Achillea millefolium Un caso clinico


Massimo Mangialavori
Medico Chirurgo – Omeopata CASTEL DEL PIANO (GR)

mangialavori@mac.com

Achillea Millefolium

Un caso clinico

[DOI]: https://doi.org/10.69126/MO92-8 [CITE]

SUMMARY 

A 36-year-old man diagnosed with chronic recurrent pharyngitis resistant to antibiotic treatment. He has a history of seasonal allergies, likely to grass pollen, which mainly manifests as troublesome rhino-conjunctivitis that exacerbates his recurrent episodes of nosebleeds. He reports a history as a professional athlete, who was forced to give up the sport due to repeated injuries. He appears friendly, but this masks an extreme difficulty even in acknowledging his condition as a patient. He refuses to take conventional medication and displays a clear attitude of suspicion and distrust towards the medical profession in general.

The remedy Achillea millefolium, used in progressive potencies alongside a placebo, significantly improved his health problems, leading to a full recovery within a few months.

KEYWORDS 

Chronic recurrent pharyngitis – Allergic rhinitis – Recurrent nosebleeds – Headache.

RIASSUNTO 

Uomo di 36 anni con diagnosi di faringite cronica recidivante resistente alla terapia antibiotica. Pregressa storia di allergia stagionale, verosimilmente al polline delle graminacee, che si presenta principalmente con una fastidiosa oculo-rinite che aggrava i suoi ricorrenti episodi di epistassi. Riporta un passato di sportivo professionista che ha dovuto interrompere per ripetuti traumi. Comportamento apparentemente amichevole, che di fatto tradisce un’estrema difficoltà persino a considerare la sua condizione di paziente. Non accetta di assumere farmaci convenzionali e dimostra un chiaro atteggiamento di sospettosità e sfiducia nella classe medica in genere.

Il rimedio Achillea millefolium, utilizzato in progressive potenze insieme al placebo, ha nettamente migliorato i suoi problemi di salute fino alla restitutio ad integrum nel giro di qualche mese.

PAROLE CHIAVE 

Faringite cronica recidivante – Oculo-rinite allergica – Epistassi ricorrenti – Cefalea.

RIASSUNTO 

Uomo di 36 anni con diagnosi di faringite cronica recidivante resistente alla terapia antibiotica. Pregressa storia di allergia stagionale, verosimilmente al polline delle graminacee, che si presenta principalmente con una fastidiosa oculo-rinite che aggrava i suoi ricorrenti episodi di epistassi. Riporta un passato di sportivo professionista che ha dovuto interrompere per ripetuti traumi. Comportamento apparentemente amichevole, che di fatto tradisce un’estrema difficoltà persino a considerare la sua condizione di paziente. Non accetta di assumere farmaci convenzionali e dimostra un chiaro atteggiamento di sospettosità e sfiducia nella classe medica in genere.

Il rimedio Achillea millefolium, utilizzato in progressive potenze insieme al placebo, ha nettamente migliorato i suoi problemi di salute fino alla restitutio ad integrum nel giro di qualche mese.

 

PAROLE CHIAVE 

Faringite cronica recidivante – Oculo-rinite allergica – Epistassi ricorrenti – Cefalea.

SUMMARY 

A 36-year-old man diagnosed with chronic recurrent pharyngitis resistant to antibiotic treatment. He has a history of seasonal allergies, likely to grass pollen, which mainly manifests as troublesome rhino-conjunctivitis that exacerbates his recurrent episodes of nosebleeds. He reports a history as a professional athlete, who was forced to give up the sport due to repeated injuries. He appears friendly, but this masks an extreme difficulty even in acknowledging his condition as a patient. He refuses to take conventional medication and displays a clear attitude of suspicion and distrust towards the medical profession in general.

The remedy Achillea millefolium, used in progressive potencies alongside a placebo, significantly improved his health problems, leading to a full recovery within a few months.

  

KEYWORDS 

Chronic recurrent pharyngitis – Allergic rhinitis – Recurrent nosebleeds – Headache.

INTRODUZIONE

Il Millefoglio montano, Achillea millefolium, nel gergo della nostra più comune letteratura si è persa, chissà come, il nome dell’eroe leggendario per ridursi alla semplice foggia delle minuziose foglie frastagliate. Infatti il suo aspetto, pur essendo un’asteracea, non sembra così simile ai fiori di Arnica come nel caso di Bellis, Calendula o Echinacea. Interessante, però, che il suo nome dichiari, più che ogni altra pianta simile ad Arnica, sia la sua natura vulneraria che l’essere adatta agli eroi, meglio al mitologico super-eroe che, diversamente dai nostri Spiderman o Batman, era figlio di una nereide e quindi un semi-dio, pronipote addirittura di Zeus.

L’achillea gode di un’antica e illustre reputazione come erba per le ferite, particolarmente efficace per arrestare il flusso sanguigno. Si diceva che l’achillea fosse “eccellente per fermare le emorragie interne”. L’achillea veniva essiccata, polverizzata e mescolata con acqua di piantaggine o di consolida maggiore (entrambe famose piante vulnerarie) oppure utilizzata da sola fresca, come impacco per le ferite che non smettevano di sanguinare. Si diceva che questi preparati arrestassero immediatamente il flusso di sangue. Le foglie di achillea essiccate e polverizzate, se instillate nelle narici, fermavano le epistassi. Un decotto di achillea nel vino bianco veniva bevuto come rimedio per le mestruazioni troppo abbondanti. Per lo stesso scopo, grandi quantità di piante fresche venivano bollite in acqua e la paziente si sedeva sopra il vapore benefico per assorbirlo.

Le foglie fresche venivano masticate per alleviare il mal di denti.

Il dottor William Coles, un medico del XVII secolo, menziona che gli unguenti contenenti achillea venivano usati per curare ulcere, ferite e piaghe “per somiglianza: le numerose incisioni sulle foglie ricordano quelle ferite, o se la fantasia lo vuole, assomigliano più ai capelli: ferma la caduta se la testa viene bagnata con un decotto di essa”. Egli descrive un altro uso più insolito dell’achillea: “il succo veniva iniettato con una siringa per curare un disturbo angosciante noto come l’escoriazione del pene causata da polluzione o da un flusso eccessivo di seme, e qualsiasi infiammazione o gonfiore da ciò causato, come è stato dimostrato da alcune persone single o non sposate, che sono state molto oppresse a causa di questo.”.

Il medico-botanico del XIX secolo, il dottor C. S. Rafinesque, raccomandava un infuso o un estratto dell’intera erba per i disturbi mestruali e la dissenteria. Rafinesque riteneva che l’achillea americana avesse un’azione più forte rispetto alla varietà europea e menzionava che le piante americane venivano esportate all’estero per uso medicinale.

La British Herbal Pharmacopoeia (edizione del 1971) elenca l’achillea come “antipiretico, diaforetico… astringente e diuretico”. I moderni erboristi la utilizzano per trattare febbri, amenorrea e diarrea.

Forse a causa del suo odore pungente (e per molti sgradevole), si diceva che l’achillea fosse una delle erbe del diavolo e probabilmente per questo motivo veniva chiamata “Giocattolo del diavolo” e “Ortica del diavolo”. In ogni caso, è stata a lungo associata alla magia e alla stregoneria. Come spesso accade, tuttavia, la pianta poteva in realtà essere impiegata per fornire protezione proprio contro gli stessi incantesimi di cui era un ingrediente.

L’achillea veniva sparsa sulla soglia di casa per tenere lontane le influenze malvagie e veniva indossata per proteggersi dagli incantesimi maligni. La gente di campagna legava rametti di questa erba alla culla del neonato per proteggerlo dalle streghe che avrebbero potuto tentare di rubarne l’anima, cosa che ritenevano una possibilità reale nei casi in cui ci fosse stato un ritardo nel battezzare il bambino.

Per facilitare il parto, l’achillea raccolta la vigilia di San Giovanni o di mezza estate (il 21 giugno, solstizio d’estate, giorno di grande e potente significato magico fin dall’antichità) veniva data alla donna in travaglio. Lei la teneva premuta sul fianco destro, ma doveva essere tolta non appena il bambino veniva alla luce.

L’achillea era considerata un’erba medicinale benefica dai cinesi. Si diceva che fosse utile per migliorare la respirazione, la pelle e il tono muscolare e, se assunta per un lungo periodo, si credeva che aumentasse l’intelligenza. In cinese si chiama shih e si dice che cresca in quantità eccezionalmente abbondanti sulla tomba di Confucio. Secondo una leggenda cinese, da una singola radice crescevano cento steli di achillea.

Quando la pianta raggiungeva i mille anni, dalla radice crescevano trecento steli. Tale era il potere di questa pianta che lupi, tigri e piante velenose non si trovavano mai nelle sue vicinanze.

L’achillea ha un significato speciale per chi consulta l’I Ching. Gli steli di una specie strettamente imparentata (Achillea sibirica) sono la fonte dei famosi “steli divinatori” da utilizzare nella consultazione di questo oracolo. Questi steli venivano venduti in pacchetti da sessantaquattro, e la loro lunghezza era molto importante. Per il Figlio del Cielo (l’imperatore) gli steli erano lunghi nove piedi; per i principi feudali, sette piedi; per gli alti dignitari e i funzionari governativi, cinque piedi; e per i laureati (probabilmente del mandarinato), tre piedi.

Il contatto con la pelle o con la linfa dell’achillea può causare un’eruzione cutanea locale sotto l’effetto della luce solare [fotosensibilità]. La presenza di sostanze amare può conferire un sapore amaro al latte delle mucche che hanno mangiato l’achillea. L’achillea appartiene alle poche Compositae che contengono glicosidi cianogenici. [A modern Herbal; Mrs. M. Grieves]

Sono principalmente presenti: un olio volatile di colore verde scuro, un principio attivo peculiare, l’achilleina, e l’acido achilleico, che si ritiene identico all’acido aconitico, oltre a resina, tannino, gomma e cenere terrosa, costituita da nitrati, fosfati e cloruri di potassio e calce. L’achillea contiene un principio attivo, amaro, di colore bruno-rossastro chiamato appunto achilleina (C20H38N2O15), scoperto da Zanon nel 1846 (Annalen di Liebig) e dimostrato da Von Planta (1870) essere alcaloidico e identico all’achilleina dell’Achillea moschata.

Il primo proving (1833) ad opera di Nenning, Hartlaub e Trinks in Annal. d. H. Ktinik; Allen: Encyclop. Mat. Med. VI, 366.

Burt scrive di Millefolium: “Attraverso il sistema cerebrospinale, agisce in particolare sul sistema vascolare e sulle mucose. Le caratteristiche principali sono emorragie dal naso, dai polmoni, dai reni, dall’intestino e dagli organi genitali femminili e altre emorragie conseguenti a sforzi violenti.”.

Clarke riporta: “Millefolium, per la sua azione emostatica e vulneraria, è strettamente affine all’Arnica, e possiede un’altra proprietà comune a molte Composite, quella di essere un convulsivante. Ma questa azione è a sua volta legata al suo potere emostatico, poiché le convulsioni si verificano principalmente (ma non esclusivamente) in relazione a emorragie soppresse (mestruazioni) o ad altre secrezioni, come il lochia o il latte. Le emorragie sono principalmente floride. Oltre alle emorragie, vi sono abbondanti secrezioni mucose, specialmente quando queste sono dovute ad atonia. Millefolium ha una relazione molto marcata con la gravidanza e lo stato puerperale. Con esso sono state curate le vene varicose nelle donne in gravidanza.”.

