XXII Congresso FIAMO

Federico Allegri Medico Chirurgo

Omeopata  MESTRE E VENEZIA

Specialista in Psichiatria

Direttore Scuola di Medicina Omeopatica di Verona

federico.allegri@omeopatia.org

 

XXII Congresso Fiamo

Orvieto, 20-22 marzo 2026

Si è dunque tenuto il nostro XXII Congresso Nazionale, di nuovo nella cornice orvietana, cittadina densa di storia e non dispersiva, adatta al tema del congresso, “L’attualità di Hahnemann in medicina”. Titolo ampio e aperto, da congresso, ma anche preciso e impegnativo, affrontato in una varietà di modi espressivi delle diverse prospettive presenti nella Omeopatia unicista italiana. Non trattandosi, evidentemente, solo di fedeltà a una tradizione, ma della capacità di mantenere vivo un metodo all’interno di un contesto medico e scientifico in continua evoluzione.

Quindi si è parlato di sperimentazione. Introdotti da un dettagliato percorso storico e insieme biografico di una delle maggiori autorità al riguardo, il Dott. Dominici, sono stati illustrati due nuovi proving, uno coordinato dal Dott. Signorini, l’altro svolto alla Scuola di Verona e illustrato dalla Dott.ssa Marcolin. Protocolli diversi, obiettivi diversi, risultati in entrambi i casi interessanti e arricchenti, indicativi degli spazi di aggiornamento possibili quando un modello è valido, quando è ancora attuale.

Ci si è confrontati con la metodologia scientifica nella raccolta di casi clinici con l’intervento del Dott. Fagone e con l’approccio al “Simile” illustrato in maniera sempre magistrale dal Prof. Bellavite, pur in un tempo concentrato. Possibili produttivi rapporti con il mondo medico ufficiale sono stati evidenziati dai contributi arrivati dalla Toscana (Dott.ssa Panozzo, Dott. Segantini) dove sono operativi progetti di collaborazione tra Medicina omeopatica e Medicina ufficiale. Si è ovviamente parlato di clinica omeopatica, con i dottori Abbate, Coco, Rigolon, Pifferi, Nuovo e Lambiase, Clauser, De Benedictis, Rota, in cui le esperienze cliniche hanno evidenziato l’efficacia di questa Medicina e i possibili modi di rapportarsi ai fondamenti dell’Omeopatia. Collegata, una necessaria illustrazione della Farmacopea Ufficiale italiana (Dott.ssa Della Bona). Si è parlato di storia, con il Dott. Di Salvo (il Repertorio di Tommaso Cigliano) e col Dott. Negro (l’Archivio Pompili) anche questi classici momenti di ogni congresso, mentre il Dott. Tomat ha proposto una lettura della dottrina dei Miasmi basata sulla infettivologia.

Sempre nel nome dell’attualità del pensiero hahnemanniano sono stati i contributi del Dott. Cichetti e della Dott.ssa Calieri, partiti dalle suggestioni che la fisica quantistica e la psicologia analitica evocano in ambito omeopatico. La nostra Medicina si è ritrovata più volte a confrontarsi e ad attingere a questi saperi, trovandovi chiavi e linguaggi atti a rilanciare la profondità del pensiero hahnemanniano. Analoghi spunti dalle scienze umane sono stati presi dal Dott. De Carlo. Originale è stato il lavoro del Gruppo Ca.Re.Vet FIAMO coordinato dalla Dott.ssa Sguerrini, che ha posto i grandi e attualissimi temi della soggettività e del vissuto del terapeuta nella pratica professionale.

La novità del congresso è però consistita nel “Laboratorio pratico con lavoro in gruppo” su un caso presentato dal Dott. Fontana. Raccolto il materiale clinico i presenti si sono suddivisi in sottogruppi distinti per modello metodologico seguito. Discusse e ipotizzate delle conclusioni, queste sono state portate in assemblea plenaria e lì confrontate tra tutti e col relatore, che ha informato e motivato il rimedio che ha risolto il caso, Ranunculus bulbosus. Una novità, questa del laboratorio, che ha coinvolto molti dei congressisti e che, migliorata nella logistica, potrebbe costituire una utile base per sviluppare il sempre evocato confronto tra modelli metodologici diversi.

