Odontalgia acuta. Un caso di Hypericum perforatum

Marco Colla
Medico Chirurgo – Omeopata BIELLA

studio@marcocolla.it

Docente Scuola di Medicina Omeopatica Similia Similibus di Torino

Monica Delucchi
Medico Chirurgo, Internista – Omeopata GENOVA/BRESCIA

monica.delucchi.csr@gmail.com

Docente Scuola di Omeopatia Centro Studi La Ruota di Milano

Storie di omeopatia quotidiana

Guarigioni in breve raccontate dagli omeopati italiani (e non)

Storie di omeopatia quotidiana

Questa rubrica è stata creata per favorire la pubblicazione dei tanti casi clinici che gli omeopati affrontano durante il loro quotidiano lavoro. Per l’Omeopata nessun caso è facile, nessun caso è impossibile. Ogni caso ha una soluzione che è degna di essere conosciuta perché non esistono due casi uguali. Scrivere i nostri casi clinici è utile per perfezionare la nostra pratica. Leggere i casi altrui è una via veloce per apprendere: prima o poi avremo di fronte una caso simile e ci ricorderemo della soluzione proposta dal collega. Fate conoscere i vostri successi quotidiani!

Norme per gli Autori

1) Descrizione sintetica del paziente e della sintomatologia.
2) Metodo usato per elaborare i dati e trovare il rimedio più adatto, specificando:
i) I sintomi scelti per la prescrizione.
ii) Il repertorio e le rubriche scelte.
iii) Le eventuali diagnosi differenziali.
iv) Le motivazioni della scelta finale.
3) Risultati e breve discussione.
I casi possono essere sia acuti che cronici.

Odontalgia acuta. Un caso di Hypericum perforatum

Michela Nava
Medico Chirurgo, Omeopata – Bergamo

michy.nava@yahoo.it

G. ha 65 anni e gode di buona salute, mantiene una vita estremamente attiva e impegnata. Non assume farmaci ed è attento alla qualità dell’alimentazione e dell’igiene orale. Negli ultimi anni non ha avuto problematiche odontoiatriche significative, salvo qualche episodio di sanguinamento gengivale e sporadicamente maggiore sensibilità a livello delle basi dentarie.

Durante la notte, esordisce in maniera acuta un dolore a partenza dal dente del giudizio situato nell’arcata superiore sinistra. Il dolore è tale da impedire il riposo notturno, è estremamente violento e spasmodico; viene descritto come “insopportabile”, “martellante”, “bruciante”. Di carattere nevralgico, si irradia a tutta l’arcata e la mascella superiore, e si estende sino all’occhio e inferiormente anche alla mandibola, sino a coinvolgere quasi a tutto l’emivolto sinistro, con sensazione soggettiva di edema gengivale e della mascella sinistra (non riscontrabile oggettivamente).

Il minimo sfioramento locale durante la masticazione esacerba la sintomatologia. Al contempo, premere leggermente sulla guancia pare dare sollievo, per cui G. tende a tenere la mano poggiata sulla guancia.

Non individuo segni di suppurazione né ascesso alla mia visita.

G. richiede una prima valutazione odontoiatrica per risolvere l’acuzie: viene effettuata igiene del cavo orale e diagnosticata una carie del dente accanto a quello dolente, che risulta danneggiato per cui la corona è quasi completamente distrutta, lasciando spazio a una radice scoperta. Vengono consigliati antinfiammatori e intervento di estrazione della radice residua. Ma G. non vuole assumere farmaci, né può effettuare nell’immediato l’estrazione per impegno lavorativo.

Dalla repertorizzazione emergono diversi rimedi con il tipico dolore “nevralgico”, in particolare Spigelia, per via della lateralità sinistra, Belladonna, Hypericum. Poiché non c’è congestione del viso, nonostante il dolore “lancinante”, non considero Belladonna (che tra l’altro predilige lateralità destra). Non è stato semplice effettuare una diagnosi differenziale tra alcuni rimedi emersi dalla repertorizzazione, in particolare tra Spigelia e Hypericum.  Soprattutto il classificare il dolore come “mal di denti”, piuttosto che “nevralgia” o “mal di testa” mi ha inizialmente completamente depistato nella repertorizzazione (infatti Hypericum non compare come rimedio papabile in tutto il raggruppamento relativo al “mal di denti”). Ho fatto quindi affidamento al fascicolo “Elementi di Pronto Soccorso Omeopatico” del Lodispoto e, basandomi su questo volume, ho anche seguito l’indicazione alla diluizione 30 CH, invece che rivolgermi alle potenze più basse e a dosi ravvicinate.

Scelgo quindi Hypericum perforatum per il carattere lacerante del dolore e il miglioramento al contenimento del lato dolente e lo prescrivo alla 30 CH, 3 globuli sotto la lingua ogni 3-4 ore, alternando sciacqui con soluzione di acqua e Tintura Madre di Calendula.

G. riferisce beneficio sin dalle prime somministrazioni: il dolore diventa progressivamente meno intenso, esacerbato solo allo stimolare la zona durante l’alimentazione; permane un senso di “fastidio” in corrispondenza del dente, che riferisce ridursi alla somministrazione del rimedio. 

Dopo circa 30 ore il dolore è completamente regredito, G. torna a riposare bene la notte e può dedicarsi all’attività lavorativa (canto) senza alcun problema.

Successivamente, ripete visita odontoiatrica per l’estrazione della radice danneggiata: avendo una terminazione nervosa scoperta e mancando la corona del dente per una possibile ricostruzione, lo specialista non intravede possibilità di trattamento conservativo.

Al termine dell’effetto dell’anestetico somministrato localmente al momento dell’estrazione dentaria, riprende progressivamente intensità il dolore, specie la notte successiva. Anche in questo caso il dolore ben risponde a Hypericum, che G. prosegue ad assumere, 4 volte al dì, per un paio di giorni; indico di effettuare sciacqui con acqua e TeaTree O.E. alternato a TM di Calendula per evitare complicanze infettive post-procedura. Solo nell’immediato post-estrazione è stata somministrata Arnica 30 CH.

Il dolore regredisce completamente: al controllo della settimana successiva, la gengiva si trova in buone condizioni, si sta rimarginando come previsto senza alcuna complicanza. L’acuzie dentaria è stata pertanto gestita senza alcun farmaco allopatico.

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