Millefolium è in cima alla lunga lista dei nostri rimedi contro le emorragie.

Legenda

Gli asterischi “*” indicano quanto intensamente è stato riportato dal paziente.

Quando preceduti dal simbolo “§” c’è stato un mio intervento o una domanda che non considero significativa da riportare.

La sottolineatura indica quella che definisco una “caratteristica” dei rimedi simili ad Arnica che conosco, quelli che, a mio avviso, si prestano a dubbi di diagnosi differenziale (come altri casi pubblicati nei recenti numeri su questa rivista).

Il grassetto indica una parte di testo “specifica” per Achillea millefolium, ossia sintomi, temi o altre informazioni relative al rimedio che, in questo caso, aiutano a dirimere dubbi diagnostici. Qualcosa che esprime Achillea millefolium e non altri rimedi con cui potrebbe essere confuso.

Il MAIUSCOLO si riferisce a una particolare enfasi, sottolineatura, aumento del tono di voce, cambiamenti evidenti dello stato emotivo del paziente nel pronunciare quelle parole.

I sintomi in lessico repertoriale sono stati estrapolati dalla seconda versione del Repertorio Suggesta.

Caso di Achillea millefolium

Enrico, 36 anni, sembra volersi qualificare subito come sportivo arrivando in studio in un’elegante tuta da ginnastica. Resto un po’ stupito quando, nel compilare i primi dati della cartella, Enrico dichiara di essere un commerciante di preziosi molto benestante:

“Nonostante lavori con diverse gioiellerie di ottimo livello, io proprio non riesco a presentarmi come fanno i miei competitors che arrivano sempre vestiti di tutto punto.

So che esiste un’etichetta… ma so anche che esiste un’onestà che chiarisce subito chi sei. E io sono così…”.

Enrico dimostra meno anni della sua età e, nonostante le vesti da sportivo, nasconde con difficoltà una certa pancetta. Appare gioviale, da subito sembra interessato a un rapporto diretto, chiedendomi persino se possiamo darci del tu, facendomi immaginare un colloquio completamente diverso da come di fatto sarà: infatti Enrico snocciolerà frasi risicatissime dopo le quali si interrompe, come non ci fosse davvero nulla da aggiungere o specificare. Richiede una visita urgente per un forte, persistente mal di gola e che presenta con una lettera del suo medico curante con la diagnosi di: faringite cronica con recidive di infiammazioni follicolari alle tonsille, resistente alla terapia antibiotica. All’esame obiettivo le tonsille appaiono ricoperte da un essudato biancastro che ricopre interamente le tonsille e larga parte del faringe.

Riporta spontaneamente:

*** “Mi si è gonfiata una cosa in gola che non mi sanno dire cos’è e domani ho l’esito della biopsia e una nuova visita dallo specialista.

Siamo alla fine della Primavera ed è dai primi dell’Autunno che mi ammalo di continuo e deve ancora andarmi via. È la SESTA VOLTA fino ad ora… e sono stufo…

§ Mi fa un po’ male a deglutire ma posso mangiare senza problemi”.

Mi sembra di notare una certa disfagia quando deglutisce, inoltre gli faccio notare che ha fatto pressioni alla mia segretaria per essere visitato quanto prima:

*** “Ad essere sincero mi fa un male boia… ma io cerco sempre di sminuire.

Sono anni che non ho nemmeno un’influenza (intende una comune virosi invernale, ndr) ma dopo la febbre a 40 che ho avuto l’anno scorso, mi è venuta la pallina che poi si è sgonfiata solo prendendo gli antibiotici.

Secondo il mio medico era un’infiammazione delle tonsille, ma dopo 20 giorni mi è tornata fuori e da allora è un continuo. Sono stufo di prendere degli antibiotici… che, soprattutto, non funzionano e mi fanno solo male”.

Detto questo sembra che Enrico non abbia altro da aggiungere.

Gli domando se questo problema sia il solo:

** “Ho sempre giocato a football, ma ora faccio l’allenatore perché ho sempre male alle gambe.

Due anni fa ebbi fa un problema al tendine d’Achille…”.

Devo ancora insistere per avere maggiori informazioni:

** “Non ricordo bene… mi venne male al tallone (destro, ndr). Prima mi dissero che era un’infiammazione al tendine… e poi mi dissero che IO l’avevo trascurata e mi venne una calcificazione. Volevano operarmi, ma mi sono rifiutato!

Dovetti smettere di fare tutto e mi misi in riposo.

L’anno scorso mi è venuto uno stiramento alla coscia (sinistra, ndr) § mentre giocavo ho avuto una fitta… ma poi sono guarito subito, perché oramai non faccio più niente. Avevo ricominciato a fare solo un po’ di preparazione atletica e stavo benissimo…”.

Enrico sembra davvero restio a comunicare, a dispetto del suo sorriso e della postura rilassata. Gli domando qualcosa sulla sua attività sportiva:

** “Io ho sempre giocato a calcio e preso delle gran botte… ma non ho avuto delle contusioni: mi sono fatto male da solo. Io sono uno che rischia sempre troppo… ma mi piace così, se no non mi diverto

Se smetto di giocare sto bene, ma a me piacerebbe giocare…

Io giocherei sempre… ora alleno dei ragazzi, ma mi va di giocare con loro. Non posso solo stare a guardare.”.

Gli domando cosa gli impedisca di giocare con loro:

** “Soffro molto ai piedi… spesso mi vengono delle vesciche che mi fanno molto male, specie al piede destro, dove ho avuto quei problemi al tallone.

§ Non so… quando provo a giocare sembra quasi che mi sia allenato male: se mi alleno in una certa maniera… se mi alleno bene – come si deve fare – mi salta subito fuori il problema…”.

Dopo una pausa aggiunge spontaneamente:

*** “Da piccolo mi rompevo spesso la testa… ero talmente vivace che… dormivo pochissimo e giocavo sempre… e sicuramente non ho perso la vivacità di quando ero bimbo.”.

Chiedo se sia proprio sicuro che non ci sia altro. Enrico risponde riluttante:

*** “Sono allergico al polline da quando sono nato.

Difficoltà di respirazione § mi avevano dato quelle cose spray per la gola e prendevo delle pastiglie che mi aiutavano a stare meglio.

§ Da quando lo ricordo § circa sui 16 anni… in Primavera sto bene solo quando piove.

§ Ho solo difficoltà a respirare e gli occhi mi bruciano: allora uso un po’ di collirio e pastiglie… non mi chieda quali perché non lo so. Io non amo le medicine e non ci do troppa importanza…”.

Comincio a nutrire l’impressione di tentare di spremere succo da una rapa:

** “Specie la sera… non riesco a respirare.

§ Mi sento come un ferro rovente dentro l’occhio, gli occhi mi piangono e mi bruciano…

§ È come un ago che mi entra e mi ferisce l’occhio… la cosa più fastidiosa è che non posso leggere… e io amo i libri di avventure e ne consumo dei quintali…

§ Con il naso ho forti starnuti e se starnutisco molto, sicuramente mi sanguina il naso… ma adesso è piuttosto raro. Da quando uso gli antistaminici starnutisco di meno e quindi sanguino di meno…”.

Domando qualcosa sull’eventuale esito dei vari traumi di cui mi accennava:

** “Mi hanno dovuto operare il menisco (ginocchio destro, ndr) a 20 anni. A 14 mi si era scheggiato quel ginocchio e poi ho avuto uno strappo in 3 punti della coscia (sinistra, ndr). Molte distorsioni alle caviglie… e tante di quelle botte che sembro una carta geografica…”.

Detto questo Enrico ritorna al suo sorridente mutismo.

Decido di cambiare argomento e di spostarmi in direzioni più generiche domandando qualcosa del suo rapporto con il cibo:

* “Io adoro mangiare e mangio qualsiasi cosa… a parte i sassi. Mi piace moltissimo farmi da mangiare. Mi piace tantissimo la verdura, ma ne mangio poca. Non bevo vino e liquori… il fumo mi dà fastidio e la mia ragazza non fuma… e i miei amici a casa mia non fumano § mi bruciano gli occhi con il fumo di sigaretta e non potrei MAI baciare una persona che fuma… mi dà fastidio solo l’idea…

§ Mi sento proprio vuoto se non mangio: mangiare mi dà la carica anche se devo affrontare una partita importante e se sono nervoso… con i miei ragazzini poi, quando c’è il torneo, sono così teso che mangio come un otre da riempire e mi si gonfia solo la pancia… ma non riesco a sentirmi pieno

Ma adesso sto iniziando a ingrassare e questo mi disturba moltissimo. Ci tengo molto alla forma fisica IO

Ma mi piace tantissimo la pizza… come si fa a non mangiarla?…

Mi piace l’acqua frizzante e la Coca e in genere tutte le cose un po’ acide § lo yogurt mi fa impazzire, e poi è buono e fa bene alla salute: che c’è di meglio?

Adoro la senape, la metto anche sulla pizza…

§ In tempi passati, se bevevo un bicchiere di latte freddo andavo subito in bagno… ora non succede più…

Io bevo solo acqua fredda sia in Estate che in Inverno… la roba calda non mi piace…”.

Osservo che se restiamo sul generale è meno difficile mettere insieme qualche frase. Gli domando qualcosa sul sonno:

** “Dormo 6 ore per notte. La sera trovo sempre qualcosa da fare… al mattino mi alzo perché devo lavorare… e non mi sento stanco per niente…

§ Ma io non sono MAI stanco e poi, se lo sono, non lo faccio vedere per niente…”.

Gli domando cosa preferisce fare nel suo tempo libero:

** “Quando ho del tempo libero, lo dedico ai ragazzini… mi preme di più che diventino dei bravi ragazzi piuttosto che calcino la palla dritta… alleno una squadra di parrocchia…

Sono soddisfatto se i miei ragazzi vanno bene e mi piace seguire queste persone…”.

Gli chiedo qualcosa di più in merito:

** “Sono molto ottimista… la stupidità delle persone mi dà fastidio… quando uno non vede la realtà a un palmo dal naso… non sempre va come vorresti che andasse.

Ho avuto la fortuna di essere sano… Dio m’ha dato le mani e le gambe e non vedo perché non devo poter fare.”.

Domando qualcosa sul suo lavoro. Enrico arrossisce e cambia espressione e tono di voce dandomi l’impressione di essere irritato:

*** “I problemi con mio padre sono iniziati come abbiamo iniziato a lavorare insieme… per lui sono più importanti i soldi del rapporto con suo figlio

Interromperemo qualsiasi tipo di scambio personale…” (il paziente si esprime al futuro, probabilmente paventando la possibile evoluzione del suo rapporto con il padre. Gli chiedo spiegazioni ma preferisce non rispondere).

Enrico incrocia gambe e braccia e fissa il tappeto.

