Ripercorrere l’evoluzione terapeutica finale di Hahnemann: approfondimenti dai diari francesi

Julieta Campanelli, MD

jlcampanelli@gmail.com


Docente Associata presso l’Asociación Médica Homeopática Argentina (AMHA), ricopre attualmente la carica di Vicepresidente per l’Argentina della Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis (LMHI). È inoltre Coordinatrice delle Conferenze Cliniche presso la AMHA, dove in passato ha servito come Segretaria della Scuola di Specializzazione.

Adolfo Campanelli, MD

adolfoocampanelli@gmail.com


Docente Associato e attuale Vicepresidente della AMHA di Buenos Aires, ricopre inoltre il ruolo di Direttore Editoriale della rivista scientifica Homeopatía.
Già Direttore della Scuola di Specializzazione della AMHA e Presidente del Collegio dei Medici Omeopati.

Traduzione a cura di Paolo Pifferi
Medico Chirurgo – Omeopata Rosignano Solvay (LI)

Vicepresidente per l’Italia LMHI
paolopiff59@gmail.com

Ripercorrere l’evoluzioneterapeutica finale di Hahnemann:
approfondimenti dai diari francesi

Questo lavoro è stato presentato al 78° Congresso Mondiale LMHI in Utrecht – 14-17 Maggio 2025.

Introduzione del traduttore

Ho conosciuto Julieta Campanelli e suo padre durante l’ultimo congresso mondiale LMHI a Utrecht: Julieta aveva appena ricevuto la nomina di Vice Presidente Nazionale per l’Argentina, al posto di Agustin Salinas. La prima impressione che ho ricevuto da Julieta è che fosse una persona davvero tosta, preparata, convinta, ma non sapevo che avrebbe avuto una relazione congressuale, cosa che ho scoperto solo dopo un giorno. Ho scelto di partecipare a quella sessione perché la sua relazione mi pareva intrigante e fuori dai soliti schemi di clinica e terapia: quello che ha detto e come lo ha detto mi hanno entusiasmato, anche perché si capiva che era lei la prima ad essersi appassionata ai quaderni di Hahnemann, che aveva studiato in maniera precisa e attenta. Mentre stava parlando, già mi immaginavo che le avrei chiesto di poter pubblicare il suo intervento sulla nostra rivista, e così ho fatto. Questo ha suscitato in lei una grande meraviglia, e ha aderito con gioia alla richiesta, cosa di cui tutti la ringraziamo.

Vi prego di leggere l’articolo con attenzione, di non fermarvi al titolo e alle prime righe.

A voi questa meravigliosa disamina dei quaderni di Hahnemann.

RIASSUNTO

Questo articolo presenta una panoramica descrittiva dell’evoluzione terapeutica finale di Samuel Hahnemann, basata sullo studio dei suoi diari clinici francesi DF7 e DF12, scritti durante gli ultimi anni a Parigi (1838–1843). Questi manoscritti forniscono una visione diretta del suo lavoro clinico quotidiano e del progressivo affinamento dei suoi metodi.

Attraverso un’analisi cronologica delle prime consultazioni e delle relative prescrizioni, si osserva la graduale transizione di Hahnemann dalle potenze centesimali basse e medie all’uso sistematico di quelle alte, fino ad approdare alla scala cinquantamillesimale (LM/Q). I casi clinici rivelano un processo terapeutico e sperimentale meticoloso e unico, che include la somministrazione di sequenze ascendenti e discendenti, l’incremento delle succussioni, l’introduzione del placebo come trattamento intercorrente e l’uso dell’olfazione come modalità di somministrazione.

Entro il 1842, Hahnemann aveva stabilito un uso maturo e coerente delle potenze cinquantamillesimali, somministrate passo dopo passo, una potenza alla volta — esattamente come descritto successivamente nella nota al paragrafo 246 della sesta edizione dell’Organon. Lungi dall’essere una dottrina statica, questi documenti descrivono Hahnemann come un ricercatore attivo, la cui curiosità empirica e dedizione etica lo condussero verso la sua concezione più raffinata della guarigione. I diari francesi illuminano quindi non solo le basi storiche della pratica omeopatica, ma anche il messaggio duraturo dell’Aude Sapere: osare conoscere, osservare e continuare ad evolversi.

