Rileggere i Miasmi: Ferita Psorica e Habitus – seconda parte

Bruno Zucca
Medico Chirurgo – Omeopata  BRESCIA

omeohermes@gmail.com

Rileggere i Miasmi:

Ferita Psorica e Habitus

Seconda parte – I Miasmi nella Società Liquida:Narcisismo e Nichilismo nella clinica contemporanea

[DOI]: https://doi.org/10.69126/MO92-3 [CITE]

SUMMARY

In this second part, the dynamic theory of Miasms is analyzed through the lens of Zygmunt Bauman’s “liquid society.” Pathological narcissism and nihilism are considered modern manifestations of sycotic egotrophy and syphilitic destructiveness, respectively. In an era where human beings are searching for a new sense of identity, homeopathic therapy proves to be a cutting-edge tool for transforming suffering into evolutionary opportunity, treating the “wrong thinking” (mal pensare) that lies at the root of contemporary distress.

Keywords

Liquid society, Narcissism, Nihilism, Psora, Sycosis, Syphilis.

Riassunto

In questa seconda parte, la teoria dinamica dei Miasmi viene analizzata alla luce della “società liquida” di Zygmunt Bauman. Il narcisismo patologico e il nichilismo vengono considerati come moderne manifestazioni, rispettivamente dell’egotrofia sicotica e della distruttività sifilitica. In un’epoca in cui l’essere umano è alla ricerca di una sua nuova collocazione identitaria, la terapia omeopatica si rivela uno strumento d’avanguardia per trasformare la sofferenza in opportunità evolutiva, curando il “mal pensare” alla radice del disagio contemporaneo.

Parole chiave

Società Liquida, Narcisismo, Nichilismo, Psora, Sicosi, Sifilis.

Riassunto

In questa seconda parte, la teoria dinamica dei Miasmi viene analizzata alla luce della “società liquida” di Zygmunt Bauman. Il narcisismo patologico e il nichilismo vengono considerati come moderne manifestazioni, rispettivamente dell’egotrofia sicotica e della distruttività sifilitica. In un’epoca in cui l’essere umano è alla ricerca di una sua nuova collocazione identitaria, la terapia omeopatica si rivela uno strumento d’avanguardia per trasformare la sofferenza in opportunità evolutiva, curando il “mal pensare” alla radice del disagio contemporaneo.

Parole chiave

Società Liquida, Narcisismo, Nichilismo, Psora, Sicosi, Sifilis.

SUMMARY

In this second part, the dynamic theory of Miasms is analyzed through the lens of Zygmunt Bauman’s “liquid society.” Pathological narcissism and nihilism are considered modern manifestations of sycotic egotrophy and syphilitic destructiveness, respectively. In an era where human beings are searching for a new sense of identity, homeopathic therapy proves to be a cutting-edge tool for transforming suffering into evolutionary opportunity, treating the “wrong thinking” (mal pensare) that lies at the root of contemporary distress.

Keywords

Liquid society, Narcissism, Nihilism, Psora, Sycosis, Syphilis.

Introduzione

Come abbiamo avuto modo di approfondire nel numero precedente, l’analisi della modernità ci rivela un panorama clinico profondamente mutato. Coerentemente con la concezione miasmatica hahnemanniana, l’abuso di farmaci, l’inquinamento chimico-elettromagnetico, la pervasività del digitale e l’esasperato individualismo culturale hanno alterato il terreno costituzionale dell’uomo moderno, esasperando le derive degenerative di egotrofia ed egolisi.

In quest’epoca efficientista, la malattia si connota sempre più come una “corazza” difensiva dal dolore esistenziale, una manovra di dirottamento sul corpo di una sofferenza che il soggetto non intende affrontare. La sistematica rimozione farmacologica dei sintomi ha gettato le basi per condizioni ipersicotiche narcisistico-nichiliste di estrema complessità.

Tuttavia, una moderna concezione dei Miasmi ci offre la preziosa opportunità di trasformare il “mal pensare” e il “mal agire” in una reale occasione evolutiva, individuale e collettiva. Il traguardo della guarigione non può limitarsi alla soppressione dei sintomi, ma deve puntare a una risoluzione energetico-miasmatica. In questo secondo contributo, anche attraverso l’analisi di alcuni casi clinici, esploreremo l’applicazione pratica di questo paradigma diagnostico-terapeutico.