Gli chiedo se ho detto qualcosa che lo ha disturbato e lui risponde seguendo un suo filo:

** “Io ho paura di quello che non vedo… ho paura del mare… dal giorno in cui vidi Lo Squalo (il film di Spielberg, ndr) ho interrotto qualsiasi tipo di rapporto con il mare… Non mi allontanavo mai da riva… mi è piaciuto moltissimo il film e ho anche visto Lo Squalo 2 e ho anche visto Abissi (The Deep, Yates). Odio i film d’horror… mi fanno schifo.

Ma la cosa che mi terrorizza di più è il cibo avariato o intossicato… non sono andato in tanti paesi perché mi spaventa l’idea che mi diano qualcosa del genere a mangiare e poi chi ti soccorre quando sei laggiù?

Poi ho l’idea che sentirti arrovellare le viscere debba essere qualcosa di veramente straziante… la morte peggiore che ci sia.

Non ho mai fatto a pugni, ma da piccolo ero il capo… avevo una tattica anche da bambino: guardavo da una parte e tiravo dall’altra e mi piaceva molto.

Della scuola ricordo l’intervallo.

Bastava parlare e non ho mai alzato una mano su nessuno… poi ero il numero uno nello sport… sono sempre stato molto bravo!”.

Detto questo Enrico mi fa proprio capire di avere parlato abbastanza.

Riporto questo caso quasi per nostalgia, infatti si tratta di uno dei primi in cui ho prescritto Millefolium con buoni risultati. Sono ancora in contatto con Enrico, oggi con la sua famiglia. Dopo più di 20 anni non ho mai dovuto cambiare rimedio: occasionalmente succede di ripeterlo e sempre con ottimi risultati.

Allora fui guidato da alcuni sintomi repertoriali:

Heroic (44) ***

–  MIND; STRIKING; knocking his head against wall (K84, SI-966, G67) (himself; head, his) (HEAD; Knocks; head against things) (14)

–  MIND; HEROIC (10)

–  MIND; INJURE; tendency to, himself (11)

GENERALITIES; PAINLESSNESS of complaints usually painful (K1390, SII-476, G1146) (Analgesia) (Irritability; lack of) (21)

MIND; POWER, love of (K69, G55) (Anger; tendency; contradiction) (Censorious) (Contemptuous) (Contradiction; intolerant of) (Delusions; better – distinguished – great person – humility of others – prince – queen – superhuman – superiority) (Dictatorial) (Egotism) (Haughty) (Reproaches; others) (9) ***

MIND; ANXIETY; pains, from (K7, SI-86, G6) (Sensitive, oversensitive; pain) (62) ***

THROAT; PAIN; General; swallowing; on (K459, G390) (235) **

GENERALITIES; EXERTION, physical; desires (19) **

EYE; INJECTED (K244, G205) (Swelling) (Veins; redness) (88) **

EXTREMITY PAIN; LOWER LIMBS; Leg; tendo-achillis (K1076, G894) (46) **

STOMACH; APPETITE; increased, hunger in general (K477, G408) (ravenous) (Emptiness; eating, not amel. by) (283) *

THROAT; INFLAMMATION, sore throat; chronic (K454, G386) (85)

NOSE; EPISTAXIS; sneezing; when (K338, G284) (10)

NOSE; EPISTAXIS (K335, G282) (Discharge; bloody) (301)

EYE; PAIN; burning, smarting, biting (K252, G212) (294)

EYE; LACHRYMATION (K245, G206) (Tears) (271).

Oggi, dopo diversi pazienti trattati con buoni risultati, posso riconoscere alcuni temi che caratterizzano questo rimedio, come riportato nella sezione di Materia Medica.

Nella mia esperienza, Millefolium si presenta innanzitutto come un paziente apparentemente comunicativo, tanto che di primo acchito lo si potrebbe confondere con un altro emorragico professionale come Phosphorus: una simile apparente giovialità, in realtà molto superficiale. Diversamente dal portatore di luce, la strategia di Millefolium è simile a quella di Arnica nel tentativo di familiarizzare con il medico, da cui si reca solo quando proprio non può farne più a meno, cercando di svestirlo del suo ruolo.

Rispetto ad Arnica, il rimedio di Achille è più consapevole dei sui limiti, ma necessita di investire su altri che possono riuscire dove lui non ce l’ha fatta e non ce la farà. Solitamente, proprio per evitare una competizione che lo vedrebbe perdente in partenza, sceglie di guidare qualcuno che sicuramente non potrà che riconoscerlo come esempio. Solitamente ragazzi che lo fanno restare in contatto con una fresca energia sempreverde.

Come Arnica e Calendula, è facile vedere Achillea al servizio di qualcosa/qualcuno meritevole della sua esperienza e generosità. Impegnato dove altri non perderebbero il loro tempo, cercando di trasmettere quello in cui lui stesso non crede per primo: giocare per il piacere di farlo e non di vincere.

Millefolium è ancora noto per il suo autolesionismo, intrigante cercare di distinguere quanto, come Arnica, debba sfidare sé stesso piuttosto che procurarsi precocemente quegli impedimenti che gli garantiscono la condizione di vittima dello sfortunato, temerario incidente che lo costringe prematuramente in panchina.

I dolori perforanti non sono forse conosciuti quanto le precoci, persistenti tendenze emorragiche che fanno di Millefolium uno dei grandi rimedi sintomatici del sangue che scorre. Diversamente da altri, però, Achillea mantiene anche in questo frangente il suo eroico aplomb: mentre Phosphorus si scompone per qualche emorragia di lieve entità, Millefolium tende a fare il contrario, sanguinando tanto come fosse un problema da poco.

Alcune voci repertoriali da Suggesta 2.0:

MENS: ABRUPT: affectionate, yet (8) – MaMa

MENS: APATHY, INDIFFERENCE: stoical to what happens (10) – MaMa

MENS: AUDACITY (45) – MaMa

MENS: AUDACITY: accidents, prone, risky in children (17) – MaMa

MENS: COMPETITIVE (57) – MaMa

MENS: COMPETITIVE: physical (15) – MaMa

MENS: DELIRIUM: knocking against walls (2) – MaMa

MENS: DELUSIONS, imaginations: emptiness, of: mind, sensation of the (27) – MaMa

MENS: DUTY: great sense of (44) – MaMa

MENS: EXERCISE: physical: amel. (37) – MaMa

MENS: INJURE: tendency to, himself (15) – MaMa

MENS: NEGATION, of his condition (28) – MaMa

MENS: NOLIMENTAGERE (47) – MaMa

MENS: STOIC (23) – MaMa

VISUS: EYE PAIN: Burning pains: burning, smarting, biting (295) – MaMa

OLFACTUS: NOSE: BLEEDING: epistaxis: children (34) – MaMa

OLFACTUS: NOSE: BLEEDING: epistaxis: children: habitual (3) – MaMa

OLFACTUS: NOSE: BLEEDING: epistaxis: sneezing: when (11) – MaMa

IUGULUM: INTERNAL THROAT: INFLAMMATION, sore throat: chronic (87) – MaMa

GENERALIA: PAINLESSNESS of complaints usually painful (35) – MaMa.

Trattandosi di un caso di molto tempo fa, quando ancora non avevo iniziato a usare quasi esclusivamente le potenze Q, la prescrizione fu Millefolium 200 C dose.

Qualche ora dopo la somministrazione del rimedio comincia già a migliorare nettamente la disfagia, iniziano progressivamente a ridursi l’infiammazione e l’essudato, e in terza giornata Enrico stesso dichiara di sentirsi, finalmente, molto meglio. Tanto che vuole proseguire ad assumere il rimedio ben oltre le mie prescrizioni. Purtroppo non riesco proprio a farmi capire e mi trovo costretto a suggerire al bisogno un tubetto di granuli la cui etichetta riporta falsamente il nome del rimedio.

Ci rivediamo dopo circa due mesi, sempre in tuta e pimpante.

!! “Prima quando ero stanco cercavo integratori diversi ma… non ne trovavo mai di davvero efficaci… per esempio mi buttava molto giù la Spirulina, mentre con le gocce del Millefolium sto bene subito!

Proprio non capisco perché mi abbia detto di continuare con quei pallini (granuli) quando le gocce sono molto più efficaci.

§ Se ero stanco, quei pallini non facevano molto, mentre le gocce sotto la lingua sono davvero forti!

La pallina in gola (follicolite, ndr) è diminuita da allora: non sento più nessun fastidio.

§ Ho anche l’infermiera in casa (fidanzata, ndr) che mi ha detto che è calata e ora si comincia a vedere il fondo della gola… tutto rosa.

Ho buttato via la diagnosi dell’altro medico e sono entusiasta perché sto veramente bene e posso giocare fuori con i ragazzi senza avere nessun fastidio alla gola… YEAH!”

!! “Poi non ho più male alle gambe, ma faccio anche meno sport…

§ I dolori non li ho avuti assolutamente… e sono sparite le vesciche ai piedi!

Sono felice per la cura… mi sento anche gasato perché vuol dire che il mio fisico reagisce ancora molto bene…

Sono aumentato 5 chili in questi ultimi mesi… sono diventato 85… e con Tyson una ripresa la faccio anche io!”

Mi complimento per l’ottimismo delle sue metafore, Enrico sembra non gradire e ammutolisce.

Gli domando qualcosa sul sonno:

! “Dormo di più perché sono più tranquillo… ho risolto i problemi con mio padre perché l’ho liquidato a livello economico e ho pareggiato i conti con lui… come nei film mafiosi (ride)… Non mi lamento del lavoro anche se non navigo nell’oro. Mi sento più tranquillo… non orgoglioso. Ma mi sento in pari con mio padre…

Non ho scoperto l’acqua calda perché lui è sempre stato così… ma certe cose non dovrebbero succedere con il proprio padre…”.

Cerco di sapere qualcosa di più ma Enrico sottolinea che non c’è molto di più da dire e decide di cambiare discorso:

!! “Sono molto contento perché non ho nemmeno più avuto quel mal di testa che prima avevo spesso. Anche se ora, visto che sto meglio, mi stanco molto di più…

Mi sanguinava anche spesso il naso e ora non più… mi hanno anche tirato sopra una pallonata e… nemmeno una goccia. Ora sono a posto.

Sto anche cominciando a seguire delle regole… per me che alle regole non ho mai saputo sottostare…

Mi sto dando una regola sul cibo e mi sto curando con più attenzione…”.

Anche questa volta Enrico sembra non avere molto da aggiungere e preferisco rispettare i suoi tempi, sperando di riuscire a farmi raccontare qualcosa di più in futuro.

Visti i risultati del rimedio cerco nuovamente di spiegargli cosa distingue la posologia di un farmaco convenzionale da quella di una terapia omeopatica. Ho l’impressione che Enrico inizi ad avere più fiducia in me e infatti segue le mie indicazioni.

Ci rivediamo dopo alcuni mesi, alla fine della stagione primaverile in cui di solito soffriva dei suoi problemi allergici.

Torna sempre con l’impeccabile ed elegante tuta.

!! “Con l’allergia andiamo bene e la pallina si è rimpicciolita ancora (intende sempre la faringite, ndr).