PAROLE CHIAVE

Hahnemann, Diari clinici francesi, Potenze Cinquantamillesimali, Alte potenze, Organon 6ª edizione.

Introduzione

Il nostro percorso di ricerca è iniziato con una profonda curiosità: comprendere, attraverso prove dirette, come Samuel Hahnemann abbia perfezionato il suo metodo terapeutico durante gli ultimi anni della sua vita. Per decenni, storici e clinici hanno rivisitato l’Organon, ma il processo pratico alla base della sua edizione finale è rimasto spesso avvolto nella speculazione. La scoperta e lo studio dei diari clinici francesi di Hahnemann — i suoi Diaries Français (DF) — offrono una rara opportunità di seguire l’evoluzione del suo pensiero direttamente attraverso le sue note cliniche.

Questi diari non sono semplici cartelle cliniche; rappresentano un laboratorio vivente in cui Hahnemann ha testato, modificato e perfezionato i metodi che avrebbero infine definito la sesta edizione del suo Organon.1 Attraverso di essi, possiamo testimoniare l’opera di un medico che ha continuato a sperimentare, interrogarsi ed evolversi fino alla fine: un ritratto di integrità scientifica e dedizione spirituale.

Il percorso di ricerca

La nostra indagine è iniziata a Stoccarda, presso gli archivi dell’Istituto di Storia della Medicina (Fondazione Robert Bosch – IGM), dove sono conservati i manoscritti e i diari di Hahnemann. Tra questi, i diari del periodo parigino hanno attirato particolarmente la nostra attenzione. Sebbene il primo diario del soggiorno francese sia andato perduto, la prima annotazione sopravvissuta è datata 12 agosto 1835, poche settimane dopo il suo arrivo in Francia.

Abbiamo deciso di concentrarci principalmente su due volumi: DF72 e DF123. Insieme, essi coprono gli anni cruciali tra il 1838 e il 1843, anno della morte di Hahnemann. Il DF7 riflette il passaggio dagli schemi terapeutici del suo ultimo periodo tedesco a quelli della prima pratica parigina, mentre il DF12 documenta il consolidamento del suo sistema terapeutico definitivo.

Approccio metodologico

Per questa prima fase, ci siamo concentrati sulle prime consultazioni, poiché sono quelle che meglio rivelano il ragionamento di Hahnemann all’inizio del trattamento. Ogni voce è stata esaminata in ordine cronologico, annotando il rimedio prescritto, la potenza e, quando possibile, la progressione documentata del caso. Confrontando questi dati interconnessi, abbiamo cercato di ricostruire un quadro coerente dell’evoluzione metodologica di Hahnemann: come selezionava i rimedi, come regolava le potenze e come registrava le risposte dei pazienti.4

L’evoluzione della potenza e del metodo

Nel 1838, come si evince dal DF7, la pratica di Hahnemann rifletteva ancora le tendenze dei suoi anni tedeschi: l’uso di potenze centesimali basse, spesso prescritte in sequenze ascendenti o discendenti. Tuttavia, con il progredire di quello stesso anno, osserviamo un notevole cambiamento. Egli iniziò a preferire potenze centesimali più elevate — fino alla 200 CH — e a somministrarle in ordine ascendente, una potenza alla volta.

Nei diari, il simbolo alchemico dello zolfo appare frequentemente, indicando che era la sua prescrizione più ricorrente. Il passaggio dalla Tinctura sulphuris al semplice Sulphur simboleggia non solo una semplificazione linguistica, ma anche concettuale: la materia che cede il posto alla dynamis, insieme ai cambiamenti nella preparazione farmaceutica.