1. La cornice sociologica:

dalla modernità Liquida

alla IV rivoluzione Industriale

La società liquida e la paura

La società post-moderna ha ereditato la destrutturazione dei valori sociali, familiari e religiosi del passato, senza tuttavia riuscire a generare nuovi riferimenti collettivi o dimensioni sociali di senso. Questo vuoto espone l’essere umano a un esasperato individualismo. Come teorizzato da Zygmunt Bauman (2000), viviamo in una “modernità liquida” in cui l’individuo è assoggettato al dovere di costruire da solo la propria sorte, reinventandosi continuamente e recidendo legami o progetti non appena cessano di essere gratificanti.

Le relazioni non sono più qualcosa su cui investire, in cui impegnarsi con fatica e fiducia, ma sono esse stesse effimere, soggette a essere modificate o sostituite con un “click” o un messaggio non appena smettono di soddisfarci. Nella società contemporanea, inoltre, sembra impossibile parlare della morte o confrontarsi con la perdita, la rinuncia e il limite; rifuggire il pensiero della fine come limite biologico ci priva della possibilità di attraversare ed elaborare qualsiasi forma di lutto. In questo contesto, al singolo è vietato fallire: la liquidità diventa il mezzo per eludere ogni dimensione di sconfitta, sostituendo ogni “crisi” con una condizione alternativa. Da qui scaturisce la “paura liquida” (Bauman, 2006): un’incertezza costante che trasforma la vita in uno sforzo perenne per evitare il non senso, piuttosto che affrontarlo per costruire nuove appartenenze identitarie, sia individuali che collettive.

L’impatto della tecnologia e della IV Rivoluzione Industriale

La crescente compenetrazione tra mondo fisico, digitale e biologico definisce la IV Rivoluzione Industriale. L’obiettivo è la creazione di un “uomo nuovo” – sano, efficiente e produttivo – capace di emanciparsi dai limiti della Natura e della morte attraverso la biogenetica e l’informatica. Tuttavia, questa spinta verso il metaverso e l’ibridazione con l’Intelligenza Artificiale determina spesso solitudine, isolamento e una diffusa ansia psicologica.

L’impatto del digitale è particolarmente drammatico sui giovanissimi. I dati della VII Commissione del Senato (2019-2021) evidenziano come l’uso massiccio di smartphone e console generi implicazioni biochimiche e psicologiche paragonabili a quelle prodotte dalla cocaina. Le conseguenze spaziano da danni fisici, quali obesità e ipertensione, a squilibri psicologici profondi: alienazione, irascibilità e una progressiva perdita di facoltà mentali essenziali, come la memoria e lo spirito critico.

L’importanza della corporeità

La psicologia classica e le neuroscienze (Piaget, Neisser, Damasio) sottolineano che lo sviluppo umano è indissolubilmente legato alla dotazione biologica del corpo. Noi siamo il nostro corpo; la nostra esperienza si organizza attraverso una materialità che definisce e, al contempo, delimita le nostre possibilità. La depersonalizzazione e la smaterializzazione virtuale tipiche dell’era digitale agiscono dunque come fratture in questo intreccio vitale tra dimensione razionale, emozionale e corporea.

2. Gli habitus patologici della modernità in Omeopatia: narcisismo e nichilismo, egotrofia ed egolisi

L’uomo della “società liquida” di Bauman riflette perfettamente la dinamica miasmatica contemporanea. Se il successo è elevato a unico valore assoluto, il fallimento sifilitico è vissuto come una catastrofe e diventa il demone da esorcizzare attraverso la compensazione sicotica. In questo contesto, assistiamo a un’oscillazione continua tra l’egotrofia sicotica (il narcisismo) e il vuoto sifilitico (il nichilismo).

La destrutturazione dei valori e l’individualismo

La società post-moderna, in nome di una presunta libertà assoluta, è caratterizzata dalla destrutturazione dei valori tradizionali. L’individuo si ritrova privo di riferimenti collettivi, in balìa dell’individualismo e delle leggi del mercato finanziario e turbo-liberista. Il lavoro, la famiglia e il senso di appartenenza a una comunità non rappresentano più dimensioni portanti, ma passaggi transitori da lasciarsi continuamente alle spalle nella ricerca di una realizzazione personale funzionale al successo. Nella società liquida, solidarietà e cooperazione cedono il passo a una competizione spietata, ottenuta spesso a danno degli altri.