Sono contentissimo perché la cura ha funzionato perfettamente anche per l’allergia: erano anni che ne soffrivo… sono troppo contento…

§ Lo scorso anno dovevo prendere le pastigliette che mi facevano dormire (antistaminici, ndr) e usavo un collirio. Quest’anno sto proprio bene… non ho più niente… L’anno scorso sembravo una persona di 80 anni quando non riuscivo a respirare…

Sto bene con le gambe e per adesso non ho avuto problemi… solo se gioco sul duro (pavimento di cemento e non erba) ho dolori al tallone, come se fosse un elastico chiuso che devo tirare. Sento come se il tallone si staccasse… come se si allungasse male quando faccio gli esercizi, ma non mi dà assolutamente dolore…”

Gli domando se è proprio sicuro che si tratti di qualcosa di tanto leggero e lui annuisce, per poi restare sempre silente e sorridente.

Domando come va il sonno:

!! “Dormo meglio: sono sempre le mie 6-7 ore di sonno ma le dormo bene…”.

Dopo un’altra pausa provo a sondare il discorso relativo al rapporto con il padre:

! “Non c’è astio con mio padre… non ci sono problemi: vivi e lascia vivere

Ma con il lavoro va bene…”.

Detto questo cambia subito discorso, dandomi la chiara impressione di non gradire affatto di toccare un argomento che, di fatto, ha messo lui sul tavolo ritirando la mano.

!! “Non ho più avuto mal di testa…

Adesso faremo dei tornei con i bambini e a me piace molto. Vedo che mi dà più soddisfazione del mio lavoro… Fare l’allenatore non mi sa fatica farlo e non mi stanco se lo faccio. La fatica fisica se fai qualcosa che ti piace non la senti…

§ Sul lavoro c’è da fissare sempre appuntamenti e rispettarli… e mi rompono un po’ le balle…

Io il lavoro lo vedo anche come un divertimento… e certe situazioni mi fanno capire che tante persone al mondo non ci stanno tanto bene…

§ A parte questo non ci sono altre cose che mi fanno affaticare…”

Decido per una domanda diretta e gli chiedo se per caso ricorda qualcosa dei suoi sogni:

“Ricordo che ho sognato che giocavo nella mia squadra del cuore, quella che ha vinto lo scudetto… ma l’allenatore non mi faceva giocare…

§ Mi domandavo perché § non ricordo come ho reagito, ma mi domandavo perché… io i sogni non li ricordo mai!”.

Detto questo cambia ancora spontaneamente discorso:

!! “Credo di avere cambiato idea: quest’anno andrò a fare una lunga vacanza con la mia ragazza e un gruppo di amici proprio nello Yemen…

Lei ci voleva andare da anni… e mi hanno detto che lì il mangiare fa proprio schifo… ma ho deciso di accontentarla.

§ Alla fine ho capito che il nostro rapporto è una cosa importante e lei ha molta pazienza con me…”.

Dopo questa consultazione, ne sono seguite diverse altre: tutte richieste da Enrico e con una certa regolarità. Mi sembrava avere necessità di incontrarci, forse solo per confermarmi di quanto fosse grato dei risultati raggiunti, di quanto stesse meglio e ogni volta finiva per accennarmi al padre, al lavoro nel quale continuava a cercare di imporre il suo stile.

Dopo qualche anno Enrico resta vittima di un incidente stradale: un’auto passa a forte velocità uno stop dove in sella alla sua moto lui aveva la precedenza.

Ricevo una telefonata dal padre a cui la moglie di Enrico ha dato il mio numero. Il povero uomo mi chiede in lacrime di aiutarlo, molto preoccupato per la salute del figlio che si rifiuta di vederlo anche al letto dell’ospedale. La nuora gli ha detto che solo io posso convincere Enrico a rivedere il padre.

Ovviamente resto molto interdetto, ma non riesco a sottrarmi alla richiesta. Lo chiamo al telefono e gli domando se ha piacere che lo vada a visitare. Enrico sembra davvero felice della mia chiamata. Gli dico che anche mio figlio è stato ricoverato da poco e che avrei piacere di farmi accompagnare da suo padre. Enrico mi risponde che solo io potevo fargli quella richiesta e accetta.

Decido di entrare prima da solo nella sua stanza e abbiamo una lunga e piacevole conversazione. Enrico mi comunica di “… essere sempre stato un figlio ribelle… ma ero bravo a scuola e nello sport. Mio padre non è mai venuto a vedere nemmeno una delle mie partite. Quando mi facevo male, mi diceva che me la ero cercata e che avevamo una ditta per cui lui si era sacrificato tanti anni… per lasciare al suo unico figlio non solo un lavoro, ma di che vivere più che dignitosamente.

Abbiamo litigato dal primo giorno in cui siamo andati a lavorare insieme: lui in giacca e cravatta e io in tuta.

Lui continuava a mettersi giacca e cravatta anche in casa, la domenica a pranzo con i nostri parenti. Poi ha dovuto smettere di venire a cercare i clienti insieme me perché era troppo malato. E allora c’era solo il giovanotto brillante e con i migliori prodotti che arrivava nelle gioiellerie con la tuta sportiva. Pulitissima e firmata, ma pur sempre in tuta.

Le volevo dire che non è vero che non ricordo i miei sogni. Li ricordo benissimo e li detesto, perché sogno sempre che devo fare un’interrogazione… un esame e arrivo lì che non ricordo niente. Quando avevo preparato benissimo tutto.

Di recente sogno che arrivo a scuola e ho la mia età di ora… e sono maturo… ma non so se mi faranno passare l’esame di maturità.

Poi ce ne è un altro. Ancora peggiore. Devo tornare a casa… la vedo da lontano, so benissimo dov’è… la vedo. Ma continuo a sbagliare strada. Si fa notte e mi aspettano per cena. Io li chiamo al telefono per dire che sto arrivando, che sono arrivato… ma continuo a sbagliare strada.

Ecco… questa volta l’ho sbagliata davvero e ho rischiato di morire. Non potevo vedere quella macchina arrivare a quell’incrocio maledetto.

Ma dovevo rompermi la testa per arrivare a capire che posso riabbracciare mio padre.

La volevo ringraziare per averci provato tanto volte e per avere avuto l’autorità di dirmi che era ora di farlo.”.

Sono passati molti anni da allora. Il padre di Enrico è passato a miglior vita, ma hanno trascorso gli ultimi anni recuperando sinceramente un rapporto importante.

Dei vari casi in cui Millefolium ha avuto successo questo è sicuramente quello che mi ha toccato di più e che, dopo tanti anni, continua ancora ad aiutare Enrico quando serve.

Quando mi sento il nervoso, mi sento stringere qua in gola e ho imparato a ignorarlo…

§ È come se avessi un maglione alto che stringe… anche se non ho niente…

Adesso ho imparato a dominarlo, mentre all’inizio avevo paura di morire. Andai anche dallo psicologo, che mi spiegò che erano attacchi di panico.

§ Di notte mi sentivo qualcosa in gola che mi saliva su e poi… mi svegliavo che avevo difficoltà di deglutizione.

Ho sofferto molto di ansie e di attacchi di panico mentre ero in gravidanza… iniziò tutto dopo che presi uno spavento.

§ Adesso mi succede con il ciclo di avere questi disturbi… fino a che non si sono avviate per bene… mio marito dice che bevo poco ed è per questo che mi lamento sempre di avere la secchezza in gola… ma se bevo, sudo… e non mi piace sudare. A meno che non faccia sport…”.

Dopo una lunga pausa, le domando se può dirmi qualcosa di quello spavento. Riprende la raffica:

** “Morì un mio zio a cui ero molto affezionata e con cui vissi per anni della mia infanzia…

Morì che io ero lì con lui e mi venne una grande paura… mentre dormivo ho avvertito che lui mi comprimeva il cuscino addosso… ne uscii male.

(Intende che stava dormendo vicino allo zio, ma onestamente non mi è chiaro quanto sia una fantasia o un ricordo preciso. Preferisco non interromperla, ndr)

Ricordo che una volta mi sono svegliata con la sensazione che qualcuno mi comprimeva il cuscino sul viso… mi sono svegliata perché avevo quella presenza e quella sensazione viva, come se ce l’avessi di fianco a me… l’avevo visto…

Poi non l’ho mai sognato bene, mio zio: sempre male.

Io non ho accettato una morte così… lo misero in un ricovero prima che morisse.

Non l’ho mai accettato… avrei voluto prenderlo a casa con me…

§ Mi sentivo in colpa per non averlo seguito… non volevo vederlo lì… non l’ho mai accettato… lo prendevo a casa con me il fine settimana e non lo accetto tuttora… anche se sono passati 15 anni…”.

Detto questo, trattiene a stento le lacrime.

**** “QUANDO PARLO DI QUESTA COSA, NON MI SENTO SERENA.

Io non l’ho mai abbandonato… forse è stato il destino a fare questo e non l’ho perdonato perché mi ha fatto prendere uno spavento!

È STATA PROPRIO PAURA… quando successe, iniziai a correre… dentro mi sentivo esplodere… è sempre stato un uomo forte e poi d’un tratto è diventato per tutti UNA COSA INUTILE”.

Dopo una lunga pausa, le domando se possiamo parlare del suo rapporto con la morte:

*** “Io ho il terrore di morire e voglio sperare che ci sia una seconda vita.

Ma ho più paura del dolore… del male fisico… se ho qualcosa, io penso subito a un tumore…

Quando mi venne fuori la tiroide, mi uscì anche un’allergia proprio per la paura che provai…

Anche ora se qualcosa mi turba, mi viene l’allergia e mi viene prurito… (intende una forma di orticaria, ndr).

Se prendo paura mi agito e mi vengono fuori all’improvviso gli sfoghi e il prurito…

§ Sempre in parti diverse del corpo…”.

Detto questo, cambia subito discorso e riparte a mitraglietta:

*** “Molti anni fa fui operata di colecisti (in realtà si tratta di poco più di un anno prima, ndr) perché avevo i calcoli e non riuscivo ad andare in bagno… ho sofferto parecchio di colite, in seguito… come i dolori da parto…”.

La interrompo per domandare cosa ricordi del parto:

*** “Il parto?…

È stato uno stress: credevo di morire e poi con tutte quelle mani addosso e tutti i medici intorno… sembrava una sala operatoria, non una sala parto!…”.

A questo punto incrocia le braccia e le gambe, sposta lo sguardo dal muro al pavimento e comincia a controllare l’orologio. Decido di interrompere la consultazione, anche perché sento i bambini piangere in sala d’attesa.

Mi alzo per uscire dallo studio e le domando di svestirsi e accomodarsi sul lettino per l’esame obiettivo. Irene mi guarda come se avessi pronunciato un’eresia:

*** “Non ho mai sentito dire che un omeopata visiti i pazienti sul lettino. Non mi sembra proprio il caso…”.

Le rispondo che è una sua scelta, che rispetto ma non condivido. Decido comunque di uscire dallo studio sperando che cambi idea, al mio rientro, pochi minuti dopo, la ritrovo seduta come prima.