La scoperta della scala cinquantamillesimale

Tra la metà del 1840 e l’inizio del 1841, i diari francesi mostrano una graduale sostituzione dei preparati centesimali con le nuove potenze cinquantamillesimali. Hahnemann non solo modificò la scala di dinamizzazione, ma anche la modalità di preparazione, introducendo l’uso di cento succussioni ad ogni passaggio (indicato dalla croce simbolica che segue il numero della potenza, come affermato da Peter Barthel5).

Questa fase rappresenta un periodo di sperimentazione attiva. A volte troviamo potenze LM elevate, come la 17LM, mentre in altri casi venivano testate potenze inferiori della stessa scala nello stesso giorno, persino tra pazienti sorelle; ciò suggerisce un attento processo di calibrazione per ottenere la risposta terapeutica più armoniosa. Entro il 1841, il nuovo metodo era diventato l’elemento centrale della sua pratica.

La maturazione del metodo

Nel DF12 (1840–1843), troviamo il metodo maturo di Hahnemann pienamente stabilito. La struttura stessa del diario riflette la sua natura meticolosa, sebbene le anomalie nella paginazione ci ricordino che questi fogli non erano nati per essere pubblicazioni raffinate, bensì documenti di lavoro e testimonianze viventi della pratica quotidiana.

In queste annotazioni, avvicinandoci al 1842, vediamo uno schema costante: la prescrizione inizia con la potenza più bassa della scala cinquantamillesimale e ascende di un grado alla volta, guidata dalla risposta del paziente. Questo ritmo — dolce, incrementale e profondamente attento — incarna la filosofia descritta nella nota al paragrafo 246 della sesta edizione dell’Organon. L’uso alternato di rimedio e placebo, il frequente ricorso all’olfazione e l’insistenza sulle dosi infinitesimali rivelano un clinico che ricerca costantemente l’equilibrio: massima efficacia con il minimo disturbo.

Discussione

Dal 1835 al 1843, i diari clinici francesi tracciano la metamorfosi finale della terapia hahnemanniana. Quello che era iniziato come il proseguimento del metodo centesimale tedesco si trasformò gradualmente in un nuovo paradigma, che perfezionò sia gli aspetti materiali che quelli dinamici della preparazione dei rimedi. Possiamo riassumere questa progressione come segue:

• 1835–1838: Prevalenza di potenze centesimali basse, spesso alternate in ordine ascendente o discendente

• Metà 1838–1839: Passaggio a potenze centesimali più elevate, con una preferenza crescente per le sequenze ascendenti graduali

• Metà 1840: Transizione alla scala cinquantamillesimale, cominciando fin dall’inizio con potenze più alte

• 1841–1842: Adozione sistematica delle potenze LM/Q partendo dalla più bassa disponibile, aumentando progressivamente un grado alla volta.

Questa sequenza non riflette un salto teorico improvviso, ma un continuo perfezionamento basato sull’evidenza: un’evoluzione empirica radicata nell’osservazione quotidiana.

Conclusione

I diari clinici francesi ci permettono di osservare Hahnemann come un ricercatore vivente: preciso, curioso e profondamente etico. I suoi ultimi anni a Parigi non furono contrassegnati dal riposo, ma da un incessante miglioramento — una ricerca continua verso una guarigione più dolce ed efficace.

Ripercorrendo le sue prescrizioni, seguiamo il procedere di una mente che non ha mai smesso di evolversi. Il suo messaggio, scritto fin dalla prima pagina del suo Organon a partire dalla seconda edizione, risuona ancora oggi: Aude Sapere — osa sapere. Attraverso questi manoscritti, Hahnemann continua a invitarci a pensare liberamente, a osservare con attenzione e a portare avanti quello spirito di innovazione che è il cuore dell’Omeopatia.

Bibliografia

1. Hahnemann S. Organon der Heilkunst, (6ª edizione), tradotto in spagnolo da Rafael Romero, Messico, 1929.

2. Hahnemann S. DF 7. Paris case journal property of Institut für Geschichte der Medizin der Robert Bosch Stiftung. Stoccarda 2019 (inedito).

3. Hahnemann S. DF12. Paris case journal property of Institut für Geschichte der Medizin der Robert Bosch Stiftung. Stoccarda 2019 (inedito).