Elusione e sfida sicotica versus vuoto sifilitico

In una condizione di precarietà e incertezza costante, la vita rischia di ridursi a uno sforzo perenne per evitare la paura del non senso, ovvero del vuoto sifilitico. Da questa angoscia profonda emergono tre direttrici comportamentali reattive di tipo ipersicotico:

• l’elusione, dove l’individuo fugge da ogni frustrazione attraverso un cambio costante di obiettivi, alla ricerca frenetica di un “nuovo” illusoriamente gratificante;

• la sfida ai limiti, il superamento sistematico dei confini etici e biologici, che si esprime in una ricerca d’identità sempre più fluida o nel tentativo di raggiungere l’immortalità attraverso la manipolazione genetica e l’ibridazione con l’Intelligenza Artificiale;

• l’allontanamento dalla corporeità, una scissione che si manifesta, da un lato, nella depersonalizzazione digitale (metaverso, smart working, isolamento virtuale) e, dall’altro, nell’esaltazione ossessiva del corpo attraverso un salutismo sfrenato, associato a una fisicità esteriore e stereotipata.

Analisi dei due Habitus moderni dominanti

L’Habitus Narcisistico (Egotrofia sicotica) è caratterizzato da idee di grandiosità e da un costante bisogno di ammirazione e consenso. In questo stato, il soggetto tende a rendersi seduttivo per mero calcolo, orientato esclusivamente al soddisfacimento delle proprie esigenze. Il narcisista vive spesso distante dalla realtà e fatica a provare sentimenti autentici: utilizza gli altri come specchio per affermare sé stesso, mostrando una marcata noncuranza per la sensibilità altrui che lo rende incapace di donare vero affetto.

Soprattutto in ambito adolescenziale, l’abuso dei social media favorisce un iperinvestimento sull’immagine esteriore a discapito della solidità identitaria; questo predispone a reazioni rabbiose o a sensi di profonda umiliazione di fronte alle critiche. L’Associazione Psichiatrica Americana (DSM-5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione) ha codificato i nove sintomi principali del disturbo e affinché si possa diagnosticare un quadro patologico conclamato, devono esserne presenti almeno cinque:

– reazione rabbiosa o di grande umiliazione di fronte a una critica;

– tendenza a sfruttare gli altri per i propri interessi;

– senso di grandiosità;

– percezione di essere unici o speciali e capiti solo da poche persone;

– fantasie di illimitato successo, potere, amore, bellezza;

– certezza di meritare privilegi più degli altri;

– eccessive richieste di attenzione o ammirazione;

– mancanza di empatia verso gli altri;

– invidia persistente.

L’Habitus Nichilista (Distruttività sifilitica) è caratterizzato da disgregazione e perdita di senso dell’esistenza individuale, perdita dei valori e dei riferimenti sociali, assenza di prospettive. In questa dinamica, la negazione narcisistica e onnipotente del limite e della morte “si vendica” trasformandosi nel suo opposto: un’angoscia paralizzante e un vuoto interiore incolmabile. Clinicamente, tale distruttività sifilitica si manifesta attraverso la depressione apatica, le dipendenze anedoniche (gioco d’azzardo, tossicodipendenze), i disturbi del comportamento alimentare e l’ideazione suicidaria.

Narcisismo e nichilismo sono, in realtà, due facce della stessa medaglia: l’ipertrofia egoica sfida il limite, ma quando l’illusione di onnipotenza crolla, la struttura narcisistica si sfalda nella disgregazione nichilista. In un contesto di totale liquidità, poi, per sopravvivere psichicamente, l’individuo si trova nuovamente costretto a inseguire un’illusoria e fallimentare autoaffermazione narcisistica.

Sia il narcisista sia il nichilista vivono scissi dalla realtà, rimuovendo il dolore esistenziale per l’incapacità di confrontarsi con la perdita e la rinuncia. In questa dinamica, l’unica via d’uscita è il recupero del confronto con la fragilità psorica, obiettivo finale di un percorso omeopatico profondo, capace di riconnettere l’individuo con il proprio limite biologico ed emotivo, trasformando la sofferenza in un’autentica opportunità evolutiva.