Nuovamente confermato è stato il valore della presentazione delle tesi preparate dai diplomati delle Scuole FIAMO, con l’evidenziazione di tutto il loro percorso formativo alle spalle. Vincitrice è risultata la veronese Dott.ssa Maria Luisa Pasut, ma tutte le concorrenti (Dottoresse Falaschini, Muscianisi, Nanti, Reina: il futuro dell’Omeopatia sembra essere al femminile) hanno presentato lavori interessanti e approfonditi. Complimenti a tutte, complimenti alle Scuole, pilastro fondamentale di FIAMO, senza il cui contributo sembra difficile immaginare lo svolgimento del congresso nazionale.

La presentazione di una neonata associazione di sostenitori omeopatici (un segnale che richiama all’attenzione il rapporto con la realtà sociale: abbiamo bisogno di un loro attivo coinvolgimento e sostegno!) e l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo FIAMO hanno costituito gli altri momenti importanti del congresso 2026.

Premiazione Tesi – Dr.ssa Pasut

Che conclusioni trarre dai tre giorni orvietani.

Il tema del congresso, cioè come tenere insieme l’ancoraggio alle fonti con la capacità di evolvere, lo abbiamo visto con le nuove sperimentazioni, con il rispetto del dato osservativo, con l’attenzione nell’usare nuovi linguaggi e categorie interpretative. Ogni processo di conoscenza richiede (cito a memoria) attenzione, non solo come capacità di osservare, ma come disponibilità a sostare, a non affrettare le conclusioni, a lasciare che ciò che si incontra modifichi, almeno in parte, il nostro modo di vedere. Con la domanda implicita: cosa consideriamo oggi centrale nello sviluppo dell’Omeopatia, quale spazio riteniamo necessario riconoscere a ciò che non è ancora pienamente integrato?

Il clima, l’aria respirata, gli scambi tra i colleghi, le discussioni in sala fanno affermare che il tutto si è svolto in maniera dialogante, senza sterili polemiche, sempre inutili. Il livello dei contributi è stato buono (alle spalle, cioè, c’è stato un lavoro di ricerca e riflessione) e sempre stimolanti sono stati gli interventi e le puntualizzazioni, competenti e approfondite, del Dott. Galeazzi, alla guida del suo ultimo congresso da Presidente FIAMO, giustamente applaudito e ringraziato per il grande contributo dato in questi anni alla Federazione. Le giornate di lavoro hanno cioè mostrato non solo contenuti, ma anche un esercizio di attenzione reciproca, dato non scontato. Attenzione ai contributi di tutti i relatori e ai loro approcci, ai modi diversi di intendere e praticare l’Omeopatia. L’augurabile capacità di sostenere le differenze, in fondo di lasciare emergere ciò che non è immediatamente evidente, premessa di ogni processo di crescita. L’impressione di una comunità plurale che, tra tantissime difficoltà, rimane in relazione, che ha capacità di ascolto, che ha ancora molte cose da dire. Che è ancora vitale.

E la domanda allora è: come trasformare tutto ciò in un dialogo realmente integrativo?

In alcuni momenti, come nelle discussioni cliniche, questo passaggio è apparso possibile.

Il limite maggiore, quello davvero pesante, è però di altro tipo ed è (continua ad essere) il problema generazionale, la riduzione delle nuove leve, peraltro eccellenti. Problema che persiste da molti anni, che non è solo italiano, che il congresso ha mostrato essere sempre più attuale.

Un dovuto, particolare ringraziamento alle Aziende sponsor, gentilissime coi partecipanti e come sempre prezioso sostegno del Congresso.

Un complimento alla gestione FIAMO uscente, un grande augurio alla nuova subentrata!

Gruppo CAREVET FIAMO

L’area espositiva dei nostri sponsor

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