Alcuni suggerimenti da Suggesta:

MIND: TOUCHED: aversion of being (81) – MaMa

MIND: NOLIMENTAGERE (47) – MaMa

MIND: MEDICINE, drugs: averse to (18) – MaMa

DREAMS: many (280) – PhSR

DREAMS: adventurous (6) – Allen

GENERALITIES: SLEEP: amel.; during (14) – BoeCv

GENERALITIES: SLEEP: amel.; after (77) – BoeCv

HEAD: HEAD PAIN: LOCALIZATION: Forehead: extending: occiput, to (64) – PhSR

HEAD: HEAD PAIN: STUNNING, stupefying (133) – BoerO

HEAD; HEAD PAIN; general; coryza; with (101) SGT – Genitalia; Female; menses; irregular (125)

URINARY: BLADDER: MENSES, ailments before and during (15) – Boer

THROAT: TENSION (43) – PhSR

THROAT: SWALLOWING: difficult (238) – BoerO

GENITALIA: FEMALE: MENSES: MENORRHAGIA, profuse: protracted, and (109) – HaEM

GENITALIA: FEMALE: OBSTETRICS: ABORTION, miscarriage (164) – HaEM

MENS: SEVERE MOOD DISTURBANCE, insanity: delivery, parturition: after, puerperal (36) – BoeCv

GENERALITIES: FOOD and drinks: sweets: aversion (45) – BoCM

GENITALIA: FEMALE: MENSES: delayed in girls, first menses (73) – LiSa.

Nella mia esperienza, anche gli altri casi di Senecio che ho trattato con successo presentavano una cornice generale che li avvicina ad Arnica: un simile atteggiamento stoico, la negazione ostinata del loro disagio, il problema di doversi riconoscere come paziente. Di conseguenza il difficile rapporto con la medicina, i suoi rappresentanti, gli esami, i farmaci. Devo confessare serenamente che avrei avuto serie difficoltà a riconoscere e prescrivere Senecio nei miei primi casi, in assenza dei cosiddetti sintomi locali. In parte proprio per la particolare ritrosia nella relazione con il medico – e non posso escludermi da questa schiera – in parte perché Senecio non è uno di quei rimedi che si riconoscono facilmente in prima battuta.

Con l’esperienza ho imparato ad attribuire un valore diverso e dirimente alla particolare introspezione di Senecio, alla ricerca di una sua presenza più autorevole sul piano intellettuale e non solo di prestazione fisica, al suo comportamento così alternante, evidente persino nel corso di un’unica consultazione. Quest’ultimo aspetto mi sembra di specifico interesse, probabilmente è il responsabile della superficiale definizione di isteria che ritroviamo nel Repertorio: un termine davvero improprio e spesso usato a sproposito ogniqualvolta l’omeopata di turno si trovava di fronte a comportamenti e sintomi apparentemente incoerenti.

Senecio, come Arnica e i suoi simili, manifesta evidenti difficoltà con la sua genitorialità, ma è più comune incontrare ripetuti aborti seguiti da una sorta di decisione finale accondiscendente. Nei soggetti di sesso maschile incontriamo ripetuti rifiuti di diventare padre, ai quali il paziente finisce per soccombere per molteplici ragioni. Di conseguenza sono molto più comuni disagi e sofferenze che seguono l’esperienza di genitorialità, spesso la famiglia nucleare diventa un peso raccontato con evidenti difficoltà, persino a riconoscere la realtà dei comportamenti più che legittimi della prole.

Diversamente da Arnica, Senecio riporta più facilmente e in prima battuta il suo vissuto onirico, persino nel proving compaiono quei tanti sogni avventurosi e di conflitti che la maggioranza dei suoi simili tendono, anche inconsapevolmente, a censurare.

Le cefalee davvero intense e che tipicamente irradiano dalla fronte all’occipite sono un’altra caratteristica di Senecio.

Molto interessante una generale precocità di questo rimedio, una maturità anticipata, persino un aspetto più adulto dell’età anagrafica a fronte di una pubertà ritardata, non solo del menarca posticipato, come riporta anche il Repertorio, nel quale Senecio sembra declinato piuttosto al femminile, probabilmente a causa delle evidenti meno-metrorragie.

Nella mia casistica ho riscontato, inoltre, una comune sintomatologia che non è riportata in letteratura: le eruzioni urticarioidi concomitanti a emozioni intense, soprattutto di tipo pauroso, di cui ancora Senecio parla con esplicita minore difficoltà rispetto ad Arnica e altri similari.

TERAPIA

Suggerisco pertanto SENECIO AUREUS 1LM che Irene assume per 2 settimane per poi presentare uno dei suoi soliti episodi di cefalea. Dopo di che non riesco più a sentirla, tanto che penso abbia preferito interrompere la terapia.

SECONDA VISITA

Vengo invece contattato dopo circa 3 mesi per una copiosa metrorragia già in atto da diversi giorni. Consiglio di

ripetere il rimedio e l’emorragia migliora in poche ore. Ci rivediamo su sua richiesta dopo la risoluzione dell’episodio.

Trovo Irene piuttosto diversa: aumentata di peso, truccata, vestita con un bell’abito molto scollato. Questa volta il suo eloquio è vivace ma costante. Restano sempre le lunghe pause dopo le quali dice brevemente qualcosa.

Riporta spontaneamente:

! “Dopo un po’ che prendevo le gocce, non andavo più in bagno e smettendole, di mia iniziativa, ho ripreso ad andare bene…

Ma io mi sento meno stanca e non ho più gli occhi pesti e mi sento più energica”.

Domando se abbia notato altro:

!! “Ho meno sonno e non ho più così tanta voglia di dormire… Li ricordo di meno, i sogni… forse sarà per questo che dormo meglio”.

Dopo una lunga pausa aggiunge spontaneamente:

** “Mi è calato tantissimo il desiderio sessuale… non ne avrei mai voglia… sono una frana completa… e non farei mai l’amore.

Prima, se stavo senza avere rapporti, cominciavo a sognarmelo, adesso non mi succede più… neanche.

Lo scorso mese le mestruazioni mi sono durate due settimane… e dopo le gocce mi sono passate subito…

Ho avuto un rapporto e ho sentito male alla penetrazione.

È proprio che non ho il desiderio… non lo sogno neanche più…”.

Detto questo, Irene resta a lungo in silenzio.

Le domando che effetto le faccia quanto mi sta riportando:

** “[Mio marito] non mi dice niente, ma mi tratta da cani…

In compenso mi sento più tranquilla e anche i bimbi li tollero di più… prima mi sembrava che qualcuno mi soffocasse per l’agitazione che mi veniva… mi arrabbio molto meno con i bambini”.

Dopo un’altra pausa domando come sia andato il mal di testa:

!! “Il mal di testa mi è venuto solo una volta alla settimana e poi quando ho avuto quel flusso forte…

Mi sembra di digerire meglio e mi sento più in me stessa

Ma proprio adesso ho mal di testa e, se non le spiace, preferirei andare a casa…”.

Ovviamente non posso che assecondarla.

TERZA VISITA

Le consiglio di ripetere il rimedio due volte alla settimana circa e ci rivediamo dopo 3 mesi:

!! “Da quando prendo regolarmente le gocce sto veramente bene: non mi sento più ansia e sono meno gonfia e… mi è tornata la voglia di vivere… mi sento bene e sono serena e mi è andato via il nodo in gola.

Sono andata SOLA al mare con i miei bimbi… in un altro momento avrei avuto paura, o forse avrebbero avuto loro paura.

§ Tutto mi avrebbe spaventato… § avrei avuto paura che mi potesse succedere qualcosa la notte o la paura di perderli in spiaggia.

Avevo sempre la paura di stare male e quello mi bloccava tanto…

Al mare ho anche notato che tollero meglio il caldo… mentre prima mi sembrava di soffocare… con questa temperatura di solito ero in panico… adesso è una cosa normale”.

Resta di nuovo in silenzio.

Le domando se abbia notato altro:

!! “Con l’intestino le cose vanno benissimo…”.

Dopo un’altra lunga pausa le domando se abbia notato qualcosa in merito al suo desiderio sessuale:

*** “E’ morta… non la sento più… prima della cura non mi succedeva.

È cambiato qualcosa da dopo la nascita dei bimbi… ad essere sincera. La volta scorsa le dissi che era una cosa recente, ma non è vero.

Anche se ci fosse il mio attore preferito… prima se stavo una settimana senza avere rapporti me lo sognavo la notte, ma prima prima…

§ Ho l’orgasmo… ma durante il rapporto non sento niente… ho sempre avuto un orgasmo clitorideo e ora ce l’ho ancora, ma all’interno non sento niente… a volte mi fa anche male… la sera scorsa ho messo la borsa del ghiaccio perché avevo delle contrazioni in fondo, come se fosse il ciclo…”.

Detto questo, cambia spontaneamente discorso:

!! “Dormo le ore che devo e non ho più così tanto sonno come prima.

§ Ho sognato che facevo un viaggio molto lungo e che alla fine arrivavo a destinazione in un posto che sentivo più mio.

Ma ci è voluto di tutto… dal treno al somaro… però sono arrivata in un buon posto… non mi chieda niente, perché non ricordo altro…”.

Cambia ancora spontaneamente discorso:

** “La sera ho la spalla indolenzita come se avessi portato dei pesi tutto il giorno… e poi mi passa e poi mi torna… è un indolenzimento che mi parte dal collo.

Sono anni che ho questo disturbo… non mi manca la forza, ma mi sento bloccata a fare certi movimenti e ci sono sere che mi arriva a fare male fino a giù, come se avessi tenuto dei pesi tutto il giorno.

§ Non gliene avevo mai parlato perché non mi va di nominare tutti i miei mali”.

Dopo una lunga pausa le domando come vada il rapporto con il cibo:

! “Sono più sgonfia… ma se mi metto sulla bilancia, non ho un etto in meno… I vestiti mi vanno più larghi, ma non peso di meno”.

Irene non vuole aggiungere altro e dopo un’altra pausa mi informo circa il rapporto con i bambini:

!! “Sono molto più tollerante con i miei figli… mi fa un po’ effetto dirlo, ma mi sento uno spirito materno che non ho mai avuto.

Prima forse ce l’avevo con mio marito e ora sto recuperandolo con i miei bambini. Mi faceva notare che facevo di tutto per lasciarli a casa e andare via sola con lui… ora è un po’ diverso, ma forse andrei via con un altro…”.

Sorride ma non vuole aggiungere altro.

Le domando se vuole aggiungere qualcosa:

** “Ho pensato di cambiare sigarette (???) perché ero arrivata al punto in cui non le sentivo più… al mattino, ho un senso di difficoltà a tirare il fiato… poi mi riprendo.

Le ho cambiate e con queste noto più fastidio perché le sento più forti.

Il mal di testa non ce l’ho proprio più… ma pensa che sia per la cura che mi ha dato?

Eh, quante cose che fa questa cura… pensavo che fosse perché avevo cambiato marca di sigaretta… e… a dire la verità non me ero nemmeno accorta.

Ma sono diversi mesi che il mal di testa non lo sento più…”.

Dopo un’altra lunga pausa, le dico che mi piacerebbe ritornare al discorso del rapporto con il cibo:

!! “Mangio molto meglio… ogni tanto ho l’impulso di mangiare continuamente e poi mi passa… avevo un mal di pancia terribile e non mi sono venute le mestruazioni… ma era come se mi venissero… quando dovevo avere il ciclo fumavo di più e mangiavo di più.