3. Dalla teoria alla clinica: l’espressione dell’ipersicosi nelle storie di tre pazienti

Nella pratica omeopatica contemporanea siamo sempre più frequentemente chiamati a curare pazienti con gravi sofferenze, in cui si è instaurata una condizione ipersicotica, caratterizzata dalla coesistenza di sintomi sicotici e sifilitici. Nell’ipersicosi, l’estrema ipertrofia egoica si accompagna a segnali di sgretolamento strutturale, offrendo alla nostra osservazione tratti narcisistici in declino verso il nichilismo. Sulla base della teoria miasmatica esposta, è possibile analizzare questo “cortocircuito” in cui convivono due spinte opposte e complementari:

il polo Narcisista-Sicotico (Egotrofia): rappresenta la “maschera”, il tentativo di controllo totale e la ricerca di un’immagine di perfezione o di eroismo finalizzata a nascondere il vuoto interiore. L’ipertrofia coinvolge anche i tessuti in direzione iperplastica e neoplastica.

il polo Nichilista-Sifilitico (Egolisi): rappresenta la caduta, la negazione del valore della vita accompagnato da una forza distruttiva che si abbatte anche sui tessuti (ulcere, paralisi).

Le storie dei pazienti che andremo ad analizzare, come esempi vivi di quanto detto sinora, sono la sintesi di casi clinici descritti in modo esteso in precedenti numeri di questa rivista, ai quali si rimanda per la trattazione completa (vedi bibliografia).

Il caso di Elvira, una nevralgia del trigemino

Elvira, imprenditrice di 63 anni, soffre da vent’anni di una nevralgia trigeminale con crisi settimanali resistenti ai farmaci. Il dolore, descritto come “spilli conficcati”, è insorto in un momento di profonda destabilizzazione esistenziale segnato dalla morte del padre e dalla separazione dal marito, eventi che hanno scatenato conflitti familiari per la gestione dell’azienda. Il quadro clinico rivela un habitus sicotico dominante, caratterizzato dal desiderio impellente di apparire “bella, efficiente e potente”.

La diagnosi ha individuato in Arsenicum sulphuratum flavum il rimedio costituzionale, capace di integrare il bisogno di ordine ed efficienza (tipico di Arsenicum) con la ricerca di bellezza e la tensione morale (proprie di Sulphur).

Il percorso terapeutico ha portato a una guarigione clinica completa in tre anni. Dopo una crisi di guarigione iniziale manifestatasi con una sinusite, Elvira ha ottenuto la remissione totale della nevralgia e un profondo mutamento interiore. La paziente ha ridotto il controllo ipersicotico sulla propria vita, moderando l’aggressività e riconciliandosi con il processo di invecchiamento, imparando a convivere con la paura di perdere potere e bellezza.

In questo caso emerge un conflitto tra orgoglio, perfezionismo e disperazione angosciosa.

Tratti narcisistici (Egotrofia sicotica):

– controllo e ipertrofia dell’immagine di sé: desidera essere “bella, efficiente e potente”;

– permalosità, orgoglio e rabbia reattiva: Elvira è molto permalosa e non tollera di essere presa in giro o messa da parte. Il buonismo comportamentale nasconde una rabbia reattiva a vessazioni e soprusi.

Tratti nichilisti (Egolisi sifilitica):

– autodistruttività somatica: la rabbia, non potendo esplodere verso l’esterno, si rivolge contro sé stessa sotto forma di nevralgia “incoercibile” e bruciante;

– angoscia e disperazione per paura di fallire e di invecchiare; dai sogni emerge il nucleo nichilista: grida senza voce o si trova al limite di un precipizio senza riuscire a frenare l’auto.

La soluzione del conflitto è rappresentata dall’accettazione della propria imperfezione e della propria fallibilità, rifuggendo disperazione e angoscia di malattia e morte.

Il caso di Laura, l’isolamento Hikikomori

Laura, una studentessa universitaria di 25 anni, giunge in consultazione dopo diciotto mesi di totale ritiro sociale. La sua esistenza si è ridotta a una dimensione puramente virtuale e notturna, segnata da crisi di panico, bulimia e un rifiuto categorico sia della psicoterapia che dei farmaci convenzionali. Il suo quadro clinico rappresenta l’estremo approdo del vuoto nichilista: un’esistenza “liquida” che ha perso ogni contatto con la realtà fisica e relazionale, rifugiandosi in una paralisi apatica.