4. Haehl R. Samuel Hahnemann: His life and work, tradotto dal tedesco da M. L. Wheeler & W. Grundy. A cura di: J. H. Clarke & F. J. Wheeler, (2 volumi), London Homeopathic Publishing Company 1931.

5. Fischbach Sabel U. Análisis de los diarios clínicos de Samuel Hahnemann. ACN Editors. 2014. Tarragona, Spagna.

English

Tracing Hahnemann’s Final Therapeutic Evolution:
Insights from the French Diaries

SUMMARY

This article presents a descriptive overview of Samuel Hahnemann’s final therapeutic evolution, based on the study of his French case journals DF7 and DF12, written during his last years in Paris (1838–1843). These manuscripts provide a direct view of his daily clinical work and the progressive refinement of his methods.

Through a chronological analysis of first consultations and prescriptions, we observe Hahnemann’s gradual transition from low and medium centesimal potencies to the systematic use of high centesimal ones, and finally to the fifty-millesimal scale. The casebooks reveal a meticulous and unique therapeutic and experimental process, including the administration of ascending and descending sequences, adding succussions, introduction of placebo as intercurrent treatment and the use of olfaction as a mode of administration.

By 1842, Hahnemann had established a mature and consistent use of fifty-millesimal potencies, administered step by step, one potency at a time—precisely as described later in paragraph 246 footnote of the sixth edition of the Organon.

Far from being a static doctrine, these documents portray Hahnemann as an active researcher whose empirical curiosity and ethical dedication led him toward his most refined conception of healing. The French diaries thus illuminate not only the historical foundations of homeopathic practice but also the enduring message of Aude Sapere—to dare to know, to observe, and to keep evolving.

KEYWORDS

Hahnemann, French Case Journals, Fifty-Millesimal Potencies, High potencies, Organon 6th edition

Introduction

Our research journey began with a profound curiosity: to understand, through direct evidence, how Samuel Hahnemann refined his therapeutic method during the last years of his life. For decades, historians and clinicians alike have revisited the Organon, yet the practical process behind its final edition often remained shrouded in speculation. The discovery and study of Hahnemann’s French case journals—his Diaries Français (DF)—offer a rare opportunity to follow the evolution of his thought directly through his own clinical notes.

These journals are not merely patient records. They represent a living laboratory where Hahnemann tested, adjusted, and perfected the methods that would ultimately define the sixth edition of his Organon1. Through them, we can witness a physician still experimenting, questioning, and evolving until the very end—a portrait of scientific integrity and spiritual dedication.

The Research Journey

Our investigation began in Stuttgart, at the Institute for the History of Medicine – Robert Bosch Foundation (IGM) archives where Hahnemann’s manuscripts and diaries are preserved. Among them, the French journals drew our particular attention. While the first diary of his Parisian period has been lost, the earliest surviving entry is dated August 12th, 1835—just weeks after his arrival in France.

We decided to focus primarily on two volumes: DF72 and DF123. Together, they encompass the crucial years between 1838 and 1843, the year of Hahnemann’s passing. DF7 reflects the transition from the therapeutic patterns of his late German period to those of his early Paris practice, while DF12 documents the consolidation of his final therapeutic system.

Methodological Approach

For this first phase, we concentrated on first-time consultations, as they best reveal Hahnemann’s reasoning at the initiation of treatment. Each entry was examined chronologically, noting the remedy prescribed, the potency, and, whenever possible, the documented progression of the case.

By comparing these interconnected data, we sought to reconstruct a coherent picture of Hahnemann’s evolving methodology—how he selected remedies, adjusted potencies, and recorded patient responses4.

The Evolution of Potency and Method

In 1838, as seen in DF7, Hahnemann’s practice still reflected trends from his German years: the use of low centesimal potencies, often prescribed in ascending or descending sequences. However, as that same year progressed, we observe a remarkable shift. He began to favor higher centesimal potencies — up to the 200th — and to administer them in ascending order, one potency at a time.