Ora mi dedico più attenzione e mangio pensando che è una cosa che mi fa bene.”.

Ancora un lungo silenzio che decido di interrompere con una domanda diretta in merito al pensiero dello zio:

!! “Prima quando parlavo di mio zio mi sentivo male e mi veniva il magone… adesso non mi succede più. La vedevo come una cosa che non era successa… adesso non mi dà più angoscia e ne posso parlare tranquillamente e mi sembra che sia successa una cosa naturale. Prima era come una cosa che non sarebbe dovuta succedere, ora non mi dà più panico.

Me lo sono sognato che andava su un cavallo a dondolo e poi su un asinello di quelli piccoli, come hanno in Egitto…”.

Dopo un’altra pausa le domando se sia mai stata in Egitto:

“Dell’Egitto mi piace solo l’idea che ci sono le mummie… così almeno si resta immortali dentro…

E dell’asino… posso dire che era piccolo e carino: non certo quello di un comandante o di un guerriero…

Ma di un uomo: buono e comprensivo. Come non è mio marito.”.

Le domando chiarimenti:

!! “Ho pensato di andare a fare una di quelle terapie di coppia.

Non abbiamo mai avuto una buona intesa sessuale. Io ho sempre dovuto pensare ad altri per eccitarmi davvero. Glielo ho detto e lui mi ha confessato che non gli interessa affatto… forse forse penso che quasi gli piacerebbe se ci vedessi qualcun altro quando lo facciamo.”.

Le chiedo se lei ci abbia mai pensato:

“Ho avuto una relazione con un altro uomo qualche mese fa e la cosa mi ha un po’ scombussolata. Ci devo pensare bene, perché quello di prima non era sesso e nemmeno amore.

Piano piano mi metterò in sesto. Non ho mai voglia di avere un rapporto che mi sa di poco. Sono molto diversa da prima…

Quando ce li ho, sono soddisfacenti adesso, ma le cose sono chiare con lui (intende l’amante). Mi sento un po’ male per questo.

Non ho più dolori e contrazioni dopo i rapporti.

A ogni rapporto avevo delle perdite… prima. Non glielo avevo detto.

Mi sembrava di avere preso delle botte dopo… ho la carne ammaccata se ci penso… mi sentivo indolenzita le membra, le braccia e il collo.”.

A questo racconto Irene non vuole aggiungere altro. Le domando come siano andate le ultime mestruazioni:

!! “Va troppo bene con le mestruazioni: da mesi mi vengono regolari e smettono regolari e mi tornano normalmente… non sento alcun dolore e sto benissimo, anche di umore e niente mal di testa.

Ho smesso la Levotiroxina del tutto e va benissimo. L’ho detto al mio medico che mi ha detto che mi tornerà (ipotiroidismo)…

Ma mi dicono che ho fatto un cambiamento incredibile in casa. Mi sento bene e ho più voglia di fare le cose e mi sento più forte…

È una cosa che mi sento dentro.

Mia madre dice che lei mi ha sconvolto la vita… faccio le cose che mi piace fare, prima rinunciavo di più, un po’ a tutto.

Forse perché mi sento bene o perché l’entusiasmo viene con la salute.

Se mio figlio aveva la tosse, prima mi veniva il panico, ora dico che gli passerà… ho un modo di vedere la vita diverso.

Poi sono dimagrita e (lei) non mi dice mai niente…

Ho un po’ la sensazione generale che la mia vita non sia più una lotta come prima e poi… mi sento che non devo correre più via e mi va di affrontare le cose.

Non sono andata a fare la terapia di coppia perché mio marito non ci è voluto venire…

Allora l’ho costretto a parlarne a lungo e sono molto soddisfatta.

Penso che lui verrà a trovarla.”.

QUELL’OCCASIONE. Non era solo quello, ma se sui miei documenti fosse risultato che non ero perfetta chissà se mi facevano entrare.

PER ME QUEL LAVORO ERA LA MIA VITA: volevo fare l’insegnante di ginnastica da quando ero bambina!

Da allora lo sento quando il rene non sta proprio bene: mi fanno un po’ male le gambe e la schiena, specie quando arriva il ciclo… e quindi vado un po’ di meno in palestra… mi riposo… e senza dire niente a nessuno facendo un allenamento diverso…

§ Invece di tirare tanto… IO MI DEVO muovere… ma senza fermarmi e soprattutto senza esagerare: una roba continua ma dolce…

Non lo sa nemmeno mio marito (ptosi renale e necessità di riposare in quei frangenti, n.d.r.) e lo dico a Lei solo perché è un medico. E non glielo dico nemmeno tanto volentieri…

Però fumo… è l’unico vizio che ho e non ce la faccio a smettere…”.

Le domando se abbia avuto altri problemi di salute in passato:

** “Le mie orecchie: è cominciato tutto con l’orecchio sinistro.

Non ci sento perché ero pazza per i tuffi… e ne feci uno che mi scoppiò il timpano e so che rischiai una meningite (???). Dopo qualche mese il timpano si ruppe di nuovo con un raffreddore… quelle cose lì non si aggiustano tanto facilmente!

§ HO SEMPRE SOFFERTO MOLTO DI OTITI § ricordo spesso un gran male di orecchie… mi è durato per tutta l’adolescenza. Ma io facevo finta di niente: sono capace!

Poi anche da adulta perché IO anche in Inverno vado a correre tutti i giorni alle 5,30 del mattino… e non fa sempre caldo…

§ Se prendo freddo alle orecchie poi mi viene male… ma non riesco a correre con quelle cuffie di lana in testa… che sembri un derelitto…”.

Detto questo le chiedo se è proprio sicura di non avere avuto altre patologie o ricoveri:

** “Gravidanze… ne avrei avute due. Ma la prima non è andata a termine… non si era sviluppato ed ebbi un’emorragia così forte con delle contrazioni, che avevano paura si stesse proprio rompendo l’utero § mi dissero così…

Feci un raschiamento in anestesia locale…”.

Mariana si blocca. Dopo una pausa le domando se può raccontarmi cosa ricorda di quell’esperienza:

*** “Senti e vedi tutto… ma è come se non ti facessero nulla…

Li vedi solo che sono lì in basso che lavorano… mi sembravano quei meccanici che lavoravano nelle officine di una volta: quelli con i soldi oggi hanno il ponte… ma quegli altri lavorano ancora in quella buca…

Però per i 6 mesi successivi ero debilitata… in crisi…

§ Non era stata cercata… e… a dire il vero io proprio non la volevo quella gravidanza…

Poi in 24 ore nemmeno mi hanno fatto quell’intervento… e sono sicura che sono stati LORO che mi hanno causato il prolassoprima non ce l’avevo: ero tutta a posto. IO!

§ Forse mi venne un po’ di depressione… ma, sinceramente, fu soprattutto per l’operazione. IO NON CI VADO PROPRIO D’ACCORDO CON MEDICI E OSPEDALI…

Poi ho avuto difficoltà a restare incinta, perché quelli dicono che l’utero era rimasto compromesso…

Ma era mio marito a dispiacersi di più. Così ho fatto di tutto per me… e poi l’ho accontentato…

LORO mi avevano detto di non provarci nemmeno, per via del prolasso. E allora anche per quello ho voluto fargli vedere di che pasta sono fatta. IO LE CONOSCO LE MIE CAPACITA’ DI RECUPERO, me l’hanno sempre detto da quando faccio sport: una volta rotto il fiato, IO poi vado come un treno.

§ Ci sono quelli indistruttibili… io non sono così, ma risorgo da quelle che loro pensano siano le mie ceneri…”

Mariana resta a lungo in silenzio.

Dopo una lunga pausa le domando se abbia sofferto di qualche problema in quella sfera in seguito:

*** “Adesso è fastidioso… essendo rimasto retroverso e mobile (utero prolassato, n.d.r.) si appoggia sull’intestino o sulle ovaie: si alza e si abbassa (???) e non devo andare sotto al mio peso perché poi si abbassa tutta la zona bassa… e mi fa gonfiare la pancia e poi non vado in bagno…”.

Mariana cambia repentinamente argomento, apparentemente senza un nesso evidente con il discorso precedente:

** “IO DORMO MOLTO E HO UN SONNO PESANTE E NON SENTO NIENTE… dormo solo la notte dalle 11 alle 7 ed è dura svegliarmi… e se non ho sonno, leggo un po’ e poi mi addormento…

Difficilmente sogno e potrei contare le volte che ho sognato

§ Dormirei fino alle 9 la mattina… mi devo proprio violentare per alzarmi così presto e andare a correre

Mi forzo e poi mi sveglio, ma dopo essermi lavata la faccia con acqua gelata… mi sveglio allegra… serenamente… e posso cominciare la mia giornata.

§ È una sfida con me stessa tutte le mattine: io detesto il freddo… ma so che è un’abitudine molto sana!”.

Dopo un’altra lunga pausa, decido di farle notare che mi sembra avesse richiesto un appuntamento urgente e non mi sembra di averne ancora colto il motivo. Mariana arrossisce:

*** “Le dicevo che ho sempre avuto dolori al seno prima del ciclo… ma poi scomparivano. Poi iniziai ad averli di più… allora cominciai con delle fitte, qualcosa di pungente e forte e ripetuto: proprio dove ho la ciste…

Prima era solo come se avessi un livido… e da quello ho iniziato a impensierirmi…

§ Adesso mi viene se faccio degli sforzi intensi… mentre prima lo avevo anche di notte e per nulla…

In ospedale mi hanno fatto i complimenti perché non mi sono lasciata sopraffare e ho ripreso subito a fare tutto (intende che subito dopo l’intervento di mastectomia ha ripreso immediatamente la sua vita di prima, n.d.r.)!

Andavo a correre con un tutore per non sentire troppo male al petto…”.

Mariana resta ancora a lungo in silenzio.

Le faccio notare che immagino ci sia qualcosa di molto doloroso e difficile da raccontare:

*** “Il dolore si ripercuoteva fino all’ascella e sul capezzolo… con un indurimento e toccandolo diventava dolorante… non più come se fosse solo un livido

Io l’avevo capito che NON POTEVA più essere solo un livido…

Adesso sto bene… ma in quel periodo mi ero gonfiata e mi sembrava di essere piena di liquido… e non stavo più nei vestiti… poi presi il Cardo mariano e un altro drenante e mi sgonfiai completamente…

Ma ero tanto gonfia… come quando ero in gravidanza… ma subito dopo l’intervento sono tornata alla mia taglia 42…

Mi hanno tolto tutta la mammella per un cancro al seno (adenocarcinoma mammella destra, n.d.r.) che mi hanno trovato per caso facendo un controllo. Solo perché IO ho insistito.