L’analisi del caso ha portato alla prescrizione di Opium crudum, rimedio caratterizzato da stati di profonda sospensione della sensibilità, dove il soggetto appare come “assente a sé stesso” e bloccato in un limbo di indolenza e paura, preferendo il torpore dell’isolamento al fluire della vita tra dolore e piacere.

Il percorso omeopatico ha permesso a Laura di riemergere gradualmente dal “tunnel”. Dopo le prime somministrazioni, la paziente ha manifestato una reazione centrifuga di rabbia — segnale miasmatico di una vitalità che torna a fluire — per poi ritrovare l’energia necessaria per riprendere gli studi, laurearsi con successo e reinserirsi nel tessuto sociale. La guarigione di Laura dimostra come il farmaco energetico possa agire laddove il dialogo verbale è precluso, sbloccando il cortocircuito tra il vuoto sifilitico e la paralisi della volontà.

Laura è un esempio di paralisi conflittuale tra idealizzazione paradisiaca della vita e abisso del vuoto infernale.

Tratti narcisistici (Egotrofia sicotica):

– edonismo e rifugio: si rifugia nel piacere del cibo (bulimia) e nell’isolamento digitale (serie TV, social), creando un mondo protetto dove non deve confrontarsi con il dolore del mondo e col fallimento personale;

– ideale perfezionista: la sua ansia deriva dalla paura di non essere all’altezza delle aspettative sociali.

Tratti nichilisti (Egolisi sifilitica):

– ritiro e paralisi della volontà: la condizione Hikikomori è di per sé un atto di egolisi; decide di ritirarsi dalla vita scomparendo dal mondo sociale anestetizzandosi emotivamente;

– angoscia di morte: crisi di panico con terrore di morire; i sogni di guerra e nazismo rappresentano la vita percepita come infernale.

La guarigione è rappresentata dalla possibilità di accettare il confronto col dolore del mondo senza idealizzazioni né fughe infantili.

Il caso di Marco, una rettocolite ulcerosa

Marco, un uomo di 38 anni con una storia di importanti sofferenze psichiatriche e una diagnosi di rettocolite ulcerosa, si presenta in una fase di profonda prostrazione. La sua patologia organica, segnata da lesioni ulcerose e sanguinamenti, appare come la cristallizzazione di un conflitto interiore: la lotta tra un prepotente bisogno di libertà e una realtà percepita come una prigione soffocante. Il quadro clinico di Marco manifesta visibilmente l’oscillazione tra la sfida sicotica (il desiderio di volare alto, al di sopra dei vincoli) e la caduta sifilitica (la distruttività che colpisce i tessuti intestinali).

Il percorso terapeutico ha condotto all’individuazione di Falco cherrug come rimedio costituzionale, rimedio che riflette con precisione il nucleo del paziente: la tensione verso l’alto e la visione acuta, unite al senso di costrizione e alla rabbia per una libertà che sente negata. La scelta di Falco cherrug è risultata risolutiva dopo che un rimedio affine (Falco peregrinus) aveva prodotto solo benefici parziali.

In un follow-up di sei anni, Marco ha ottenuto la remissione clinica completa della rettocolite ulcerosa, rendendo possibile la sospensione definitiva della terapia farmacologica convenzionale. Oltre alla guarigione organica, il paziente ha conquistato un nuovo equilibrio psico-emotivo: la sua originaria “fame di libertà” non si traduce più in autodistruzione o delirio, ma è diventata una consapevolezza che gli permette di abitare il mondo senza sentirsi prigioniero.

Marco oscilla tra un desiderio eroico di libertà assoluta e reazioni violente alle costrizioni e al giudizio sociale.

Tratti narcisistici (Egotrofia sicotica):

– grandiosità: fa l’eroe che sfida un mondo avverso;

– vergogna per la colite perché teme di apparire “debole, malato o scemo” agli occhi degli altri. Cerca costantemente l’accettazione e il riconoscimento.

Tratti nichilisti (Egolisi sifilitica):

– autodistruttività organica: la rettocolite ulcerosa è la manifestazione fisica della rabbia;

– ideazione suicida quando si sente senza speranza;

– esplosioni di violenza: il rigido controllo sicotico crolla in scenate violente, rivelando una natura selvaggia.

La soluzione del conflitto è possibile riconciliando istinti di libertà assoluta trascendente la materia con una reale e concreta spiritualità incarnata.

