo dovuto usare il rimedio con particolare frequenza nel passaggio della menopausa ma, dopo le prime settimane di Q7, sia le vampate di calore che i problemi di insonnia sono rapidamente migliorati. Ovviamente la patologia oncologica non ha più dato segni e Mariana è regolarmente seguita da uno specialista con cui collaboro.

Anche il marito è diventato mio paziente in seguito alla comparsa di alcune ernie lombari che gli impedivano di correre.

Non riporto altro per esplicita volontà di Mariana e la ringrazio comunque per avere voluto condividere questo pezzetto della sua storia.

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