Ho preferito che non mi abbiano fatto solo una quadrantectomia… è sempre meglio togliere tutto… e non ci sono linfonodi compromessi…

Ora sto facendo la prima terapia chemio. E poi prendo delle altre cose omeopatiche (in realtà vari integratori e nessun rimedio, n.d.r.)…

§ Io ho sempre avuto il pallino del cancro al seno perché ho un seno fibrocistico… e facevo i controlli ogni 6 mesi e mi dicevano che andava tutto bene. Mi dicevano di stare tranquilla perché quelle robe brutte non fanno male (solitamente non procurano dolore, al contrario di quanto le accadeva, n.d.r.)…

Dopo 4 giorni ero in sala operatoria…

§ Ho sempre avuto paura… mia nonna non fu salvata 60 anni fa… poi una mia cugina…

IO NON HO MAI AVUTO PROBLEMI DI NIENTE E SONO UNA SPORTIVA E SONO MOLTO FORTE E NON MI AMMALO MAI E NON PRENDO NEMMENO L’INFLUENZA…

SONO SEMPRE STATA BENE…

Le domando come mai insista nel sottolineare di essere sempre stata bene:

** “Mi sono solo fatta male molte volte cadendo dalla bici da corsa… mi ruppi il gomito e poi la spalla… e poi un colpo in testa… e una gran brutta botta in fondo alla schiena con una frattura alla coda (coccige, n.d.r.)…

Dice il mio osteopata che quella non è facile da aggiustare… infatti ora soffro anche troppo spesso di dolori alla schiena, ma come mi riprendo riparto subito!

Mi hanno detto di smettere, ma ho deciso IO quando. Per questo ora vado a correre… ma qualcuno mi dice che sia ancora peggio che andare in bici.

§ Ormai basta uno starnuto o un colpo di tosse… nemmeno troppo forte, ma evidentemente quello giusto e… non posso nemmeno restare a letto perché non ci resisto bloccata così.”.

Le chiedo se se la senta di parlarmi di questa sua esperienza:

*** “Mi è venuta una forza quando l’ho saputo: io lo volevo togliere tutto subito!

Conosco un chirurgo – un mio vecchio amico – e sono andata da sola in ospedale: non ho voluto nessuno

Io in queste cose… io reagisco… mi viene una forza incredibile!

Ma questa volta no… poi sono crollata e ora piango per niente…

IO faccio un sacco di attività sportiva e sono sana e non ho problemi… ma ora basta una parola…

Non mi piace l’idea della parrucca… che è comunque finta… preferisco quegli stracci fino a che reggo (intende foulard e altri copricapo, n.d.r.).

Poi ho avuto un’infezione al seno operato e poi QUELLI mi hanno messo il port che si è subito infettato anche lui e sono stata malissimo e ancora giù antibiotici…

Io anche da bambina NON HO MAI PRESO ANTIBIOTICI… solo l’idea mi dà fastidio e mi sfinisce più della chemio…

IO ho solo bisogno di dormire e di mangiare. Quelle che ho conosciuto se hanno la nausea non mangiano.

IO HO BISOGNO DI MANGIARE…”.

Dopo una lunga pausa le domando se anche ora stia seguendo quella sua dieta:

** “Io adoro mangiare e sono golosa di cipolle e carne

Adoro la carne… e proprio ora non posso eliminarla del tutto, come insistono tutti a consigliarmi…

Da bambina per Natale mi facevano la bistecca…”.

Mariana mi confessa questo con lo stesso tono con cui prima diceva di non potere fare a meno del fumo.

Dopo un’altra lunga pausa le domando qualcosa sul sonno:

§ ** VA MALE IL SONNO… da quando ho avuto i figli (???)…

§ Il bambino mi svegliava di notte… ma da ragazza andavo a letto e dormivo ore…

Adesso zero…

Dicono tutti che tutti sogniamo… ma io non me li ricordo per niente…”.

Le chiedo se abbia una sua idea in merito a questa difficoltà di riposare:

**** “La notte, i pensieri sono più intensi e io volevo evitarli.

Secondo me di notte la mente è più lucida e se hai una situazione… è molto più nitida…

Non so dove ho trovato tante volte la forza…

Mi piace tanto leggere però… per me è proprio come un estraniarsi…

Leggere e attività fisica… io non so darmi dei limiti!

Ma adesso la sera sono troppo stanca… e al momento che sono lì che sto per addormentami… ho bisogno di sfogarmi… e allora penso che almeno tra poche ore mi sveglio e vado a correre…

Per me è un’esigenza. È come andare dallo psicologo: dopo arrivo a casa contenta e rilassata e affronto tutto meglio… anche quando piove…

Se non lo faccio è una cosa che mi viene a mancare…

Quando io ho un pensiero, non voglio andare a fondo… non voglio pensare…”.

Il Medico Omeopata mi ha molto gentilmente offerto uno spazio per pubblicare diversi casi clinici del quinto volume della mia Materia Medica Clinica, i rimedi simili ad Arnica, considerando che non so se e quando una versione italiana andrà mai in stampa. A questo punto penso ci sia poco da aggiungere al profilo del modello antropologico rappresentato dal rimedio Arnica montana.

Vediamo allora cosa può distinguere Bellis perennis, partendo prima dai dati presenti in letteratura per passare alle mie personali aggiunte (come sempre estratte da più casi clinici seguiti per anni senza avere mai dovuto cambiare il rimedio, sia per i sintomi cronici che per quelli acuti).

Alcuni sintomi presenti nella maggioranza dei repertori:

Genitalia: Female breast illnesses: tumors, cancer (114) – LiSa

Genitalia: Female: sensation: sensation, metaphorical, as if: pulling upwards, as if uterus is (2) – StJa.

Generalities: Cold: amel. (169) – Boe

Generalities: Cold: amel.: air (119) – JuOA

Generalities: Eating: after: amel. (119) – JuOA

Generalities: Food and drinks: meat: desires (89) – StJa

Generalities: Motion: amel. (214) – Boe

Generalities: Motion: amel.: continued (58) – MeJu

Generalities: Motion: desires (79) – MeJu

Generalities: Injuries, blows, falls and bruises: operation, disorders from (43) – Boe

Generalities: Pain: superficial pains (316) – BoeCv

Generalities: Pain: superficial pains: sore, bruised (307) – Boe.

Back: Back pain: general: localization: lumbar region, lumbago: menses: during (84) – JuOA

Back: Back pain: acute pains: stitching, shooting: concomitant: coughing (12) – StJa

Back; Back pain; general; lying, while; agg. (56)

Back: Back illnesses: injuries of the spine (34) – Schm

Back: Back illnesses: injuries of the spine: concussion of: spine (7) – Boe

Back: Back illnesses: injuries of the spine: localization: coccyx (6) – Schm.

Eye: Eye illnesses: discharges of mucus or pus (159) – StJa.

Qualcosa che descrive il difficile rapporto con il dolore:

Mind: Anxiety: pains, from (62) – StJa

Mind: Despair: pains, with the (38) – Boe

Altri sintomi che ho aggiunto nel Repertorio Suggesta:

Genitalia: Female illnesses: prolapse: uterus: concussion, after (2) – Mang

Genitalia: Female illnesses: rupture, uterus: rupture (1) – MaMa

Genitalia: Female breast illnesses: nodules, in: painful (3) – Mang

Genitalia: Obstetrics: puerperal: uterus: prolapse of uterus (9) – Mang

Genitalia: Female: menses: painful, dysmenorrhea: exertion physical, amel (2) – Mang

Genitalia: Obstetrics: pregnancy: during (136) – Mang

Generalities; Pregnancy; slow recovery from (9)

Generalities; Pregnancy; ailments; during (134)

Generalities; Pregnancy; ailments; after (14)

Generalities: Food and drinks: vegetables: carrots: desire for (8) – Mang

Generalities: Food and drinks: vegetables: onions: desires, raw (29) – Mang

Generalities: Food and drinks: vegetables: tomatoes: aversion (19) – Mang

Mind: Ailments from: delivery, parturition, after, puerperal (15) – MaMa

Mind: Anxiety: exercise: amel. (8) – Mang

Mind: Dependence, addiction: unconventional medicines, supplements and similars (11) – MaMa

Mind: Delusions, imaginations: machinery, describe himself like a (6) – Mang

Mind: Delusions, imaginations: well, he is (23) – Mang

Mind: Integrity, concerned about the, of his body (24) – Mang

Mind: Medicine, drugs: refuse to take the (14) – Mang

Mind: Negation, of his condition (28) – Mang

Mind: Exercise: physical: amel. (38) – Mang

Mind; Exercise; physical; compulsive (27): MaMa

Mind: Stoic (23) – Mang

Dreams: unremembered (114) – Mang.

Bellis perennis, come Arnica, tende a descrivere il suo corpo come un oggetto meccanico ma, nella mia esperienza, si distingue non tanto per la sua obbligata incorruttibilità, resistenza e prestanza, quanto per la sua dichiarata ed eccellente capacità di ripararsi.

Bellis ammette che la sua macchina si può anche guastare, ma è estremamente fiero di un concetto ben noto a chi studia i sistemi complessi, quelli capaci di superare momenti di crisi non solo autoriparandosi, ma addirittura migliorando la propria organizzazione e resilienza. Purtroppo non è proprio quanto ho sperimentato nei casi di Bellis trattati con successo: restando al lessico della complessità si tratta, piuttosto, di un feed back positivo: un momento in cui si rinforza quel modo di funzionare senza mettere in discussione il “come mai”. Questa peculiarità della Margheritina è così marcata da incontrare pazienti che coltivano professionalmente l’hobby di riparare mac

chinari rotti, occupandosi di fatto di una parte di se stessi. Altri sognano di prodursi in riparazioni pressocché impossibili. La nostra Mariana faceva entrambi, ma verrò a saperlo solo alcune settimane dopo.

Similmente ad Arnica, la tendenza a rimuovere, più o meno consapevolmente, il vissuto onirico è un’altra ricorrenza di Bellis, che sembra essere piuttosto un sognatore penitente. Non solo la sua corporeità risulta estranea ma, tra i “prodotti di questa”, ci sono spesso proprio i sogni che lo assillano, lo tormentano, lo costringono a riconoscere qualcosa di inspiegabile, illogico, irrazionale, qualcosa che solo succede. E succede pure troppo spesso.

Come Arnica, anche Bellis perennis contempla con estrema difficoltà l’idea di essere paziente, di doversi sottoporre a procedure mediche, di assumere farmaci. Ma è apparentemente paradossale, rispetto ad Arnica, l’atteggiamento estremamente risolutivo, ancora una volta meccanico, che predilige il gesto chirurgico come si trattasse di rimuovere una ruggine o di sostituire un pezzo.

Quasi tenera e innocente la dichiarazione irremovibile di non assumere farmaci, salvo rimpinzarsi di prodotti non convenzionali, assunti a iosa e costretta a un’autogestione discutibilissima e spesso del tutto infondata.

La nostra letteratura ci riporta quanto sia così interessante la specifica tendenza a sviluppare patologie importanti che interessano la pelvi: quello che ospita e le rispettive funzioni. Ho fatto alcune volte esperienza diretta, e in acuto, di quelli che sembrano i piccoli/grandi miracoli della medicina omeopatica in pazienti vittime di una rottura dell’utero. Proprio in quelle circostanze mi sono chiesto quanto certe evidenze diano ragione alle pazienti che si considerano grandi riparatrici, capaci di salvare il proprio utero in poche ore e dimostrare a “quelli” che affronteranno un altro parto senza il canonico cesareo.

Soprattutto in Bellis, purtroppo, la gravidanza e il parto sono spesso un’esperienza dimostrativa. Rispetto ad Arnica, la Margheritina si porta appresso segni più concreti, ben visibili di questo “trauma”. I prolassi sono i più comuni ma, nella mia esperienza, è soprattutto la grande e complessa sfera della sessualità a restare ferita, in entrambi i sessi.