4. Conclusioni: un percorso omeopatico di cura per ricontattare l’essenza umana perduta

L’analisi dei tre casi rivela una struttura ipersicotica, in cui il soggetto oscilla tra narcisismo e abisso nichilista.

L’ipersicosi nega la Psora (fragilità, imperfezione, ansia esistenziale) che non funge più da motore di crescita, ma viene schiacciata tra due poli estremi che negano la vulnerabilità umana.

L’ipersicosi rappresenta quindi una sorta di “vicolo cieco” in cui il paziente non ha più la capacità di sentire la fragilità umana (Psora) e si cristallizza in una maschera di onnipotenza o controllo (Sicosi) che serve a coprire un nucleo di disperazione distruttiva (Sifilis).

In tutti e tre gli esempi, la guarigione omeopatica è stata possibile perché il paziente è uscito dal vicolo cieco narcisismo-nichilismo per abbracciare la propria fragilità psorica ed evolvere coscienzialmente. La terapia omeopatica mira a rompere questo dualismo rigido. L’obiettivo finale non è solo curare la Sicosi o la Sifilis, ma risvegliare la sensibilità psorica:

– permettere ad Elvira di abbassare resistenza, controllo e le proprie ambizioni narcisistiche;

– portare Laura a uscire dal vuoto e affrontare il rischio di sentire il dolore reale per tornare a desiderare la vita;

– aiutare Marco ad accettare la propria fragilità senza sentirsi debole e distruggersi.

In sintesi, se l’ipersicotico è un individuo che ha costruito una fortezza (Sicosi) sopra un vulcano (Sifilis), la cura consiste nell’insegnargli a vivere sulla terra ferma, accettando i limiti e le incertezze dell’esistenza. Il rimedio agisce come catalizzatore: è un passaggio dal “tutto o nulla” (narcisismo o morte) alla misura umana, dove la persona può finalmente permettersi di essere imperfetta e quindi viva.

Bibliografia

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2. P. Ortega. Appunti sui Miasmi o Malattie Croniche di Hahnemann. Ed. Salus Infirmorum 2016

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5. Z. Bauman. Modernità liquida. Ed. Laterza, 2011

6. Z. Bauman. Paura liquida.  Ed. Laterza, 2009

7. J.Piaget. La psicologia del bambino. Ed. Einaudi, 2001

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12. B. Zucca. Una nevralgia del trigemino e Arsenicum sulphuratum flavum. Il Medico Omeopata n° 87, p. 52-57, 2024 https://www.ilmedicoomeopata.it/una-nevralgia-del-trigemino-e-arsenicum-sulphuratum-flavum/

13. B. Zucca. La condizione Hikikomori: il caso di Laura. Il Medico Omeopata n° 84, p. 50-53, 2023 https://www.ilmedicoomeopata.it/wp-content/uploads/2023/12/MO_84_50-53.pdf

14. B. Zucca. Un caso di rettocolite ulcerosa curato con Falco cherrug. Il Medico Omeopata n° 86, p. 54-60, 2024 https://www.ilmedicoomeopata.it/un-caso-di-rettocolite-ulcerosa-curata-con-falco-cherrug/

15. B. Zucca. Lezioni di Omeopatia classica. Ed. Salus Infirmorum 2015

16. B. Zucca. Le tre facce di ogni rimedio. Il Medico Omeopata n°80, p.14-19, 2022 https://www.ilmedicoomeopata.it/wp-content/uploads/2022/07/MO_80_14-19.pdf

17. B. Zucca, M. Delucchi. Lezioni di Materia Medica Dinamica, Vol.1. Ed. Salus Infirmorum 2018

18. B. Zucca. Quale guarigione? tra guarigione clinica e guarigione omeopatica. Il Medico Omeopata n° 63, p.20-23, 2016 https://www.ilmedicoomeopata.it/wp-content/uploads/2016/12/MO_63_20-23_Dibattito.pdf

19. Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’impatto del digitale sugli studenti (Legislatura 18ª – 7ª Commissione permanente) http://www.senato.it/show-doc?id=1299436&leg=18&tipodoc=SommComm&part=doc_dc-allegato_a&rif=0

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19. Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’impatto del digitale sugli studenti (Legislatura 18ª – 7ª Commissione permanente) http://www.senato.it/show-doc?id=1299436&leg=18&tipodoc=SommComm&part=doc_dc-allegato_a&rif=0

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