In the diaries, the alchemic symbol for Sulphur appears frequently, marking it as his most recurrent prescription. The progression from Tinctura sulphuris to simply Sulphur symbolizes not only a linguistic simplification but a conceptual one: matter giving way to dynamis, as well as medication preparation changes.

The Discovery of the Fifty-Millesimal Scale

Between mid-1840 and early 1841, the French diaries show a gradual replacement of centesimal preparations with the new fifty-millesimal potencies. Hahnemann not only modified the scale of dynamization but also the mode of preparation—introducing the use of one hundred succussions at each step, as indicated by the symbolic cross following the potency number, as stated by Peter Barthel5.

This stage represents a period of active experimentation. At times, we find high fifty-millesimal potencies, such as the 17th as well as, in other instances, lower potencies within the same scale were tested that same day, even among sisters, suggesting a careful calibration process to achieve the most harmonious therapeutic response.

By 1841, the new method had become a central feature of his practice. Dozens of cases from that year document first consultations where patients were prescribed fifty-millesimal potencies in ascending order – always individualized.

The Maturation of His Method

In DF12, covering 1840–1843, we find Hahnemann’s mature method fully established. The diary’s structure itself reflects his meticulous nature, though even its pagination anomalies remind us that these pages were never meant as polished publications — they were working documents, living testimonies of daily practice.

Within these entries, as we approach 1842, we see a consistent pattern: the prescription begins with the lowest potency in the fifty-millesimal scale and ascends one degree at a time, guided by the patient’s response. This rhythm — gentle, incremental, and deeply attentive — embodies the philosophy later described in the paragraph 246’s footnote of the Organon’s sixth edition.

Hahnemann’s alternating use of remedy and placebo, his frequent reliance on olfaction, and his insistence on minimal doses all reveal a practitioner striving for equilibrium: maximum efficacy with minimal disturbance.

Discussion

From 1835 to 1843, the French case journals trace the final metamorphosis of Hahnemann’s therapeutics. What began as the continuation of his centesimal method in Germany gradually transformed into a new paradigm — one that refined both the material and dynamic aspects of remedy preparation.

We can roughly summarize this progression as follows:

• 1835–1838: Predominantly low centesimal potencies, often alternated in ascending or descending order

• Mid-1838–1839: Shift to higher centesimal potencies, even though using ascending and descending patterns, increasingly used in stepwise ascending sequences

• Mid-1840: Transition to the fifty-millesimal scale, beginning with higher potencies

• 1841–1842: Systematic adoption of lower fifty-millesimal potencies towards the lowest available to start the case, ascending gradually one by one.

This sequence reflects not a theoretical leap, but a continuous, evidence-based refinement — an empirical evolution rooted in daily observation.

Conclusion

The French case journals allow us to witness Hahnemann as a living researcher: precise, curious, and profoundly ethical. His last years in Paris were marked not by rest but by restless improvement — a relentless pursuit of gentler and more effective healing.

By tracing his prescriptions, we follow the path of a mind that never ceased to evolve. His message, written from the first page of his Organon, starting on the second edition, still resonates today: Aude Sapere — dare to know.

Through these manuscripts, Hahnemann continues to invite us to think freely, to observe carefully, and to carry forward his spirit of innovation that lies at the heart of Homeopathy.

References

1. Hahnemann S. Organon der Heilkunst, (6th. Edition), translated into Spanish by Rafael Romero, Mexico, 1929

2. Hahnemann S. DF 7. Paris case journal property of Institut für Geschichte der Medizin der Robert Bosch Stiftung. Stuttgart 2019 (unpublished)

3. Hahnemann S. DF12. Paris case journal property of Institut für Geschichte der Medizin der Robert Bosch Stiftung. Stuttgart 2019 (unpublished)

4. Haehl R. Samuel Hahnemann: His life and work, translated from the German by M. L. Wheeler & W. Grundy. Edited by: J. H. Clarke & F. J. Wheeler, (2 volumes), London Homeopathic Publishing Company 1931.

5. Fischbach Sabel U. Análisis de los diarios clínicos de Samuel Hahnemann. ACN Editors. 2014. Tarragona, Spain.

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