Le patologie degenerative della mammella non sono specifiche di Bellis, anche se mi sento di affermare che sembrano più comuni che negli altri arnica-like. Semmai ho osservato la disarmante capacità di attraversare un’esperienza di quella portata come se fosse un’estrazione dentaria, quando poi una “fisiologica” gravidanza lascia segni apparentemente più marcati e permanenti.

Ho scelto proprio questo caso sia per la ricchezza di “sintomi omeopatici” presenti in letteratura, quanto per la chiarezza con cui Mariana declina i temi riportati nella sezione di Materia Medica del mio testo.

FOLLOW UP

Dopo circa due settimane di assunzione di Bellis perennis Q1, Mariana mi informa della comparsa di un dolore all’orecchio, quello con il timpano danneggiato. Suggerisco di interrompere il rimedio e vengo a sapere che ci aveva già pensato da sola qualche giorno prima. Nonostante la mia supplica di non assumere troppi altri prodotti, proprio per consentirmi di valutare meglio i risultati di quanto le suggerisco, Mariana continua imperterrita con i suoi integratori, vitamine e altro.

Ma l’otodinia non migliora. Consiglio allora di passare alla Q2 del rimedio e in poche ore i sintomi regrediscono. Mariana resta stupita e accetta di non assumere altro se non il rimedio a giorni alterni.

Ci rivediamo dopo circa due mesi dal primo incontro. Tutto sommato non trovo il suo aspetto troppo diverso da prima, se non per una evidente rilassatezza dei muscoli facciali.

!! “La prima cosa di cui mi devo lamentare è che prima almeno non me li ricordavo tutti i sogni che facevo. Sapevo di farli ma restavano lì.

Adesso mi tocca pure ricordarli e faccio ancora più fatica ad alzami al mattino: tanto che più di una volta non ce l’ho fatta ad andare a correre e sono rimasta a letto.

Ora ho deciso che ci vado solo 3 volte alla settimana… così non mi devo sentire in colpa.

§ In effetti non si tratta poi di sogni così nuovi… come quello che succede.

Sogno quello che vorrei fare di più durante il giorno… ma abbiamo solo 24 ore. E c’è il lavoro, mia figlia, mio marito, gli allenamenti… resta poco alla fine.

§ Io sono una patita di bricolage… ma più che costruire qualcosa, come fa mio marito, io amo riparare: riportare in vita oggetti del passato. Ora mi sono specializzata nei vecchi giocattoli di latta. Prima riparavo quelli di legno… ma è più facile. Solo che ci vuole tempo e poi devi andare nei mercatini, conoscere le persone giuste e trovare le vernici che si adattano di più a quelli di una volta.

Alla fine ho deciso che preferisco fare come gli artisti del restauro, invece che riverniciarli tutti lascio in evidenza quello che c’era. Diversamente ti perdi il colore originale… e poi è bello vedere che sono VECCHI ma funzionano, dopo tutto. Il bello è proprio quello lì… non presentarli come se fossero usciti dalla fabbrica.

§ Ora mi sto specializzando sulle trottole, quelle grandi e quelle piccine…”

Le domando cosa la intrighi tanto delle trottole:

!! “In realtà penso che siano un tentativo di farti pensare al moto perpetuo… ma in fondo è solo una questione di punti di vista.

§ Io credo che il moto perpetuo sia legato all’idea che la terra non smette mai di girare, su se stessa e intorno al sole. In realtà smetterà… semmai non sappiamo quando. E ci sembra per sempre. Forse… se potessimo leggere i pensieri di un lombrico anche lui pensa di noi che viviamo per sempre. E non è proprio vero…”

Dopo una lunga pausa le domando se ricordi qualcosa di più preciso di questi sogni:

!!! “Intanto sono TROPPI e, per favore, faccia qualcosa perché io DEVO dormire.

Mi ero messa a riparare i cavallucci a dondolo perché li sognavo spesso.

Io sono cresciuta vicino a una fattoria e mi ricordo il vecchio che litigava sempre con suo figlio. Il vecchio amava le sue vacche. Ma lui era cresciuto con poche… e che avevano tutte un nome e quando diventavano vecchie le lasciava lì… a finire la loro vita, come ogni altro animale da compagnia.

Il figlio ha trasformato l’azienda. Fa un sacco di soldi… ma ha perso l’anima… l’ha venduta.

Io da bambina me le sognavo spesso quelle mucche… anche le galline. Fosse stato per lui non ci faceva nemmeno il brodo con quelle vecchie…

Una volta sua moglie gli tirò dietro un forcone perché lui le disse di farsi il brodo con una sua gamba…

§ Era un uomo che tutti consideravano… strano. Ma penso che non capissero. Non è facile.

§ Ho ripreso a fare diversi sogni con parecchi animali… non so dire di che età…

Ma non sono inquietanti… se non uno in cui scappavano tutti per tornare in un bosco… ma non l’ho capito: le galline e gli asini non hanno mai abitato un bosco… non so…

Ma, La prego, mi dia qualcosa che mi faccia sognare di meno. Ho letto che dipende dal fegato se uno sogna troppo… forse il mio ha bisogno di aiuto e quando prendevo il Cardo mariano sognavo di meno…”.

Dopo una lunga pausa Mariana mi fissa seriamente:

!! “Ho preso una decisione… la volta scorsa non sono stata in grado di dirlo, non sapevo cosa Lei pensasse e voglio che sia Lei a prendere questa responsabilità.

Ma ho deciso che non farò la chemio. La prima è stata più che sufficiente… e non so se sia stato peggio quello che mi ha fatto quella flebo o come e dove me l’hanno somministrata. Ma se devo morire, voglio morire come vuole il mio essere…

Tanto morirei lo stesso, ma per quei veleni che mi intossicano…

Ovviamente ne ho parlato con l’oncologa. Apparentemente è stata molto comprensiva. Apparentemente.

§ Alla fine mi ha detto che è inutile che vada in ospedale perché loro non mi possono monitorare se io non seguo il protocollo.

§ Io le ho detto cosa ne penso solo dell’idea del protocollo e di quelle che loro chiamano PROCEDURA… non è una procedura. Cazzo!

È un’operazione… lì sotto ci sono IO. Stracazzo!

E il mio utero è prolassato dopo che ci hanno messo mano LORO… e se li avessi dovuti sentire, non avrei nemmeno partorito mia figlia…

Quindi… non è VERO che LORO hanno sempre ragione.

Posso anche accettare che io ne sappia meno di loro di medicina. È vero. Ma questo non significa che io non abbia una mia dignità e che sono io, e SOLO IO, che deve e può scegliere. Anche come morire.

Quindi… se la sente Lei… di prendermi in carico?

Se la sente Lei di seguirmi come medico per le robe di medicina che io non so e non capisco?

Ne ho parlato con mio marito che è d’accordo e sta qui fuori. Nel caso Lei volesse parlare con tutti e due…

Diversamente… mi spiace ma devo trovare qualcuno che mi segua come voglio io… come vogliamo noi. E vorrei proprio che fosse Lei.”

Le domando se vuole dirmi altro prima di fare entrare il marito:

“Il resto della mia famiglia non è d’accordo. Ma questo non è un problema.

Ho sempre visto mio padre come un esempio.

Lui era un prete e si è innamorato di mia madre… ed essendo un uomo tutto di un pezzo ha lasciato l’abito e ha trovato la forza di cambiare vita.

Ha fatto male, perché mia madre non l’ha mai ricambiato…

È stato lui che mi ha insegnato la disciplina e, soprattutto, quella dello sport.

Lui corre ancora le maratone… arriva tra gli ultimi ma arriva…”.

RISULTATI

Faccio entrare il marito e illustro loro la mia disponibilità ad accompagnarli in questa scelta, chiarendo bene quali sono i rischi medico-legali a cui mi sto esponendo.

Da allora sono passati più di dodici anni. Nel corso del tempo siamo arrivati alla Q7 che, da qualche anno, Mariana assume solo al bisogno.

Quell’orecchio resta un punto vulnerabile ai colpi di freddo, come pure il rachide, soprattutto se già accaldata. Bellis funziona sempre bene quando i dolori non sono fastidi occasionali che scompaiono spontaneamente.

Mariana ha smesso di assumere prodotti non convenzionali e di praticare sport in modo compulsivo. Non ha più avuto necessità di seguire regolarmente i trattamenti osteopatici, non per una mia richiesta, ma per una sua scelta motivata dallo stato di salute.

Abbiamo dovuto usare il rimedio con particolare frequenza nel passaggio della menopausa ma, dopo le prime settimane di Q7, sia le vampate di calore che i problemi di insonnia sono rapidamente migliorati. Ovviamente la patologia oncologica non ha più dato segni e Mariana è regolarmente seguita da uno specialista con cui collaboro.

Anche il marito è diventato mio paziente in seguito alla comparsa di alcune ernie lombari che gli impedivano di correre.

Non riporto altro per esplicita volontà di Mariana e la ringrazio comunque per avere voluto condividere questo pezzetto della sua storia.

bibliografia

http://www.mbr.nbs.gov/herbarium/achillea_millefolium.htm

http://helios.oit.unc.edu/herbmed/pictures/a/achillea-millefolium.jpg

http://www.naturalhealthnotebook.com/Herbs/Latin_Herbs/Genus-A/Achillea_millefolium.htm

http://chili.rt66.com/hrbmoore/Constituents/Achillea_millefolium.txt

http://www.fs.fed.us/database/feis/plants/forb/achmil/

Excerpt pp.162-168 – A City Herbal by Maida Silverman

Toxicol In Vitro. 2004 Oct;18(5):617-22. Related Articles, Links

Possible modulating actions of plant extracts on the chromosome breaking activity of MMC and Ara-C in human lymphocytes in vitro.

Roncada T, Vicentini VE, Mantovani MS.  Deparmento de Biologia Geral, CCB, Universidade Estadual de Londrina, UEL-CCB-BIO, Campus Universitario, Cx. Postal 6001, CEP: 86051-990, Londrina, Parana, Brazil.

Contraception. 1998 Nov;58(5):309-13. Related Articles, Links

Antispermatogenic effect of Achillea millefolium L. in mice.

Montanari T, de Carvalho JE, Dolder H. Department of Cell Biology, Institute of Biology, UNICAMP, Campinas, Sao Paulo, Brazil.

Dello stesso autore

RIMEDI SIMIL-ARNICA

ERIGERON CANADENSIS. UN CASO CLINICO

LEONTOPODIUM ALPINUM. UN CASO CLINICO

HELIANTHUS ANNUUS. UN CASO CLINICO

ECHINACEA ANGUSTIFOLIA. UN CASO CLINICO

CALENDULA OFFICINALIS. UN CASO CLINICO

SENECIO AUREUS. UN CASO CLINICO

BELLIS PERENNIS. UN CASO CLINICO

EUPATORIUM PURPUREUM. UN CASO CLINICO

Copyright Il Medico Omeopata [2026] © Tutti i diritti sono riservati

This site uses cookies to offer you a better browsing experience. By browsing this website, you agree to our use of cookies.